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Il virtuale di Flavia Sparacino

Di Giulia Bertini

Paradigmi della virtualità ed interfacce sono al centro del lavoro di Flavia Sparacino, ricercatrice del Media Lab del MIT di Boston, chief technologist e creative director di Sensing Places

Presentandosi alla platea Flavia Sparacino sostiene di occuparsi di “architettura intelligente”, precisando che ciò significa essenzialmente «dotare gli spazi in cui viviamo di sensori, di occhi, di orecchie…Si tratta di una architettura che, superando la bipartizione tra bit ed atomo, è in grado di sostenere e facilitare il rapporto che quotidianamente abbiamo con il mondo dell’informazione».

Nelle ricerche e sperimentazioni di Flavia - ormai mature a tal punto da aver consentito la generazione di Sensing Places, azienda spinoff del MIT, nata con lo specifico scopo di far varcare a queste tecnologie la porta dei laboratori in cui sono state concepite – l’intuizione, di Le Corbusier prima e di Negroponte poi, di una “architectural machine” assume un volto specifico e peculiare attraverso lo studio e l’implementazione concreta di avanzate tecnologie di Augmented Reality, che appunto mescolano la realtà quotidiana con le informazioni sensoriali derivate da “realtà generate dal computer”.

Fulcro della ricerca sull’interazione con i nuovi “ambienti aumentati” è la tecnica del body tracking, che pur essendo meno preciso del motion capture consente una interazione uomo-macchina più naturale in completa assenza dei marcatori che caratterizzano il sistema di mappatura del corpo che ha riscosso tanto successo nel cinema, nel teatro, nella danza…

Accanto alla ricerca sul body trackingFlavia ha condotto anche quella di object tracking: la tecnica che consente di interagire con sistemi informativi mediante la selezione ed il movimento di oggetti disposti nell’ambiente e che ha riscosso e sta riscuotendo grande interesse soprattutto da parte di chi è coinvolto nella realizzazione delle installazioni museali.

Lo studio di interfacce naturali per i musei è al centro anche della ricerca sui computer indossabili che la ricercatrice propone in forme molto leggere ed orientate alla visita delle sale mussali attraverso esperienze di Realtà Aumentata che consentono di approfondire le informazioni relative alle opere

 

 

 


di interesse e di segnalare eventualmente al visitatore frettoloso la presenza di altre opere che potrebbero risultare interessanti in funzione delle scelte da lui precedentemente compiute.

expHand e schermo olografico

Il sistema expHand cui fa da corredo un avanzatissimo schermo olografico 3D è stato al centro della suggestiva presentazione cui la ricercatrice ha riservato ampio spazio in chiusura del sul talk, riproponendo in modo pratico e concreto la navigazione nel mondo digitale della sua opera City of news.

Punta avanzate delle ricerche sulle interfacce naturali uomo-macchina, expHand è un sistema che tramite semplici videocamere consente il tracciamento congiunto della testa e delle mani dell’utente offrendo l’opportunità di una navigazione tridimensionale completa che ha ispirato l’interfaccia visionaria con la quale Tom Cruise naviga nella propria memoria in una delle scene più efficaci di Minority Report di Steven Spielberg.

«Qualche volta è la fantascienza a doversi ispirare alla realtà», commenta soddisfatta Flavia Sparacino.


City of News - Progetto di informazione virtuale di Flavia Sparacino

 

 

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