Vai alla Home Page  OSSERVATORIO DI CULTURA DIGITALE The Next Media! .
 
 

OLTRE IL VIDEO


Smontare e rimontare – un percorso di conoscenza

Di Antonio Viscido

“And when the waters slow down
The dark and the deep have no-one, no-one, no-one, no-one, no-one left to keep.
Hang on John! We're out of this at last.
Something's changed, that's not your face. It's mine! Its mine!”
“In the rapids” – Genesis

È passato circa un anno dall’inizio della mia collaborazione con My Media, con un articolo che riguardava la possibilità di poter lavorare su del materiale musicale, campioni o intere tracce originali, messe a disposizione del pubblico da parte degli artisti creatori del suddetto materiale. Una coppia di incredibili musicisti che ripubblicano una loro opera che compie venticinque anni, mi dà l’occasione di tornare sull’argomento in maniera sempre più entusiastica. I due giovanotti protagonisti della storia sono Brian Eno e David Byrne, i cui nomi sono conosciuti anche da chi non vive di solo musica. Dovrei scrivere ore per poter anche solo nominare tutte le loro opere e collaborazioni, mi basterà dire per il primo che è stato uno dei fondatori dei Roxy Music ed in seguito mentore della grande svolta sperimentale degli U2 in qualità di produttore, il secondo è membro fondatore e cantante dei Talking Heads. Direi più che sufficiente come sintesi per far comprendere di chi stiamo parlando.
L’opera in questione è “My Life in the Bush of Ghosts” che è riapparsa tra gli scaffali dei negozi di dischi con una nuova veste grafica ed arricchita di sette nuove tracce oltre che da un ricco libretto pieno di informazioni interessanti sulla genesi del loro lavoro. Non è mia intenzione fare una critica del disco, non è questo lo scopo della rubrica, però mi basti dire che per avere venticinque anni, questo disco fa impallidire di vergogna certe pubblicazioni catalogate sotto la voce di “musica elettronica sperimentale”. La storia di questo disco è piuttosto interessante, perché, in estrema sintesi, è stato creato attraverso il campionamento di voci trasmesse dalla radio ed associate alla musica composta dai due sperimentatori. Voci di predicatori americani, voci arabe, africane accomunate non dal loro contenuto quanto dalla musicalità caratteristica delle preghiere corali e dai sermoni pubblici, indipendentemente dalla religione di appartenenza. Dopo venticinque anni, anche loro hanno deciso di mettere a disposizione del popolo della rete le tracce originali di due delle canzoni contenute nel disco, per poter essere rielaborate a piacimento dagli amanti dell’arte del mixaggio. Tutto questo materiale è possibile scaricarlo, previa registrazione al sito ed accettazione dei termini d’uso, all’indirizzo http://bushofghosts.wmg.com/home.php . Le due canzoni rielaborabili sono “A Secret Life” e “Help Me Somebody”, ed è possibile scaricarle sia in formato WAV che MP3, ovviamente traccia per traccia o in un unico zip. Il materiale scaricato potrà essere usato con qualunque programma di elaborazione musicale, tipo Audacity o ACIDXpress della Sony ambedue gratuiti. Sbrigati i dettagli tecnici, chi si diletterà nel provare a creare una sua interpretazione dei brani, si troverà di fronte a dei suoni incredibili, estremamente scarni ed essenziali, che sentiti uno per uno non possono far altro che imbarazzare per la loro rudezza, eppure nelle mani di Eno e Byrne sono diventati dei bellissimi tappeti musicali nei quali hanno intrecciato le voci catturate dall’etere.

Oggi, quando il podcast è all’ordine del giorno, quando chiunque può realizzare la sua “trasmissione radiofonica digitale” con pochissimi mezzi e pubblicarla su internet a costo quasi zero, ripensare all’esperimento di “My Life in the Bush of Ghosts”, basato su trasmissioni radiofoniche, mi fa riflettere e rivalutare il ruolo e l’importanza della radio, non solo come strumento di ascolto della musica ma anche come mezzo creativo per chi sperimenta nel mondo della musica. Inoltre, associata alla potenza ed alla diffusione di Internet, fa ribaltare completamente l’idea di chi pensava che tale realtà, la radio, fosse stata uccisa dalle star del video.
Lo spirito pionieristico della coppia Eno/Byrne mi ha fatto solcare per diverse ore il mare internettiano (curiosa l’associazione “mare internet – onde radio”), alla ricerca di possibilità di sperimentare esperienze sonore e musicali. Nel lungo viaggio ho incontrato un luogo, a mio avviso bellissimo, che ho scoperto forse tardi rispetto ad altri, ma che vorrei sottoporre all’attenzione di chi si vuole divertire un po’ con la musica su Internet, non subendola ma creandola. Il luogo in questione è Audiogame e sin dalle prime righe si capisce di cosa si tratta: musica interattiva. Vi suggerisco di visitare il sito e di provare tutte le esperienze proposte dal francese Marc Em (chiedo venia ma non mi è chiaro se è francese o belga), che dal 2002 propone questi “giochi” audio/visivi, a mio avviso estremamente stimolanti e divertenti, oltre che produrre musiche per opere teatrali e cinematografiche.
Tutte queste esperienze e novità musicali, che vi assicuro sono in continuo aumento ed espansione, come ad esempio il fenomeno U-Myx, oggetto di un futuro articolo, sono la conferma di un’idea che sempre di più si materializza col passare del tempo: l’artista ed il suo pubblico sono sempre più vicini, non solo da un punto di vista fisico come avviene durante i concerti, ma anche nella forza creativa della musica. Gli autori chiedono al loro pubblico di sporcarsi con le loro creazioni, di partecipare alla loro musica, di farla propria fino nella sua essenza. Forse è solo un fenomeno di marketing, ma la mia indole artistica mi fa credere e sperare che se Brian Eno e David Byrne fanno queste scelte, non è per vendere qualche copia in più del loro disco, ma per rendere partecipi tutti dell’incredibile percorso creativo che comporta la realizzazione di un brano musicale, di stimolare il pubblico a compiere quello sforzo che un artista compie ogni qualvolta sperimenta nuovi suoni, quindi come conseguenza ultima, quella di capire fino in fondo la loro opera, così come un meccanico capisce il funzionamento di una macchina smontandola e rimontandola o un chimico conosce la materia disgregandola e risintetizzandola.
Come dicevo all’inizio, questo è il secondo articolo che scrivo sull’argomento e per chi all’epoca ha avuto la pazienza di leggerlo e si ricorda che quella volta l’occasione mi era stata data dal musicista Trent Reznor, alias Nine Inch Nails , vorrei aggiornare quanto scritto all’epoca: tutti o almeno buona parte delle opere remixate dal pubblico sono disponibili on line, scaricabili dal sito http://www.ninremixes.com.
In conclusione vi vorrei invitare a segnalarmi luoghi, siti o persone che siano riconducibili al binomio “creazione musicale/Internet” per poter diffondere sempre di più questo nuovo modo di vivere la musica.

torna <<