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STORIA DI COPERTINA

Plug’n’Pray
Di Giulia Bertini
Un clic ed è Nirvana. O preferite Paradiso?

Le mille forme di intolleranza perpetrate in nome di quella o quell’altra fede vi hanno stancato? Vi è chi ha pensato ad una soluzione sotto forma di kit completi per la distribuzione del credo religioso, aperti a qualsiasi forma di contaminazione: «la religione – nella personalissima proposta di Holy Corporation non è più esperienza mistica e viaggio personale ma un prodotto di largo consumo, facilmente trasferibile, da fruire senza approfondimento, un modo nuovo per combattere guerre religiose incruente ed allargare la base dei proseliti, ridare un’identità rassicurante per difendere il proprio spazio vitale ed opporsi al diverso».
Ecco dunque la proposta di svariati kit all inclusive che ammiccano al look and feel informatico per proporre “soluzioni troppo virtuali” al grande problema che ha caratterizzato le forti tensioni che vedono coinvolto anche l’inizio del nostro millennio.
«Nel nord del mondo, l’era delle crociate religiose e dei cavalieri templari sembra finita da un pezzo, ma la voglia di supremazia religiosa rimane intatta ed i nuovi metodi di diffusione e conversione sono mutuati dal marketing, utilizzeranno i canali delle nuove tecnologie, la fede viene distribuita in kit completi pronti da installare, con un packaging familiare che ricorda i pacchetti software, prodotti di facile consumo, intercambiabili secondo tendenze, mode o interessi».
Così nasce il concept del sito www.plug-pray.org, il cui nome prende a prestito, distorcendolo a scopo artistico, il concetto informatico di plug and play (connetti e parti) utilizzato per certificare facilità ed immediatezza di installazione nelle periferiche ed accessori di ultima generazione.
L’offerta
La “proposta commerciale” dei kit di Holy Corporation offre la conversione rapida alle principali religioni del mondo: buddista, ebrea, musulmana, cristiana, indù e, limitatamente per l’Italia (di tal Cavaliere), la nuova religione “Prega Italia”. Ogni kit, veniamo rassicurati nelle pagine interne del sito, è «realizzato da esperti, rigoroso e rispettoso della tradizione culturale» e contiene «Routine di preghiera, riti di mortificazione e punizione, ma anche suppliche preimpostate da esaudire, formule speciali a video e sacre funzioni». Oltre a ciò è previsto un accurato «supporto online, con spiegazioni, info culturali e i trucchi degli esperti».
Ai kit tradizionali si aggiungono le switch edition che, avvalendosi anche delle funzionalità avanzate SMS ed MMS consentono salti e confronti veloci tra due religioni. Tra i kit disponibili, il Palestina offre lo switch tra religione ebraica e musulmana, mentre Ulster implementa l’alternanza tra religione protestante e cattolica.



Il kit per i più piccoli proposto da Holy CorporationDa segnalare, infine, anche l’edizione riservata ai più piccoli Build your idol, per la quale leggiamo: «In collaborazione con la famosa casa di giochi 'Praymobil', una confezione didattica per aiutare i ragazzi dinamici a costruire fin da piccoli il proprio dio, a propria immagine e somiglianza, componendo creativamente gli elementi più interessanti delle varie fedi».
Peccato che cliccando sui vari pulsanti per l’acquisto immediato si approdi ad avvisi di vario genere che si esauriscono in un nulla di fatto, a meno che non si chieda di acquistare T-shirt od altri gadget promozionali ideati a titolo di “supporto” all’iniziativa.
Potrebbe venire il dubbio che si tratti unicamente di una intelligente strategia di marketing virale, ma a che titolo ci dovremmo poi scandalizzare? Come ben nota Alejandro Jodorowsky - scrittore, poeta e fondatore con Fernando Arrabal e Roland Topor del movimento di “teatro panico” - nel corso di una intervista concessa a Walter Catalano e Marcello Faletra: «Tutto è commercio! Perché cercate un tempio? I templi sono finiti! Andate a voi stessi!».
Che siano proprio queste le considerazioni che hanno recentemente indotto proprio il Vaticano a formulare la proposta di affidare in outsorcing la recita delle preghiere in India a causa della cronica mancanza di preti (http://sify.com/news/othernews/fullstory.php?id=13498514)? Non ne potremmo mai essere sicuri, ma sottoscriviamo a pieno l’iniziativa che ha condotto gli Annals of Improbabile Research (www.improb.com) ad assegnargli per la sezione Economia l’IgNobel 2004, ovvero il premio antitetico al più prestigioso Nobel riservato agli autori di ricerche ed iniziative che, proprio perché svolte all’insegna della massima serietà, «non possono o non dovrebbero essere riprodotte».


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