Vai alla Home Page  OSSERVATORIO DI CULTURA DIGITALE The Next Media! .
 
 

STORIA DI COPERTINA
Open Source WATER


Il social computing e l’egemonia del paradigma digitale
Molte tra le voci che additano il digital divide (divario tecnologico) come uno dei principali problemi dei nostri anni sono ampiamente consapevoli del fatto che la tecnologia informatica e telematica si presenta come una attiva e pervasiva palestra di nuove forme di conoscenza e di aggregazione sociale ed economica. Si tratta di una influenza che certamente non si esaurisce entro gli ambiti di quanti del computer figurano a vario titolo tra gli utilizzatori attivi e partecipi: è questo il fulcro principale dell’iniziativa proposta nell’ambito dell’Ars Electronica di Linz, alla quale abbiamo pensato di dedicare questa Storia di copertina.
Open Source WATER è un’iniziativa concepita espressamente per il lancio in terra d’Austria del Creative Commons Project (http://creativecommons.org), il cui scopo primario è quello di presentare una alternativa alla “tirannia mercificante del diritto di autore” in direzione di forme più evolute di licenza e tutela delle opere, che consentano al contempo di condividere a piacimento e nelle forme desiderate il proprio lavoro con altri. Si tratta di un progetto che si sviluppa nella piena consapevolezza del fatto che “la cultura è un remix”, come ha ripetutamente precisato Lawrence Lessig nel corso dell’intervento di presentazione del progetto durante il Forum dedicato alla Net Vision del noto Festival austriaco.



Eccoci all’acqua
L’iniziativa Open Source WATER - traslando moderatamente il senso dell’aglofilo termine “source” (“sorgente”) - ha attinto a piene mani dal paradigma alternativo di distribuzione e sviluppo del software, trasformando in Creative Commons ben 14.000 bottiglie di acqua, autoprodotte in qualità di artwork divergente rispetto ad una logica industriale che vede nella distribuzione di un prodotto primario ed essenziale una occasione di lauti, quanto spesso ingiustificati, profitti.
Le bottiglie sono state riempite manualmente da una cooperativa che ha attinto l’acqua direttamente da una fontana pubblica di Dombirn Hatledorf senza sottoporla ad alcun trattamento chimico, e sono state offerte in qualità di evento di lancio del Creative Commons Austria, un consorzio locale che ha supportato la traduzione della licenza CC internazionale entro l’ambito di giurisdizione nazionale.
La Creative Commons License regolarmente stampata sulla bottiglia asserisce, nell’ordine, che: l’acqua è stata manualmente inserita in una bottiglia Creative Commons; l’acqua è un bene pubblico non nato per scopi commerciali; essa deve essere condivisa rigorosamente nell’ambito di queste stesse condizioni; l’iniziativa artistica che ha dato luogo alla realizzazione e distribuzione delle bottiglie è riconosciuta a pieno titolo a Roland Alton-Scheidl (www.media.coop).
Plaudendo vigorosamente all’iniziativa artistica, economica e culturale, non riusciamo però trascurare il sibillino avvertimento posto in calce all’etichetta: «Usage of this artistic work is at your own risk».



torna <<