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 PERFORMING MEDIA


Low Tech Hi Feel

Di Fabrizio Pecori

Un’azione di performing media all’Abbazia di Fiastra

Un momento dell'azione teatrale di Koine



Un’Abbazia cistercense (quella di Fiastra, nei dintorni di Macerata) immersa nel verde, locata nei pressi di una poderosa selva rappresenta una “ghiotta” circostanza scatenante per la degustazione teatralizzata delle produzioni materiali e spirituali della stessa e del territorio limitrofo: questo lo spunto per l’azione teatralizzata teleguidata proposta da Koine L’agricoltore e il monaco.
Indossato il nostro walkman sintonizzato su una stazione radio da campo di stretta portata, abbiamo seguito i nostri psicopompi mediatici fin nel cuore dell’Abbazia per comprenderne “in veste di teatro” i misteri culturali e spirituali.
Sotto la guida del “saggio monaco” siamo stati poi condotti, cuffie alle orecchie, fino agli alberi di gelso dai quali abbiamo potuto trarre i piaceri delle more bianche e nere.
Come dimenticare che il gelso è l’albero per eccellenza del baco da seta e che Macerata ha dato i natali a Padre Matteo Ricci, che ha rappresentato il primo vero “ponte culturale” tra Cina e Occidente?
Con le mani macchiate dal peccato di gola, torniamo solleciti verso l’Abbazia dove un boscaiolo ed una biologa (tanto improvvisati quanto “sapienti”) colgono l’occasione per indicare vie diverse e suggestive per un nuovo “incontro” di conciliazione tra alberi ed uomini.
Quindi è ancora la voce del conduttore radiofonico a farsi pressante in una performance di degustazione teleguidata ai principali prodotti territoriali: il ruspante pecorino e lo squisito vino rosso Castru Vecchiu.


Il crescendo di emozioni si accavalla, il gusto si fa “esperienza culturale” e forse in qualche misura “ci vediamo già doppio”, quando bicchiere alla mano, abbandonate le cuffie, veniamo spronati ai piaceri di una cena degna dei tempi di Lucullo.
L’assedio ai sapori tra cultura, storia e teatro nel parziale isolamento dei partecipanti grazie alle cuffie collegate in FM ha rappresentato al contempo un’occasione di svago ed un curioso modello alternativo di ambiente didattico ed informativo interattivo all’interno del contesto di un convegno dedicato all’e-learning in cui ho riscontrato una profonda capacità di analisi e di soluzioni che erano molto distanti dalle suggestioni proposte dagli esperti solo pochi anni fa.
Riscoperta la drammaturgia, la narrazione, l’interazione e la simulazione le pratiche più progredite e ragionate hanno trovato nella performance proposta dalla Koine una sorta di modello ideale dal quale trarre spunti ed intuizioni.
L’idea alla base è semplice e suggestiva: rallentare la prosopopea della rincorsa all’innovazione tecnologica per rivolgersi a soluzioni slow, evitare l’afflato compulsivo del technology driven per riscoprire con intelligenza e partecipazione una via emotiva all’informazione ed alla formazione.
Ritrovare il gusto di lasciarsi stupire al di fuori degli schermi, dei palinsesti, delle multifunzionalità avanzate e proterve di tanta tecnologia che coniuga il my dell’estrema mobilità ed “indossabilità” con un ben più angusto alter di omologazione e spersonalizzazione.
Mandato finalmente in vacanza il “videofonino” si può talvolta riassaporare il gusto di stare tutti insieme, scoprendo che anche un semplice walkman o l’esegesi estetica di una narrazione ben congegnata possono farci varcare la soglia dell’Augmented Reality… un buon bicchiere di vino, poi.

Un momento dell'azione teatrale di Koine

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