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ARTE

Isaliving
Di Fabrizio Pecori
La simbiosi mutualistica tra essere umano e rete in un progetto di arte contemporanea

Mushon Zer-Aviv ha ottenuto il supporto di The Israeli Center for Digital Art per esplorare la relazione diretta tra gli uomini ed il web entro la particolare lente della microbiologia: ne deriva una visione che esplicita in modo radicale la relazione di forte interazione di due “organismi” che traggono beneficio l’uno dal rapporto con l’altro in una simbiosi parassitaria che è perfettamente capovolgibile, che non presenta alcun tratto gerarchico: gli umani, attraverso i motori di ricerca, fagocitano le informazioni del web, che però a sua volta vive delle informazioni e delle associazioni che gli uomini vi immettono e rimaneggiano continuamente.
Recentemente il progetto è stato presentato sotto forma di installazione all’OFF Festival di Valencia nella quale ai navigatori, identificati come cellule sanguigne in contrapposizione all’ossigeno che è il web, viene assegnato un avatar simile ad un microbatterio che segue i loro movimenti. Ogni partecipante può comunicare con gli altri facendo comparire sul “tavolo di gioco” parole o frasi. Quando un batterio-giocatore raggiunge uno di questi testi, si attiva un collegamento con Google, che genera nuove frasi ed associazioni in un dialogo che terminerà solo al momento in cui il motore di ricerca non incapperà in una terminazione che non produce risultati.
Incuriosito dall’interessante concept ho contattato Mushon per saperne di più.


D.: Puoi parlarci brevemente di Isalving.org?
R.: Si tratta di un progetto al quale ho lavorato per 3 anni fino alla sua realizzazione finale. Ho cominciato con lo studio delle composizioni suprematiste di Malevich, ho seguito le sue composizioni astratte ed ho tentato di ritrovarle nelle fotografie aeree (panoramica estrema) e nelle fotografie al microscopio (zoom estremo). In seguito ho cominciato a disegnare alcune composizioni da solo.
Questo approccio totale al lato formalistico delle forme nel mondo mi ha fatto pensare al web come al next space. Mi sarebbe piaciuto esaminarlo, ed in un modo decisamente fuori dalle rotte con le quali lo avevo immaginato in precedenza. Avevo letto un libro intitolato Darwin Among The Machines or, The Origins Of [Artificial] Life?, nel quale George Dyson cercava di esaminare il web come fosse un organismo vivente. Riferendosi al web lo presentava come una composizione di computer, reti di comunicazione e server (Hardware), informazioni e dati (Software) ed utenti (Uomini). Se è effettivamente l’insieme di questi tre aspetti ciò che chiamiamo The Web, allora il Web è un cyborg – il Web è un organismo vivente.
La sua teoria ed altre delle sue equazioni mi hanno affascinato; ho voluto mantenere questo approccio scientifico e creare qualche tipo di esperimento su questa “materia”. Definendo la mia creazione come un qualcosa che si colloca tra lo scientifico/sperimentale ed il fantastico/lirico, ho deciso di prendere un “campione” del tessuto di internet e di esaminarlo al microscopio.
I principali risultati di questo esperimento mi hanno condotto ad una equazione metaforica tra gli utenti di internet e le cellule sanguigne, e tra le informazioni e l’ossigeno: arrivando alla conclusione che gli utenti sono le cellule sanguigne del web, che pompano le informazioni attraverso le sue vene e con ciò lo mantengono vivo. Il sistema simile ad un gioco dell’installazione, usando questo tipo di “conversazioni” attraverso i motori di ricerca crea alcuni interessanti risultati quando le “linee conversazionali” risultano talvolta come associazioni molto caotiche e talaltra danno vita a concetti molto chiari ed originali.

 

 

Due giocatori nell'installazione presentata all'OFF Festival di Valencia


Il secondo risultato principale di questo esperimento consiste nel fatto che il web ed i suoi utenti sono mantenuti in costante relazione Ospite/Parassita, mentre al contempo i ruoli cambiano costantemente. Instauriamo una relazione simbiotica con il web basata sull’indifferenza come “metodo politico”. Il web è indifferente alla nostra cultura, pur fornendoci un numero inverosimile di informazioni (e possono essere informazioni di qualsiasi tipo – finanziarie, personali, artistiche, poetiche, pornografiche, terroristiche, pedofile…) e noi siamo indifferenti al suo essere un moderno organismo vivente.

D.: Cosa è per te la Rete?
R.: La Rete per me è lo spazio culturale più importante e rilevante che abbiamo oggi, in quanto tale è in competizione solamente con le strade in quanto tali, che hanno a loro favore la “fisicità”, mentre il web ha a suo vantaggio la propria “globalità” (in un modo “non fisico” di essere).

D.: E cosa sono i motori di ricerca?
R.: I motori di ricerca sono in un certo senso le principali autostrade del web (mentre i link sono i suoi vicoli). Ho scelto di usarli nel mio progetto perché rappresentano forse l’atto più basilare della nostra attività in internet, mentre sono al contempo il modo più potente per “digerire” enormi porzioni del web nel termine di pochi millisecondi. (Vorrei che le autostrade reali potessero realmente fare altrettanto).

D.: Cosa puoi dirmi dei tuoi prossimi progetti?
R.: A parte il mio lavoro come designer per Shual Studio (www.shual.com), ho creato un lavoro per la stampa basato sul concetto dell’indifferenza: mi è stato chiesto di realizzare un ritratto del biblico Re David per una mostra a Tel-Aviv ed ho usato la sezione Immagini di Google per comprendere come sarebbe apparso se osservato attraverso il web.
Altri lavori in fase di sviluppo consistono in forme parassitiche di net art che principalmente esaminano ed indagano concetti culturalmente ai margini dello spazio online. Ma di queste ne potremo parlare meglio in seguito.

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