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 CULTURA DIGITALE


ThinkTag: manifesto per il “social tagging i-pertinente”


L’esplosione del social tagging apre straordinarie potenzialità per la condivisione sociale di risorse, informazioni e conoscenze.
La diffusione dei blog e del tagging, estende il fenomeno della partecipazione diretta all’elaborazione dell’informazione on line, imponendo la necessità di prospettare nuove e più compiute forme sociali del fenomeno.
La possibilità per gli utenti di definire il senso condiviso, insita nel social tagging, impone il riconoscimento dell’esistenza di sistemi di conoscenze diversificati e plurali come superamento di un sistema di conoscenza eterodiretto ed imposto, proprio di un sistema di società ormai superato dall’avvento dei personal media.
L’interconnessione dei diversi sistemi di conoscenze, più forte e più ricca del solo confronto, è la chiave per interpretare ed affrontare le sfide che la nuova società delle conoscenze impone.
Sfide rivolte alla capacità di mettere in rete tra loro i diversi sistemi di conoscenza, sia quelli istituzionali (dalle università ai vari enti di ricerca) sia quelli d’impresa, sia quelli giornalistici sia quelli disseminati nella rete (secondo il principio delle “folksonomy”), per costruire capacità e competenze socialmente condivise fondamentali alla competizione globale.
L’intelligenza connettiva che possiamo intravedere nelle dinamiche in atto, necessita di legami e interconnessioni tra i singoli “oggetti di conoscenza”, tra le diverse “tipologie di oggetti di conoscenza”, tra i diversi “portatori di conoscenza”, che non si esauriscono con il “tagging” e che non possono essere affidate alle sole analisi statistiche di occorrenza.
C’è bisogno di connettere i diversi sistemi di conoscenza attraverso legami specifici e contestualizzati tra le diverse risorse, non solo all’interno della stessa tipologia (come accade per le immagini su Flickr, o per i video su Youtube, o i bookmars su del.icio.us, o le geo-referenziazioni sui geoblog) ma attraverso un ulteriore approccio reticolare che interconnette le varie risorse tra loro, spaziando dai libri agli oggetti e ai luoghi, transitando per immagini, materiale grigio, e tutte le altre forme di espressione.
C’è bisogno di creare le condizioni perché gli utenti contestualizzino e arricchiscano l’intero patrimonio dei loro oggetti di conoscenza non solo con commenti, ma con analisi, contributi critici, vere e proprie forme di espressione ed organizzazione del loro pensiero, reso i-pertinente rispetto al loro stesso patrimonio, ma anche rispetto al patrimonio di altri.


C’è bisogno di connettere pensiero reticolare: “think”, e “tag” per proteggere il social tagging dal pericolo cumulativo e dispersivo.
C’è bisogno di evidenziare e rendere percorribili i legami e le connessioni, che più ancora dei singoli oggetti di conoscenza costituiscono le componenti fondanti delle nuove forme di pensiero.
C’è bisogno di offrire agli utenti oltre alla possibilità di taggare le risorse, anche la possibilità contestuale di legare con connessioni i-pertinenti le risorse, tra loro e alle risorse di altri.
C’è bisogno di sottolineare l’intelligenza connettiva in azione nel social tagging per caratterizzarla con il valore aggiunto dell’i-pertinenza delle connessioni e dei legami tra i diversi sistemi di conoscenza.
C’è bisogno di favorire l’interconnessione di contenuti e servizi diversi, coniugando le dinamiche del tagging con i “legami ponte”, che costituiscono la palestra dove esercitare la pluralità e la ricchezza dei sistemi di conoscenza a disposizione e da mettere a disposizione degli altri.

Derrick de Kerckhove, Giovanna Guarriello, Carlo Infante, Roberto Maragliano, Germano Paini
www.thinktag.org
www.thinkinglibrary.it

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