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TECNOTEATRO


Il giardino italiano
Di Joon Steenkamp
L’episodio teatrale che conclude la trilogia “CCC” (Children Cheering Carpet) di TPO

«Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni» dice Prospero ne La tempesta di William Shakespeare, ed ecco che per la terza volta mi trovo ad abitarla - questa sostanza -, privato delle scarpe, con decine di bambini increduli e festanti che ne condividono con me la gioia e lo stupore. I miei occhi smaliziati conoscono e si lasciano tentare dai trucchi di una videoproiezione digitale dall’alto che interagisce con i sensori nascosti sotto il tappeto; i loro - gli occhi della giovane prole -, più indagatori, sono pervasi dalla diabolica lucentezza delle pupille di uno sguardo al contempo interrogativo e meravigliato. Li osservo: mentre nel preludio le due danzatrici da sole animano la scena interattiva, ne ascolto i commenti… e mi vengono in mente i versi di Metastasio: «La meraviglia / dell’ignoranza è figlia / e madre del saper».
Una suggestione che lascia precipitare di nuovo la mia attenzione sul “giardino italiano” «luogo di meraviglie, perfetta rappresentazione dell’ideale Rinascimentale in cui uomini, donne, bambini ridefiniscono il concetto di natura e di armonia», rappresentato dal terzo episodio che il gruppo teatrale toscano (ma sarebbe più giuste definire “internazionale”, visti i numerosi successi oltre il patrio suolo) ha voluto dedicare «al tema del giardino inteso come opera d’arte vivente», dopo averne esplorate le suggestioni in Il Giardino Giapponese e Il Giardino Dipinto (di ispirazione curda).
Il Giardino Italiano, non solo quello della pièce interattiva di cui firmano la regia Francesco Gandi e Davide Venturini, è «il sogno di un architetto-poeta che realizza per il puro piacere dello sguardo un mondo ideale in miniatura, un gioco di prospettive e allegorie, un gioco segreto fatto di piante. I labirinti e i parterre di bosso, le statue, le composizioni floreali, i flutti d’acqua e gli anfratti più nascosti raccontano storie, sussurrano canzoni e ci introducono nel suo sogno».

Una scena da CCC - Il Giardino Italiano

Rincorrendone con sguardo avido le vicissitudini, mi lascio scivolare in un gioco nel quale le voci ed i corpi digitali di ninfe e cupidi si alternano e si fondono con i manifesti entusiasmi dei bimbi (e, sì!, dei genitori) cui le danzatrici rivolgono di volta in volta l’invito di entrare a far parte dei misteri del giardino, articolato in cinque ambienti diversi: il giardino delle ombre, il labirinto, il teatro di verzura, il giardino notturno, il teatro d’acqua.
Stupore e meraviglia, dunque, anche per questo gioco elettronico di allegorie interattive nel quale - proprio come nella migliore tradizione del giardino italiano - «la natura è piegata al volere di un desiderio intimo, divertente e allo stesso tempo celebrativo, nel quale il protagonista assoluto è la bellezza e l’arte di rappresentare i sentimenti attraverso lo spazio, la forma e il colore».

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