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STORIA DI COPERTINA
L’incandescente fisicità di Alessandro Gianvenuti

Fa parte del ciclo “Incandescent Figure” l’immagine che proponiamo in copertina
Di recente l’intero ciclo di opere è stato oggetto di una personale di Alessandro Gianvenuti presentata presso lo Spazio Symphonia di Milano.
Le immagini realizzate e stampate con procedure hi-tech hanno tutte in comune l’elaborazione grafica di parti del corpo dell’artista campionate attraverso scanner o telecamere digitali ed elaborate con software grafici: è questa autoreferenzialità del quadro digitale la caratteristica distintiva della ricerca artistica di Gianvenuti.
Ben lontano dai percorsi della body art, il giovane artista romano cristallizza il processo formale della mutazione organica entro le suggestioni cromatiche di stampe su diversi supporti pvc.
A differenza della ricerca plastica e volumetrica del ciclo che abbraccia le opere realizzate tra il 1996 ed il 2001, caratterizzate dall’utilizzo di distorsioni e dall’ambientazione quasi lisergica e “sospesa” nello spazio (che i nostri lettori più affezionati ricorderanno di avere incontrato nelle pagine di Computer & Internet), il nuovo ciclo di opere – realizzato nel 2003 – postula un corpo che irradia luce dall’interno donandola con armonica tensione all’ambiente circostante. Lo stesso substrato espressivo della corporeità è mutato, indirizzandosi attraverso la demarcazione quasi ossessiva dei dettagli quali peli, capelli, epidermide in un contesto di soluzioni estetiche che citano la pittura iperrealista.
Per Melting Pop, la mostra di Palazzo delle Papesse curata da Gianluca Marziani, la proposta dell’artista si è arricchita di Untitled, una suggestione video ritmata dalla frammentazione dello scratch e del cutting di Dj Stile, che fa da ordito sonoro per le evoluzioni dinamiche della propria mano sottoposta al continuo e cangiante studio cromatico e volumetrico.
Prestando attenzione alla prospettiva squisitamente temporale si avverte che la ricerca artistica si fa al contempo quasi autoanalisi di una identità digitale sintetizzata, infinite volte scomposta e ricomposta, senza mai perdere l’afflato poetico dell’immagine.

L'immagine di copertina

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