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ARCHITETTURA

Senscity Paradise Universe
Di Giulia Bertini
Fiori nel deserto

A ben vedere non è poi così raro trovare fiori o piante molto particolari nel deserto: in Namibia si incontrano arbusti che hanno una piccola fioritura immediata al momento in cui vi si versa sopra qualche goccia d’acqua; in Cisgiordania si possono osservare strane sfere verde-marrone che rotolano sospinte dal vento e non appena trovano una pozza d’acqua o arrivano pioggie consistenti cominciano ad aprirsi, rinverdirsi e “rinascere”, sono note come rose di Gerico e vi è chi le chiama fiori della resurrezione; ancora nelle pianure ghiaiose del Namib settentrionale, dal Kuiseb all’Angola meridionale, esistono delle piante secolari, note con il nome di welwitschie, che crescono molto molto lentamente e che vivono in praticamente totale assenza di acqua per periodi immemorabili, alcune i cui lunghi ammassi di foglie aggrovigliate raggiungono anche i 2 metri di diametro hanno più di 1500 anni.
Proprio a queste ultime assomigliano in parte i giganteschi fiori concepiti dallo studio Behnisch, Behnisch & Partner per popolare il neotecnologico parco a tema Senscity Paradise Universe nei pressi di Las Vegas. Sì è vero: le welwitschie si dispiegano intricate e contorte ad altezza del suolo, mentre i giganteschi petali in tensostruttura svettano altri contro il cielo, ma entrambi vivono ai confini del deserto, eccellono in dimensioni, hanno una elevata capacità di autosostentamento e sono destinati a “vivere” molto a lungo.
Il gigantesco parco a tema, che dovrebbe essere completato entro il 2008, offrirà un ambiente che molto si discosta dall’esperienza tipica del deserto: rivolto alle famiglie con bambini, offrirà enormi spazi verdi, campi da gioco, aree espositive, auditorium, fiumi navigabili, maxischermi per videogiochi multiplayer, ristoranti, teatri ed attrezzature all’avanguardia per il divertimento. Dispiegandosi su una superficie globale di 61 ettari, utilizzerà in larga misura proprio i giganteschi fiori artificiali per produrre l’energia e le condizioni ambientali di cui ha bisogno.


 

 

Un modellino del progetto
Costruiti con una ossatura in lega metallica leggera alta 30 metri e sormontata da una tensostruttura di petali larga 91 metri, i fiori producono vapore acqueo dai petali, garantendo il perenne rinfrescamento del parco, e sono in grado grazie alla presenza di cellule fotovoltaiche o di turbine eoliche, di provvedere al fabbisogno energetico delle principali attrattive.
L’approccio architettonico sostenibile viene coniugato da interventi di carattere scientifico-didattico grazie ai quali i visitatori potranno fare esperienza diretta dell’influenza del sole, del vento e di altri fattori sulle condizione climatiche locali.

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