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Quell’occhio fisso tra te e me

Di Nadia Andreini

Un film che ha deciso di rinunciare al clamore del set ed all’indiscrezione delle macchine da presa

Al confine tra nuove e vecchie tecnologie, in risposta alle sempre più omnipervasive telecamere di controllo, in odore di slow technologies, Between you and me di Patryk Rebisz è un cortometraggio intelligente, laconico ed estremamente ben curato.

Forse come se ne trovano tanti sul web - in questo caso potete gustarlo all’indirizzo http://patrykrebisz.com/stills/FINAL_movie.html -, ma certo con una marcia in più dal punto di vista della produzione: è stato interamente realizzato con stills scattati con una semplice fotocamera digitale - la Canon EOS 20D.

Quattro minuti e venti secondi consumati in un’atmosfera da incalzante action road movie metropolitano: una città notturna, luci di auto che sfrecciano, recinzioni, corse frenetiche, un lui ed una lei, e non manca neppure l’attimo - ormai canonico del genere - nel quale si ammicca al nudo e - naturalmente - la piccola fotocamera digitale.

Numerose le selezioni internazionali che lo hanno ospitato tra i protagonisti, ma il vero vanto del cortometraggio consiste nell’aver vinto il Best Cinematography Gotham City Short Film Festival di New York 2005. Proprio un riconoscimento da “far drizzare le orecchie” (e naturalmente non mi riferisco al bel gattino che compare nei titoli di coda).

Between you and me di Patryk Rebisz: fotogramma






Still death

Passatemi il carente gioco di parole, ma voi come avreste chiamato le foto realizzate in studio per l’animazione in stop motion di una Sposa cadavere?

In effetti è ancora una fotocamera Canon - questa volta la EOS-1D Mark II - la protagonista tecnologica del nuovo film di Tim Burton.

Creare un film a “passo uno” con una fotocamera digitale consente indubbiamente, rispetto alle tecniche tradizionali, di avere un feedback immediato ed un più efficace riscontro di produzione.

Ma non è solo questa la novità che caratterizza il nuovo film di animazione del regista di Big Fish, Batman e La fabbrica di cioccolato, solo per fare alcuni nomi: «Se nel precedente Nightmare before Christmas eravamo stati costretti a cambiare continuamente la testa ai personaggi perché fossero in grado di riprodurre espressioni diverse. - osserva BurtonNe La sposa cadavere le marionette avevano dentro al volto dei meccanismi grazie ai quali potevamo modificare direttamente l’espressione».



Un fotogramma da La Sposa Cadavere di Tim Burton

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