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EDITORIALE
Alla fine del mondo
Di Fabrizio Pecori

Scolpita dai venti e dai ghiacci, la Terra del Fuoco è uno tra i luoghi meno segnati dalla geografia umana e dall’antropizzazione del territorio.
Gli spazi immensi, puntellati di torbiere e laghi di origine glaciale, gli alti monti dai ghiacciai perenni, i fiordi e gli scogli popolati da leoni ed elefanti marini, il lento passaggio delle orche vicino alla riva in attesa del momento propizio per catturare un lauto pasto, sono il tratto saliente del paesaggio fuegino.
Girovagando tra canali e parchi nazionali si ha come l’impressione che il tempo umano - non solo quello frenetico delle lancette, anche quello lentissimo delle tradizioni - non abbia mai trovato una propria reale collocazione.
Nella patria indiscussa dell’agnello, dove ogni tentativo di coltivazione è stroncato dall’incessante soffio dei venti, anche la durata ha il respiro lento e distaccato della natura.
Ecco perché la mia immaginazione mediatica è stata stimolata nel trovare in Ushuaia - ultimo avamposto umano al termine sud del mondo - un monumento-teca che è una vera e propria “capsula del tempo”, nella quale sono custodite videoregistrazioni di testimoni a cui è stato chiesto di raccontare il presente ed immaginare il futuro. La lapide posta ad esplicativa custodia offre questo patrimonio ai pronipoti che la apriranno tra 500 anni.
E’ vero. Sono ormai scomparsi dalle coste i fuochi dai quali i navigatori hanno tratto ispirazione per dare l’attuale nome a questo lembo frastagliato di terra del limite sud, e neanche degli indigeni che li alimentavano possiamo più scorgere alcuna traccia. Negli ultimi anni alcuni posti telefonici pubblici hanno manifestato la propria sensibilità all’attualità mediatica transnazionale trasformandosi in “cyberlocutori” (mediazione linguistica per indicare quelli che altrove sono conosciuti come “internet point”)...




Lago glaciale con iceberg in Patagonia

Tuttavia - continuo a chiedermi - come si può immaginare il futuro dove solo così raramente si percepisce lo scorrere del tempo? Come si può concepire il valore di una testimonianza in una terra così refrattaria ad accorgersi dell’eredità culturale dell’uomo?
Vi è un fatto: coniugandosi con la memoria, le Nuove Tecnologie portano ovunque all'indicativo presente la possibilità di riflettere, comunicare, confrontarsi.

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