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Arte e corpo nell'era digitale
Intervista a Lorenzo Taiuti
Di Nadia Andreini
Nel mio ingenuo tentativo di tracciare una "mappa mentale" delle tendenze artistiche nell'epoca delle tecnologie digitali mi sono trovata ad ipotizzare un disegno simile ad una "catena montuosa", composta da varie montagne in cui di volta in volta due concetti si fronteggiano dai due versanti di ogni crinale.

Si tratta di diverse angolazioni di processi che a mio avviso evidenziano ben precisi nuclei di ricerca e piani di confronto per quanto concerne gli ultimi sviluppi dei rapporti tra arte contemporanea e nuove tecnologie.

Ho chiesto a
Lorenzo Taiuti - artista, docente di Mass Media presso l'Accademia di Belle Arti di Torino ed autore di due fondamentali volumi sul panorama dell'arte nell'epoca digitale - di problematizzare alcuni dei "crinali" di questa "catena".

L'idea di fondo è trovare le strade che attraversino la catena montuosa da più angolazioni. Alcuni di questi sono "crinali" che sono propri della produzione artistica di tutti i secoli, ma che l'introduzione dei nuovi media sta contribuendo a ri-delineare, altri sono specificamente derivati dal confronto tra arti e nuove tecnologie.

I crinali
Proposta: Percezione e Rappresentazione
Risposta: Percezione e Rappresentazione ricevono una spinta forte e inedita dalle Nuove Tecnologie.
Percezione attraverso il moltiplicarsi dei segnali comunicativi che si attivano nella visione e nelle possibilità di risposta del pubblico rispetto al dispositivo che "produce" l'opera tecnologica.
Rappresentazione nella capacità del digitale di "dislocare" i linguaggi visivi in altre forme rispetto a quelle classiche, aggiungendovi le possibilità delle visioni tridimensionali e audiovisive.
Proposta: Corpo e Processi mentali
Risposta: Il Corpo è, contrariamente a quanto molti pensano, al centro delle possibilità e del progetto delle Nuove Tecnologie.
E' dal corpo e sul corpo che si collegano i progetti e le ri-definizioni dei Nuovi Media.
E' al corpo che si collegano i terminali per rilevare il battito cardiaco, le onde magnetiche, è attraverso i sensori che i movimenti del corpo si trasformano in input significativi che formano i nuovi processi esperienziali.
E' al corpo che si innestano nuove possibilità di "ri-processare" le nostre possibilità d'apprendimento.
Proposta: Fruizione ed Interazione
Risposta: Fruizione ed Interazione sono strettamente legate nei Nuovi Media.
L'"apparire" dell'opera è condizionato dalle azioni del fruitore, dal suo attivare dei percorsi invece di altri, dalle sue scelte che ampliano e arricchiscono le scelte dell'autore.
L'interattività che si svolge nel dispositivo meccanico incarna quindi le volontà "democraticistiche" e partecipative dell'arte moderna.
L'interazione crea un triangolo interpretativo fra autore, fruitore e opera che tende a aprirsi a più vaste fruizioni di gruppo.
Proposta: Conoscenza e Manipolazione
Risposta: L'opera d'arte tecnologica si presenta quindi come una struttura di apprendimento e conoscenza in un'ottica che rifiuta la staticità dell'esperienza estetica, e ancora più la fissità del concetto di estetica.
La manipolazione diventa (come nell'età dell'apprendimento infantile) un modo per rimettere continuamente in gioco i propri "bisogni estetici".
Proposta: Spazio-Tempo e CyberSpazio-Tempo
Risposta: L'idea di tempo è al centro delle problematiche dell'arte moderna e si ricolloca nella nuova esperienza tecnologica.
La forma digitale sposta l'enfasi comunicativa sui fattori tempo e spazio. Da Bergson a Virilio il discorso si sposta da "tempo" a "velocità".
Proposta: Materiale e Digitale
Risposta: Alla metà degli anni 80 una grossa mostra al Beaubourg progettata da Lytard si chiama "Les Immatèriaux".
La definizione di materia è rimessa in questione dal digitale e si apre un terreno di indagine ancora oggi aperto per ristabilire gli esatti confini dei concetti di materiale e immateriale.


Proposta: Reale e Virtuale
Risposta: Le possibilità mimetiche del digitale si applicano alla creazione di spazi complessivi di navigazione ed interazione.
Fuori dallo spazio creato dall'oggetto l'illusione della duplicazione del reale si amplia.
La realtà virtuale permette di attivare sperimentazioni e azioni senza precedenti.
Fuori dallo spazio bi o tridimensionale si apre un nuovo capitolo delle volontà mimetiche dei linguaggi espressivi.
Proposta: Mimesi e Virtualità
Risposta: Le realtà virtuali sono nate per sperimentare azioni virtuali nel campo dell'industria di guerra. L'azione estetica converte queste azioni pragmatiche in azioni fluttuanti, in ricerche percettive inedite, in nuovi percorsi di scoperta.
Proposta: Corpo ed Interfaccia
Risposta: Il problema è aperto: se il corpo si mette in questione nell'opera non diventa egli stesso una "interfaccia"?
E' forse il dato più innovativo scoperto dalle tecnoarti.
Proposta: Corpo e Tecnologie
Risposta: Le tecnologie vengono create "separate" dal corpo.
La pratica dell'arte mediatica è di lavorare pazientemente per ricreare dei "link" e di riequilibrare le frammentazioni create dalle tecnologie fra corpo e ambiente.
Proposta: Individuo e Mutazione
Risposta: I processi sopra indicati sollevano interrogativi forti sulle ricadute della Nuova Tecnologia.
L'ambiente mutato richiede una corrispondente mutazione dell'individuo per riassorbire gli shock percettivi inseriti dal nuovo. La mutazione percettiva dichiarata dal moderno non smette di riprodursi e di chiamare i processi estetici a rappresentarvi un ruolo determinante.
Proposta: Culture e Tecnologie
Risposta: Le tecnologie influenzano oggi tutte le forme culturali, dalle subculture giovanili al dibattito estetico "alto".
Proposta: Quadro e Video
Risposta: Il salto espressivo della forma rappresentativa nella attuale diffusione del video fra gli artisti ha un doppio significato: sperimentare le forme della dematerializzazione elettronica e appropriarsi delle enormi possibilità comunicative dei linguaggi televisivi.
Proposta: Territorio e Rete
Risposta: La Rete è in questo momento il "doppio" problematico del territorio.
I concetti di città, nazione, pianeta vengono interrogati dalla Rete con un continuo e progressivo slittamento di funzioni. Slittamento che mette in dubbio anche gli elementi una volta più certi dello spazio estetico: lo spazio della visione, lo spazio della fruizione, la gestione della comunicazione.
Forse attraverso la Rete nascono oggi quelle funzioni esterne al Museo che l'arte moderna ha reclamato fin dalle avanguardie storiche.
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