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PointAt
Interazione e didattica museale
di Agnese Benassi
Immaginate di essere a Firenze e di trovarvi davanti all'affresco del corteo dei Magi di Benozzo Gozzoli. Probabilmente vi verrebbe spontaneo chiedere chi sono tutti quegli illustri personaggi rappresentati con dovizia di particolari dall'artista. In questo caso dimenticate le regole di buona creanza che vi hanno insegnato e indicate con la mano il particolare dell'opera che vi incuriosisce…potreste avere una risposta.
Il sistema che lo renderà possibile si chiama
PointAt ed è stato realizzato all'interno del MICC, il Centro di Eccellenza per la Comunicazione e l'Integrazione dei Media (www.micc.unifi.it), in collaborazione con l'ufficio progetti del Master in Multimedia e il Viplab dell'Università di Firenze.

PointAt è stato pensato e progettato per permettere ad un fruitore di interagire nel modo più naturale possibile ed in tempo reale con un'immagine che gli sta di fronte. Sviluppato su Irix e in seguito trasposto sotto Windows per ridurne i costi, allo stato attuale il sistema lavora con una riproduzione dell'opera ed è composto da un computer, due webcam e un videoproiettore con maxischermo, su cui vengono riprodotte immagini ad alta qualità. La persona indica con la mano un punto dell'immagine; questo gesto è ripreso lateralmente dalle due webcam che mandano l'informazione al software, il quale ricava la traiettoria di puntamento e individua il punto dello schermo d'interesse, facendo partire gli eventi ad esso associati, cioè l'ingrandimento del particolare indicato e il commento audio.

Tecnicamente la faccenda è un po' più complessa. Il software memorizza il background di azione vuoto, in modo che quando entra la persona riesce a scorporarne il profilo e a individuarne i punti estremi della testa e della mano che indica. Da questi due punti inferisce la traiettoria della retta immaginaria che li unisce e in base a questa a calcola le coordinate del punto indicato sullo schermo, dove viene generato un evento, un click che corrisponde in questo caso all'ingrandimento del particolare e al contributo audio.

L'interfaccia grafica del sistema sull'immagine è stata ridotta al minimo, proprio per permettere un'interazione che fosse il più naturale possibile: queste sono state le linee guida dei progettisti, orientare il rapporto uomo-macchina verso una relazione che adatti sempre più la macchina all'uomo e non viceversa. Lo studio delle interfacce nell'ambito della visione artificiale ha sempre avuto come scopo primario quello di rendere questo rapporto il più amichevole possibile per l'utente. Strumenti come visori ottici e data-gloves permettono esperienze in VR di tipo immersivo, mentre mouse e tastiera ci permettono un certo grado di interattività con i PC. Il filone di ricerca del wearable computing ha cercato di "ammorbidire", miniaturizzare questi accessori, che offrono grandi opportunità. La strada parallela è quella di dotare il computer di sensori, in modo da renderlo sensibile e reattivo alla nostra presenza.

Ecco allora che con
PointAt si è cercato di ricreare un ambiente in cui il fruitore potesse muoversi utilizzando solo la sua gestualità come avrebbe fatto in un contesto reale, senza bisogno di usare dispositivi né di indossare niente di estraneo, adoperando il suo corpo come interfaccia. Questi passi avanti fatti nella direzione di affrancare l'utente da costrizioni ci permettono di parlare non più di grado di interattività di un sistema, ma di qualità dell'interazione offerta.
L'esempio iniziale dell'affresco non è stato preso a caso, per due motivi: innanzitutto
PointAt funziona bene con immagini complesse, che possono essere montate per essere scorse in sequenza. Ma se al momento il sistema funziona con una riproduzione dell'opera, nulla vieta che nel giusto contesto possa essere messo in relazione con un'opera d'arte originale o anche con una vista, un panorama reale. In secondo luogo entro l'anno PointAt verrà sistemato veramente a Palazzo Medici Riccardi a Firenze (www.palazzo-medici.it), in quella che era la stanza da letto di Lorenzo de' Medici, ora sala multimediale del nuovo Museo, proprio prima dell'ingresso alla cappella dei Magi di Benozzo Bozzoli. I visitatori potranno quindi ingannare l'attesa interagendo con PointAt, che permetterà loro di conoscere più da vicino alcuni particolari dell'affresco riprodotto in digitale prima di iniziare la visita all'opera vera. Un percorso pensato nella logica che l'esperienza virtuale non debba sostituire quella reale dell'opera, che rimane inalterata nella sua unicità, ma suscitare curiosità, fornire elementi di conoscenza sul contenuto che permettano in seguito una maggiore consapevolezza nella visita vera e propria, un arricchimento in grado di dare anche maggior godimento estetico.

Per le sue caratteristiche
PointAt si colloca all'avanguardia nell'ambito della didattica museale, affiancando alla facilità e naturalezza dell'interazione la componente dell'edutainment, integrando informazione e spettacolarità in un processo di fruizione che è individuale e collettivo al tempo stesso, con il singolo che si fa interprete dell'interazione di fronte al pubblico degli altri visitatori.
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