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Mordillo
Incontro con Guillermo Mordillo

Lo spumeggiante autore dallo stile inconfondibile ci ha incantato con la storia della sua vita e le riflessioni sulla propria attività artistica

Io sono essenzialmente un realizzatore di vignette. Puzzle, gadget ed anche le animazioni sono prodotti derivati, non realizzati da me direttamente, che però sono sempre stati concepiti nel perfetto stile che contraddistingue la mia produzione.
La produzione animata che ho presentato in occasione del Future Film Festival è essenzialmente suddivisa in due esperienze: quella dell'animazione classica, composta da corti interamente disegnati di durata variabile, realizzati da Micky Muster; e quella dell'animazione 3D, caratterizzata soprattutto dalla produzione dei corti dedicati alle Giraffe, realizzate da Gorge Lacroix.
La mia storia come disegnatore comincia a 13 anni, ma me ne sono occorsi oltre 25 per riuscire ad individuare quello stile personale che ormai mi caratterizza. Nel 1966, risiedevo a Parigi, non conoscevo la lingua ed ero senza lavoro.
Quando mi hanno proposto di fare illustrazioni per un quotidiano, le ho fatte senza parole semplicemente perché non conoscevo la lingua.
Lo stile che mi contraddistingue nasce però soprattutto nel 1970 con il libro L'arrembaggio (Il galeone, nella versione francese originale).

Si è trattato di un lungo cammino che mi ha portato ad un successo che neppure io riesco a spiegarmi.
Io ho due lingue: la mia propria ed il mio disegno. Ed è molto curioso per me cercare di spiegare con le parole quei disegni che rappresentano la mia espressione senza parole. Le mie migliori parole sono i miei disegni. Il mio primo amore è stato il disegno animato, fin da quando all'età di 6 anni, mia madre mi ha portato a vedere Biancaneve e, negli anni successivi, tutta la grande produzione classica di Disney. Da allora io ho deciso di disegnare.
Più tardi ho visto moltissime altre cose, che hanno rappresentato un po' la mia scuola. Io sono un grande ammiratore di tutti quelli che hanno fatto la professione degli animatori.
Tutti mi hanno insegnato qualcosa: quelli che ho più amato mi hanno insegnato le cose da fare, quelli che non ho amato mi hanno insegnato le cose da non fare; ma tutti sono stati miei maestri.

Videoincontro con Guillermo Mordillo ed approfondimenti nel CD-ROM allegato a Computer & Internet - N. 18 - Aprile/Giugno 2002.

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