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Osservatorio di Cultura Digitale
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La prossemica delle onde

24 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

 

madaga

Di Fabrizio Pecori

Il Madagascar è un’isola magica, dalla quale c’è molto da imparare. Dove le code in immersione delle balene sembrano farfalle all’atto di spiccare il volo, la natura ha molti suggerimenti metaforici che possono essere accolti anche da chi si interessa di tecnologie e reti sociali.

Le belle conchiglie bivalvi di una specie gigante del Madagascar, ad esempio, avviluppano il mollusco in un abbraccio sinuoso che gli offre sostegno e sicurezza, senza troppo costringere o rallentare i movimenti della propria esistenza subacquea.

Affondate quasi completamente nella sabbia, entro la quale disegnano – vicine l’una all’altra – geometrie simili ad alcune conformazioni di dune del deserto, sono in realtà configurazioni vive e dinamiche, aggressive persino; quando le vedi filtrare con devozione il fondale o compiere rapidissimi gesti per catturare la microflora e la microfauna da cui traggono nutrimento. In questi casi l’abbraccio coriaceo e pesante, come scolpito nella dura inamovibile pietra, sa farsi elastico e vibrante come si trattasse dell’emanazione di un’onda sonora generata da un elastico od una corda musicale.

Quel guscio, rigidamente delimitato, ma in grado di assecondare – conformando e conformandosi – il ritmo vitale e le aspirazioni del mollusco che lo abita, rappresenta per me un’ottima metafora visiva del futuro del Web.

Oltrepassata la luminosa frontiera cristallina dei nostri display si apre un mondo fatto di onde e vibrazioni, ma talmente opalescente e concreto da farsi “luogo” per eccellenza di relazioni, informazioni, percorsi condivisi, scambio dati, cooperazione ecc…

É una forma d’onda omnipervasiva e – direi – metastatica, che reclama la nostra attenzione in ogni frazione libera della nostra esistenza. Si accompagna con l’evoluzione delle tecnologie ed avvolge a piovra quasi ogni nostra forma relazionale ed informativa.

Solo per fare un esempio concreto, di recente mi hanno regalato un iPhone 3G, ed immediatamente la mia vita “oltre la soglia” si è impossessata anche di questo device; di più… il telefonino mi ha aperto nuove frontiere sul versante dell’abitabilità del Web: scaricato un semplice programmino gratuito, mi consente oggi di agire come tracker virtuale di me stesso; posso cioè scaricare entro un apposito sito Internet le foto di ogni mio percorso o viaggio mappate su Google Maps o su Google Earth e commentate per l’occasione. Da qui ricevo un codice HTML, che mi consente di inserire la finestra di visualizzazione entro ogni mia applicazione, sito, blog…

My Space, si chiama significativamente, uno dei prodotti per il social network più gettonati della Rete. E proprio di “spazi” si tratta; luoghi governati da leggi diverse da quelle fisiche, ma altrettanto se non più efficaci quanto a produzione di “occasioni”.

Si tratta di “spazi aperti” che ospitano ed assecondano il passaggio e la permanenza di “web-pellegrini” che li abitano per le mille lusinghe che vi possono trovare: vi è chi passeggia occasionalmente, chi vi riversa la propria voglia di scrivere e dialogare, chi li recepisce come mercati ed occasioni economiche, chi li legge come possibilità di incontro e di svago, ecc…

La loro fortuna non è completamente legata al caso o alle “blasonate origini”, il loro successo è essenzialmente decretato dalla intrinseca flessibilità d’uso. É proprio ciò che le conchiglie ondulate del Madagascar dovrebbero suggerire agli sviluppatori.

La parola chiave del Web 3.0 dovrebbe essere flessibilità!

Gazopa

13 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Stramboware

di Fabrizio Pecori

E’ un entusiasmante motore di ricerca per similitudine di elementi interni all’immagine.

Una volta aperta la pagina possiamo selezionare una foto dal disco rigido o indicare l’URL di una immagine in rete che lui avvia automaticamente una ricerca sul web, dando quasi sempre risultati molto soddisfacenti.

gazopa1

Ho tentato di ingannarlo con una mia foto nella quale indosso orecchi da elfo, ed il motore di ricerca mi ha restituito risultati molto lusinghieri.

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Creativity+Idea

12 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

logo

L’evento si svolge all’interno del Museo Piaggio diPontedera, Pisa, Italia, museo d’impresarealizzato da una delle più importanti aziende italiane dedicate al trasporto personale, azienda ricca di una storia industriale vecchia oltre 130 anni e da sempre legata, attraverso i suoi prodotti, al design ed in particolare al design made in Italy.La concentrazione dell’evento in tre giorni molto densi, il ritmo serrato, la convivenza di molti aspetti progettuali rendono Crea©tivity un momento formativo e di confronto ricco e stimolante, recepito soprattutto (lo confermano iscrizioni e presenze) da studenti e giovani professionisti.

WORK IN PROGRESS

t-programma

MERCOLEDÌ 18 Museo Piaggio
Via Rinaldo Piaggio, 7

ore 18.30
> Inaugurazione delle mostre

GIOVEDì 19 Museo Piaggio
Via Rinaldo Piaggio, 7

ore 10.00
> Saluto delle autorità
> Presentazione dei Partner ’09

ore 11.00 
> Keynote 
Interventi di esperti e aziende: un briefing per WorkOut Interventi a cura di:

Ross Lovegrove Special guest

Marco Vichi
Nokia

Stefano Stravato
Fiat Automobiles S.p.A.

Adriana De Cesare 
Zoes – zona equosostenibile

ore 13,00
> Buffet

ore 14.30 
> WorkOut 
Start up laboratori di Crea©tivity

ore 15.00
> Tavole rotonde 
Case history e incontri tra design e sostenibilità
ore 15.00 Designed in Italy ore 17.00 M4 Moblity

Centrum Sete Sóis Sete Luas 
Via Rinaldo Piaggio, 94 (uscita stazione FS, lato Piaggio)

dalle ore 21.30 
> JazzOut
Tra brainstorming progettuale e improvvisazione jazz 1ª parte

> I.D.E.A.’09
Premiazione concorso

Partecipano: NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano Accademia di Belle Arti di Bologna Accademia di Belle Arti di Napoli LABA Libera Accademia di Belle Arti Firenze Corso di Laurea in Disegno Industriale Calenzano ISIA Roma ISIA Faenza ISIA Firenze College of Arts Chongqing University -China University of the Arts Bremen -Germany Burg Giebichenstein University of Art and Design Halle – Germany Utrecht School of the Arts,Faculty of Visual Art and Design – Netherlands

> JazzOut
Tra brainstorming progettuale e improvvisazione jazz 2ª parte

VENERDÌ 20 ore 9.30 – 18,00 Museo Piaggio
Via Rinaldo Piaggio, 7

ore 9,30
> WorkOut 
2° step laboratori di Crea©tivity

10.30
> Tavole rotonde 
Case history e incontri tra design e sostenibilità
10.30 Medicina e Comunicazione 15.00 Cartoon Animated Training 17.00 From Wine to Design

ore 13,00
> Buffet

ore 16.30
> WorkOut 
Chiusura e debriefing con tutor e aziende

ore 17.30
> WorkOut 
Premiazione laboratori

Centrum Sete Sóis Sete Luas 
Via Rinaldo Piaggio , 94 (uscita staz. FS, lato Piaggio)

dalle ore 22.00
> NOKIA Trends Lab 
Una serata di performance live volta a presentare alcuni artisti della Sae Live Class compilation 2009

OOMouse

12 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

La filosofia che ne sta alla base è completamente opposta a quella che ha portato alla creazione del Magic Mouse di Apple, ma ciò non significa che non ci siano estimatori di questa soluzione.

011335-OOmouse

L’OOMouse è dotato di ben 18 pulsanti programmabili (ognuno dei quali supporta il doppio click), una rotella,512 Kbyte di memoria flash e il supporto a 63 diverse configurazioni.

Inutile dirlo, è stato progettato per funzionare al meglio insieme a OpenOffice 3.1: non a caso integra già dei profili di base per usare le cinque applicazioni fondamentali della suite; ognuno di essi, naturalmente, può essere personalizzato a piacimento.

L’applicazione che gestisce la configurazione dell’OOMouse sarà rilasciata sotto Gpl 3 entro il primo trimestre del 2010 e avrà già i profili per 20 altre applicazioni e giochi. Inoltre incorpora un joystick analogico.

Il progettista del mouse, Theoodre Beale, spiega che “con questo mouse si può fare molto di più di quanto sembri a prima vista … è utilissimo anche nei giochi come World of Warcraft, perché anche senza considerare il joystick ci sono 16 comandi accessibili con un solo click, 40 con due e tutte le 72 icone nelle sei pagine entro due doppio-click o meno”.

OOMouse, che supporterà Windows, Linux e Mac, sarà in vendita a 74,99 dollari.

StreamFest ’09: cultura ecodigitale in Salento

11 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

stream

Di Giada Totaro

La terza edizione di StreamFest, festival internazionale dedicato alle arti elettroniche e digitali, si è svolta dall’1 al 21 agosto 2009 nei principali comuni del Salento, quali Lecce, Brindisi, Otranto, Galatina, Santa Cesarea Terme e Gallipoli.

Strutturato in modalità itinerante, il festival si è sviluppato attraverso diversi momenti e modalità d’incontro, conciliando informazione, partecipazione e spettacolo, intorno al tema dell’eco-entertainment e dell’ecosostenibilità nelle arti elettroniche e digitali.

La manifestazione è stata pensata per rispondere alle esigenze della variegata popolazione, sia locale che turistica, delle affollate estati salentine: momenti d’informazione come il meeting Politiche energetiche: contesti globali ed azioni locali e la Rassegna Cinemaambiente, sono stati alternati a serate musicali con ospiti di rilievo della scena contemporanea elettronica come Leeroy Thornhill, Congo Rock, Cassy e Reboot, durante le quali sono state presentate diverse installazioni, tra cui Blank del gruppo D3D Naba.

In particolare, fulcro delle tematiche del festival è stata la mostra collettiva Wet and dry_ relazioni tra arte e natura nel contemporaneo tecnologico, ospitata dal Palazzo della Cultura Zeffirino Rizzelli di Galatina dall’1 al 12 agosto, curata da Giada Totaro in collaborazione con A&A Ars and Gallery (Galatina-LE), realizzata grazie alla partecipazione di Xtend3dLab di Milano, al Dipartimento di Media e Arti multimediali e Master D3D (Naba-Milano) e gli studenti dell’Accademia di Brera (Milano).

Wet and dry: in Salento una mostra come esperienza rituale di riconciliazione tra uomo, natura e tecnologia.

Immaginiamo una condizione alla Fallout, videogioco ambientato nel 2277, 200 anni dopo un disastro nucleare che ha trasformato la terra in una distesa arida ed irradiata di rovine naturali e tecnologiche insieme, solo che, al posto dei bunker sotterranei, abbiamo le antiche rovine della Grecia salentina e, invece della società Vault-Tec, abbiamo artisti locali, nazionali ed internazionali, che come dei primitivi elettronici, avviano la

ri-costruzione di una nuova coscienza ecologica, cioé un oikos,“casa” e logos, “discorso”, che dal locale estende il suo immaginario verso il globale.

Wet and dry: un paesaggio primordiale ed evoluto insieme, in cui uomo e natura, nella riscoperta del reciproco valore autentico, ritrovano l’equilibrio perduto, attraverso un uso consapevole ed intelligente della tecnologia.

All’esterno di questo scenario, l’opera di Sandro Marasco, Quanto?

Appesa al cornicione della terrazza del palazzo, composta dalla scritta “Quanto tempo resta prima di morire”, realizzata in legno carta e luce wood, l’opera, da frammento della condizione globale di costante terrore indotta dall’informazione mass mediatica, diventa constatazione e riscoperta interiore dell’unica risposta umana possibile: dipende tutto dalla nostra insostituibile soggettività.

Varcato il portone del palazzo, ancora un momento di sospensione, all’origine della relazione dell’uomo con la natura, con l’installazione sonora di Mario Schiavone

L’ àpeiron e la reverie_ Ho dato voce alla luce del nero. Quattro steli monolitiche, realizzate in plexiglass riflettente nero, narrano ed invitano al riconoscimento del sé autentico nella scoperta dello spettacolo della vita.

Da questo momento in poi il visitatore attraversa un campo di germogli wet and dry, spunti dai quali è possibile iniziare una riflessione: la sensazione è che per ristabilire un’armonia sociale e ambientale nell’odierno tecnologico, l’uomo debba recuperare il valore archetipico e rituale della vita. 

Il recupero del tatto e della manualità è la spinta di artisti come Beatrice Menniti e Burhan Sabbah Alhilu, che, riciclando materiale hardware di computer manomessi, realizzano Open hardware, un’interfaccia interattiva personalizzata e multifunzionale, programmata con software open source e free ware.

Fabio Pelagalli, in collaborazione con Tinker.it!, presenta Water Piano, un pianoforte realizzato in legno, hardware riciclato e Arduino, programmato in Linux e Puredata, la cui tastiera è composta da sei tasti, come sei piccole bacinelle, riempiti d’acqua.

Water Piano è uno strumento che sfrutta la possibilità del nostro corpo di condurre energia attraverso il contatto con l’acqua. Grazie ad un circuito di sei sensori capacitivi, immergendo le dita nell’acqua dei tasti, l’impulso elettrico è trasformato in note musicali.

Water Piano è un modo originale che ricorda quanto sia preziosa l’acqua, e quanto la nostra vita sia legata a questo elemento naturale. Un chiaro invito a riflettere sulla libera fruibilità dell’acqua, sulle attuali politiche che vorrebbero privatizzarla, sullo sviluppo di pratiche che ne consentano il riciclo.

ElectroSmogMusic//DestroyingNonAwareness//DNA//, l’installazione interattiva di Lucrezia Tenerelli e Mauro Pace, realizzata con alcuni sensori collegati ad Arduino, è un traduttore acustico dell’elettrosmog  prodotto dal flusso delle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari. L’intento è di rendere i fruitori maggiormente consapevoli dell’inquinamento elettromagnetico che attraversa quotidianamente il corpo umano causando fratture nella catena del DNA, disturbi cognitivi, mutazioni della struttura molecolare delle cellule, inibizione delle difese immunitarie. Il visitatore avvicina il proprio cellulare ai sensori: all’aumentare del livello di elettrosmog, il movimento e il suono di una sinusoide, metafora della struttura del DNA, realizzata con una cordicella messa in moto da un motorino, mutano aspetto, qualità e colore.

Alessandro Bono ed Emiliano Audisio presentano Environmental Data Sounds.

Un database contenente dati d’inquinamento ambientale è sottoposto ad una scansione temporale tematica dando vita ad un processo di sonificazione. L’utente può navigare l’installazione attraverso un’interfaccia realizzata con Arduino e due hard disk riciclati e trasformati nella loro originaria funzionalità: “scretchando” i dischi interni degli hard disk con le mani, è possibile avviare una lettura sonora e grafica di dati statistici confrontati con i valori limite dettati dal protocollo di Kyoto nel 1997 e verificare in tempo reale la critica situazione di equilibrio ambientale del nostro pianeta.

Senza titolo di Fabrizio Fontana, Nduma nnu ciru di puntoG e Tafkav_the artist formely known as Vanda di Francesco Monico, riattualizzano il valore del rituale, come pratica di conoscenza condivisibile tra uomo natura scienza e tecnologia.

Senza titolo è una croce formata da scatole di farmaci e contornata nel perimetro da erba sintetica: l’opera, realizzata per l’occasione, in qualche modo vuole simboleggiare un Dio “sintetico” nel rapporto tra l’umido biologico e il secco tecnologico, tra il naturale e il sintetico.

Nduma nnu ciru di puntoG, è un synth audio composto da un candeliere votivo antico ed un sistema di sensori fotosensibili posto al di sopra della luce delle candele.

L’opera realizzata con software e hardware opensource è ispirata al valore di necessaria mediazione del ruolo della donna [Luisa Muraro] nelle arti tecnologiche.

Tafkav_the artist formely known as Vanda di Francesco Monico, esplora le tematiche della fine dell’antropocentrismo, attuando un approccio pragmatico alla comunicazione uomo-alterità. Le variazioni galvanometriche della pianta sono raccolte da uno psicogalvanometro collegato ad Arduino e, inviate nel computer, sono tradotte in sonorità musicali. L’opera propone una metodologia dialogica tra arte, scienza, tecnologia e natura, definita technoetica, dall’unione tra techné e noetikos:

« La definizione estetica del paradigma tecnologico contemporaneo sarà tech-noetica, cioè una fusione di che cosa conosciamo e possiamo ancora indagare sulla coscienza (noetikos) con ciò che possiamo fare e finalmente realizzeremo attraverso la tecnologia». [Roy Ascott]

Ennio Bertrand in questo contesto fa da guida con l’installazione bio-attiva La scatola di Giotto_Fiori di luce, basata sul principio di reazione elettrochimica del contatto tra la componente acida del succo di limone con una data quantità di rame e zinco. Composta da 12 vaschette con due fiori LED ciascuna, poste su una zolla di erba, come germinatoi per le piante di uso comune, le composizioni diventano piccoli incubatoi per far germinare energia elettrica. L’installazione appartiene alla sua poetica di ricerca di fonti alternative e rinnovabili di energia elettrica per i suoi lavori di luce.

«I Fiori di Luce producono da sé l’energia elettrica per il loro funzionamento anche se occorre sottolineare che il bilancio energetico tra energia prodotta e quella impiegata: per la coltivazione dei limoni, la preparazione della lastre dei metalli, la produzione del contenitore in plastica, della parte elettronica è ampiamente sfavorevole. E’ stata spesa molta, molta più energia di quanta se ne ricavi dal succo dei limoni. È però un atto con valore poetico che propone una riflessione per cercare di ristabilire un equilibrio tra credito e debito nei rapporti con il pianeta che abbiamo in prestito d’uso». [Ennio Bertrand]

E se con Raffaele Fiorella in Dream paradossalmente ci risvegliamo nella corporeità della nostre fantasie, è in Life Bag di Adalgisa Romano che ritroviamo il desiderio della bellezza, dell’amore e della dolcezza delle forme della vita che si rigenerano. 

Alla mostra hanno partecipato anche: Composizione 12 di Annamaria Craparotta (in collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Brera, A. Cherfi, Casati e Missaglia), Carolina Travi e Barbara Martinazzi D. Botter con Kara Doccia, Ulia Oberg e Farras Oran con Scale of pollution, Franco G. Livera, Gianmaria Giannetti, Lea Caputo, Semira Forte, Illuminata Vanessa Lo Presti, Elena Rossella Lana.

Istituto Formazione Franchi e la sicurezza sul Web

10 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

lucche

Di Giulio Luzzi 

Parte la campagna per l’anno scolastico sui temi dell ‘opportunità e della sicurezza sul Web in 20 scuole medie ed elementari della Toscana

 Il web tra enormi opportunità e piccole e grandi insidie, come tutelarsi da quest’ultime?

La sicurezza sul web, soprattutto per ciò che riguarda l’uso del web da parte di minori, sta diventando un argomento di attualità, da un lato perché sempre più spesso la stampa si deve occupare di fatti di cronaca che vedono protagonisti minorenni, “adescati nella rete”, vittime di soprusi di vario tipo, tra cui ignobili reati di pedofilia, dall’altro perché l’uso di internet da parte di minori è enormemente aumentato e sempre più i genitori sono costretti ad occuparsi del problema.

Tanto per inquadrare il problema ecco alcuni numeri che si possono ricavare dai vari osservatori dedicati al problema.

La paura dei pedofili online, purtroppo, non è infondata. Secondo i dati della Polizia delle Comunicazioni, dal 1997 ad oggi si contano 238 arresti, 4.465 persone sono state denunciate e sono state effettuate 3.978 perquisizioni. Inoltre, la Polizia italiana tiene costantemente monitorati 293.204 siti, ha contribuito alla chiusura di 177 siti in Italia e ha segnalato 10.977 siti all’estero.

Di fronte a questi numeri si potrebbe pensare che ogni famiglia si sia opportunamente attrezzata per fronteggiare il problema senza ricorrere a soluzioni drastiche tipo «da oggi niente computer e niente internet», che in ultima istanza finirebbe per penalizzare in modo certo ancora di più il proprio figlio perché avrebbe sicuramente meno opportunità dei propri coetanei che possono invece usare intelligentemente la rete (ricordate il tanto discusso fenomeno del digital divide, il divario digitale che porta a possibili forme di emarginazione sociale?).

Ma la realtà dice che solo un genitore su 4 si occupa di seguire i figli minori su internet. Come si spiega allora questo curioso fenomeno?

I motivi sono di varia natura e senza addentrarci in analisi sociologiche potremmo evidenziare tre cause principali. La prima è la scarsa cultura informatica e della rete in particolare da parte di buona parte de genitori, che non consente loro di percepire la reale gravità del problema. La seconda deriva dal fatto che come tutti i problemi si pensa con riguarderanno i figli di altri ma mai i propri. Infine perché anche quei genitori più familiari con l’informatica, che hanno quindi le capacità di comprendere il problema, sono vittime di un fenomeno che coinvolge molti media e cioè che i media per loro natura fanno sembrare il problema molto lontano, siamo ormai abituati a vedere ogni sera, mentre siano a cena scene cruente di guerra, incidenti stradali, morti per fame o per mala sanità… e la cosa non ci turba più, tant’è che riusciamo a finire il pranzo; cosa che se vivessimo LIVE quelle realtà anche per il più duro di cuore sarebbe difficile trattenere le lacrime.

Quindi la rete stessa insieme alla televisione fa sì che il problema sembri lontano, conseguentemente la cosa non ci tange e abbassiamo la guardia.

Allora che fare ?

Come per ogni altra cosa della vita, occorre far prevaler il buon senso; a poco o niente servono soluzioni. Come genitore, che sta vivendo il problema avendo una figlia adolescente, mi sono detto;

internet è un opportunità che non voglio negare a mia figlia che crescerà nella società “della cittadinanza digitale”, ma al tempo stesso devo tutelarla. Allora come l’ho accompagnata per anni a scuola indicandole quali pericoli correva attraversando la strada piuttosto che accettando cose da sconosciuti, l’ho voluta accompagnare nella navigazione su internet facendole notare quali insidie si corrono.

Contemporaneamente alla mia presenza con lei durante l’utilizzo del PC mi sono formato io stesso ed ho trovato ad esempio che ci sono alcuni programmi attraverso i quali i genitori che non possono controllare i figli essendo presenti al momento dell’utilizzo di internet, possono comunque mantere la situazione sotto delicato controllo per esempio attraverso il restringimento dell’orario di utilizzo e ponendo limiti alla navigazione di certe tipologie di siti.

Internet è una grande opportunità che fortunatamente i nostri figlio hanno, a differenza di molti altri bambini del mondo, quindi non Neghiamogliela ma Accompagnamoli in questo cammino di crescita.

E’ proprio questa l’iniziativa che, mediante i propri seminari, Istituto Formazione Franchi propone periodicamente in molti Istituti Statali della Toscana. Per saperne di più: redazione@mymedia.it

Festival della Creatività

04 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

mappamondo

 

 Al Festival della Creatività sono di scena i linguaggi della creatività nei nuovi media.

Nello spazio multidisciplinare My City si tratteggiano in modo multidisciplinare le nuove vie dell’Arte, Multimdialità, Interaction Design…

Nel padiglione Ghiaia, dalle 10 alle 24, My City guiderà i visitatori in un labirinto creativo di percorsi espositivi, a cavallo tra arte e tecnologia. Il progetto di Creative Social Network Switch sulla costante mutazione della città e sulla mancanza di comunicazione che minaccia i suoi abitanti propone una serie di interventi di indagine urbana attraverso i linguaggi delle arti tecnologiche e dei nuovi media: un lavoro multidisciplinare incentrato sulle tendenze artistiche recenti che coniugano comunicazione sociale, tessuto urbano e innovazione. La mostra MORE MEDIA, my social city lancia l’interaction designing come forma d’arte, ricerca e intrattenimento: il progetto presenta installazioni interattive concepite per eventi e spazi pubblici, coinvolgendo alcuni dei più importanti artisti internazionali del campo. La sezione GRAFICICREATIVI.COM è più di un portale: è un social network, un’effervescente community dedicata al graphic design. Il Progetto di arte pubblica per la zona dell’Osmannoro (Firenze) dei gruppi Florence Art Factory – Influx – Selfish getta uno sguardo altro sui territori di confine della periferia industriale. La XI edizione del master in Multimedia Content Design dell’Università di Firenze presenta TANGerINE cities, le città sonorizzare del futuro grazie alla manipolazione di oggetti sonori ispirati.

Ancora, alcuni dei progetti in mostra a Making Ideas Happening, la sezione che espone i lavori del corso di laurea in Interaction Design dell’Università Iuav di Venezia, sono stati sviluppati da H-Farm, l’incubatore di aziende operanti nei nuovi media, per finire sugli schermi di computer, telefoni cellulari, ma anche su alcuni modelli di auto e nelle videoinstallazioni urbane. Tra gli esempi di connubio tra forme tradizionali d’arte e nuove tecnologie in vetrina nella sezione, presentati dagli allievi dello Iuav, OTTO, lo strumento musicale elettronico di Luca De Rosso e ThoundSocial, il network di condivisione e composizione musicale di Francesco Fraioli. Completano il quadro delle mostre nell’area Ghiaia la rassegna di video-art motion.CUBE e i progetti START di MAI lab e MoonLanding

LA DANZA DELLE API

28 Ottobre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni


“La danza delle api: la metafora biologica della stigmergia e l’intelligenza connettiva dello sciame”


a cura di Carlo Infante e Francesco Michi


Immagin5e

Giovedì 29 ottobre 2009

ore 10.00-19.00 – Aula Blu – Palazzo Battiferri
Facoltà di Economia – via Saffi, 15 – URBINO.
ore 21.00 collegio “La Vela” – Teatro “La Vela”:

Spettacolo-conferenza

Nell’ambito del convegno su Le api tra realtà scientifica e rappresentazione letteraria e artistica è in programma una conferenza-spettacolo su
“LA DANZA DELLE API” per trattare di come questa possa esprimere un modello biologico di intelligenza connettiva, come quella delle reti, condizione che oggi si espande attraverso il web 2.0 e le “smart grid” , le reti intelligenti.

Con il contributo dell’ERSU di Urbino

Info: www.uniurb.it

MOSTRA VERSUS allo SPAZIO VELAN di Torino

26 Ottobre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

Il 4 novembre 2009 la mostra Versus inaugurerà nelle due sedi di Velan, dalle 18.00 alle 20.30 nella nuovissima in Via Saluzzo, 64 (TO) e dalle 21.00 alle 23.30 in quella classica in Via Modena, 52 (TO)

VERSUS XV

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A cura di Lorenzo Taiuti

La Mostra Versus di quest’anno raccoglie otto autori diversi, ma con un scelta unificante sul video e sul digitale.
Gli autori sono: Simone Catania, Marco Callea, Antonio Falbo, Luca Garino, Motor, Irina Novarese, Gabriele Ottino, Alessandro Quaranta.
Provenienti da scelte linguistiche diverse, usano il video, insieme ad altri media, come sound design, installazione, cinema, web e performance e altro ancora .
Questa differenza e varietà di scelte si riflette sulle otto installazioni video, collocate nel numero di quattro per ciascuno dei due spazi della Velan.
Otto installazioni che mostrano il video come l’extramedia per eccellenza d’oggi, anche provenendo da retroterra diversi, e sottolineano la necessità di controllare la valenza del “Mezzo Video” bisognoso in questo momento, proprio per la sua centralità di interscambio fra i linguaggi, di una rimessa in questione dei suoi elementi specifici.
Diversi gli autori, anche se tutti dell’area torinese, e molteplici le tematiche affrontate, come il cinema e la coscienza, la guerra e la memoria, la malattia mentale e la percezione.

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Artisti in mostra:
Marco Callea (Ivrea, Italy, 1975) vive e lavora a Milano.
Simone Catania (Como, Italy, 1980) vive e lavora a Roma.
Antonio Lorenzo Falbo (Torino, Italy, 1981) vive e lavora a Torino.
Luca Garino (Italy, 1978).
Angelo “Motor” Comino vive a Torino.
Irina Novarese (torino, Italy, 1972) vive e lavora a Berlino.
Gabriele Ottino (Torino, Italy, 1982) vive e lavora a Torino.
Alessandro Quaranta (Torino, Italy, 1975) vive e lavora aTorino.


La mostra inaugurerà:


presso Velan Centro d’Arte Contemporanea
Mercoledì 4 novembre 2009, alle ore 18.00 – 20.30


Via Saluzzo 64 – 10125 Torino –t/f 011.280406 – info@velancenter.com
Da martedì a venerdì, dalle 16.00 alle 19.00


Presso Velan Centro d’Arte contemporanea
Mercoledì 4 novembre, alle ore 21.00 – 23.30

Via Modena 52 – 10153 Torino – t/f 011.280406 – info@velancenter.com
Da martedì a venerdì, dalle 16.00 alle 19.00

link: www.parcomolazzete.net/versus/Versus/VERSUS_XV.html

FESTIVAL DELLA CREATIVITA’ : chiusura manifestazione

19 Ottobre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

FESTIVAL DELLA CREATIVITA’

Il Festival chiude lanciando un link con Expo 2010 di Shangai

“lI Festival della Creatività si conferma uno degli eventi culturali più importanti nel panorama nazionale”. E’ il bilancio di Claudio Martini, Presidente della Regione Toscana, nella conferenza stampa di chiusura della manifestazione che dal 15 al 18 ottobre ha affollato la Fortezza da Basso di Firenze.

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Il tema scelto quest’anno, “Città future, il futuro delle città”, si è rivelato azzeccato e  di grande attualità, capace di mobilitare e attrarre visitatori per tutta la durata del Festival. Tante le città protagoniste di questa manifestazione, in un’ottica glocale: New York, Dubai, Istanbul, Pechino, Il Cairo e San Paolo al fianco di Livorno, Carrara, Pisa e Firenze.

“La formula del Festival riscuote successo perché è un evento popolare e aperto a tutti, senza limiti di età. Abbiamo puntato sulla qualità dei dibattiti sulla contemporaneità che ha reso possibile trattare questo tema con tanti approcci diversi”, ha detto Martini.

Gli eventi più apprezzati sono stati i dibattiti e i Bar Camp sul futuro della città, sui piani urbanistici e sui progetti infrastrutturali che interesseranno la Toscana: segno della voglia di partecipazione civile e di condivisione da parte dei cittadini. Così i visitatori sono stati più che semplici spettatori, ma veri e propri protagonisti del Festival.

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Affollatissima anche l’area Kids for City ed eventi di forte richiamo culturale come la proiezione di “Luci della Città” di Charlie Chaplin, con la colonna sonora eseguita dal vivo dall’Orchestra Regionale Toscana diretta dal maestro Timothy Brock.

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Dal palco del Cavaniglia Claudio Martini ha rilanciato l’ “Appello per la nostra Costituzione”, che ha già raccolto oltre 4000 adesioni da tutto il mondo attraverso il web: “La difesa della Costituzione è un tema che chiama in causa l’equilibrio fra i poteri istituzionali. La Costituzione del 1948 rimane uno degli atti di creatività più importanti della storia italiana” ha concluso Martini.

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Paolo Chiappini, Direttore della Fondazione Sistema Toscana, ha posto l’accento sul variegato pubblico che in questi giorni ha popolato la Fortezza: da 0 a 86 anni. “La memoria storica di questa edizione va dal 1923 al 2009. Francesca, di 10 mesi, è stata la nostra visitatrice più giovane accolta al Baby Care. Yona Friedman, 86 anni, è l’ospite che, grazie alla sua esperienza, ha reso affascinante la riflessione sul futuro della città”.

“Per noi fare rete è più importante di fare massa. Il network ha reso il Festival partecipativo e coinvolgente. Lo testimoniano gli oltre 6200 post-it attaccati alle pareti degli stand, in cui i visitatori hanno lasciato al sindaco un pensiero sul futuro di Firenze o commenti spontanei sulla manifestazione. Anche il Social Media Point e i Bar Camp sono stati momenti di confronto e interazione molto apprezzati dal pubblico”.

Il Festival ha avuto due dimensioni: quella “reale” degli eventi alla Fortezza e quella “virtuale” del web, con gli oltre 320mila accessi alle dirette web e i circa 3 milioni di contatti al sito ufficiale del Festival. “Con internet e le riprese live di intoscana.it il Festival è arrivato direttamente nelle case”.

E’ stato un Festival 2.0: ogni evento è stato documentato in tempo reale sulle pagine dedicate di Twitter, Facebook, Linkedin, You Tube, My Space, Flickr, Friendfeed.

Paesaggio, onda, viral, riuso, conversazione sono le cinque parole chiave del Festival, emerse dall’interazione fra i partecipanti durante i Tag & Wine quotidiani curati da Carlo Infante, Mirko Lalli e Giuseppe Burschtein.

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Daniele Lauria, Direttore Artistico del Festival della Creatività, ha commentato: “Siamo rimasti piacevolmente colpiti da come gli ospiti e i protagonisti del Festival hanno interpretato il tema di quest’anno mettendo in mostra progetti straordinari come quello della città riciclante. E’ percepibile anche in questa ultima giornata un’energia contagiosa e la volontà condivisa di proseguire nel lavoro di rete e progettare le città del futuro. Da uno degli incontri di ieri potrebbe essere già nato il titolo dell’edizione 2010, grazie a un ponte con l’Expò di Shanghai: better life ovvero come la creatività può migliorare la vita di tutti noi”.

DeGustiBooks chiude in grande stile

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Curiosi e appassionati di buona cucina e buone letture ancora una volta hanno affollato gli stand di deGustiBooks. Tanti protagonisti hanno regalato al pubblico della rassegna fiorentina un tuffo tra i piaceri del palato e della mente. Direttamente dalla multietnica Londra, il foodtrotter di cui sentiremo parlare molto in futuro, Simon Majumdar. Grande il successo del concorso “Il mio panino d’autore… metropolitano” by Negroni, dei laboratori sul caffè, delle degustazioni di vino e delle creative installazioni di Infinite Trame, il Gusto del riciclo, Food House e degli originali Orti Urbani.

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La manifestazione di skater nel piazzale della Fortezza, organizzata da Vans, è stata vinta da Bruno Aballay seguito da Tomas Vintr e Mauro Caruso.

Il Premio per il Best Trick – la più bella evoluzione sulla tavola – è andato a Fabrizio Venosa.