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Osservatorio di Cultura Digitale
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Seminario sulla Sicurezza Informatica a Cecina (LI)

aprile 16, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Maurizio Toccafondi è il protagonista di un seminario sui videogiochi alla LABA di Firenze

aprile 01, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Piazza di Badia A Ripoli 1/A – dalle ore 11.30 alle ore 13.30

↑ ↑, ↓ ↓, ← →, ← →, B, A

Giocare non è un gioco: perché nei videogiochi c’è più di quanto non si veda

Saltava lungo un pavimento di mattoni rossi, si infilava nei tubi, assumeva funghi che lo facevano ingrandire e fiori che gli permettevano di lanciare palle di fuoco dalle mani, schiacciava i nemici saltando loro in testa e prendeva a calci gusci di testuggini.

Era la prima metà degli anni ’80 del XX secolo, e probabilmente il signor Miyamoto non si rendeva ancora conto d’averla fatta grossa; o almeno di quanto l’avesse fatta grossa – e forse, non sapeva nemmeno quali sostanze avesse assunto per partorire quel calderone di follie.

La nascita dei videogiochi, fu un processo graduale che si diluisce tra la fine degli anni 40 e i primi del 70. Legata principalmente alla ricerca e all’innovazione tecnologica, solo con Pong si ha la prima, seria, commercializzazione di un videogame.

Ma volendo stabilire una data per la nascita del videogame moderno, preferiamo farla coincidere con l’uscita di Super Mario Bros. nel 1983.

Perché?

Perché, per quanto la genialità fosse stata espressa anche precedentemente, e le innovazioni, importanti sia a livello tecnologico che concettuale, fossero state numerose nei primi anni di vita del mercato videoludico, Super Mario Bros. fu un di punto di svolta. Non a caso è ancora oggi, dopo più di vent’anni dalla sua nascita, uno dei videogiochi più venduti della storia.

Nostro intento è mostrare come i videogiochi possano essere molto più di quel che sembrano in apparenza, tutto quello che in essi vi è racchiuso e che possiamo arrivare a cogliere con un’osservazione meno limitata da vincoli culturali oramai anacronistici. Senza tralasciare il fatto che è merito dei videogiochi se ai giorni nostri abbiamo una così larga diffusione dei personal computer nelle abitazioni.

Il videogioco è studio, innovazione, ricerca tecnologica, narrazione interattiva, pungiball elettronico, palestra per la mente e, da qualche tempo, anche per il fisico, e quant’altro siamo in grado di vederci se siamo disposti ad un analisi meno superficiale del prodotto videoludico e dei suoi fini d’intrattenimento puro e semplice.

Il videogioco è un moderno mezzo di comunicazione, di socializzazione, di coesione tra gli individui: è un versatile strumento d’espressione artistica e letteraria. Pensare al videogioco come ad un mero intrattenimento sarebbe riduttivo e antiquato. Si sa, il mondo è governato da pregiudizi in qualsiasi ambito, basti pensare a come il fumetto viene ancora visto dai più, dopo oltre un secolo di vita, ancora una cosa per bambini. E i videogiochi (o meglio, i giochi nella loro totalità) soffrono ancora di questo male.

L’oggetto museale nell’era della contaminazione tecnologica

marzo 09, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Per gentile concessione di Massimiliano Pinucci

Giovedì 18 Marzo 2010

Dalle ore 11.30 alle ore 13.30

presso la LIBERA ACCADEMIA DI BELLE ARTI

50126 Firenze – Piazza di Badia a Ripoli, 1/A

Incontro con Fabrizio Pecori – Direttore Responsabile di My MEDIA

dedicato a

L’oggetto museale nell’era della contaminazione tecnologica

Breve indagine sull’epistemologia dei reperti e dei musei nella società dell’informazione telematica

Seminario sulla Sicurezza Informatica a Camucia

febbraio 12, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Future Festival 2010

febbraio 09, 2010 By: admin2 Category: Articoli

Di Carmen Lorenzetti

Il Future Film Festival 2010 si è chiuso domenica 31 gennaio con una nota amara dei curatori Giulietta Fara e Oscar Cosulich, che hanno messo in forse lo svolgimento del Festival a Bologna per l’anno prossimo, dato il taglio sostanziale di fondi che hanno dovuto subire quest’anno ad opera del Comune soprattutto, che ha dato solo 20.000 euro, all’interno di un misero budget di 270.000 euro (i curatori hanno fatto veramente miracoli). Noi tutti ci auguriamo che questo non accada e che a questa dodicesima edizione ne seguano altre, che continuino la ormai consolidata tradizione di questo festival, ormai meta di un pubblico numeroso e variegato. I numeri peraltro parlano chiaro: vi sono stati 120 appuntamenti tra proiezioni, incontri e laboratori, 21 lungometraggi in anteprima, 120 cortometraggi, opere provenienti da 25 paesi, 250 giornalisti accreditati per un totale di 6 giornate di Festival.

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Per quanto riguarda i premi, il più atteso, il Platinum Grand Prize per il miglior lungometraggio è andato a Panique au village di Stéphane Auber e Vincent Patar (Belgio), un film in stop motion, tutto fatto con pupazzetti in plastilina che ricordano i soldatini degli anni sessanta, i protagonisti manco a dirlo sono un cavallo parlante, un cowboy e un indiano e la storia si svolge in un villaggio essenziale con le sue case ed alberi sulle colline, che ricordano i dipinti neotrecenteschi di Carrà, il ritmo esilarante e serrato e la storia piena di invenzioni e fantasia aprono all’“immaginario sconfinato, l’innocenza, la crudeltà e soprattutto l’irriverenza dell’infanzia”. Una menzione speciale è stata assegnata a Edison & Leo di Neil Burns (Canada) “per l’originalità del racconto, la complessità dei personaggi e gli alti valori produttivi di un film che ci offre un punto di vista indubbiamente inusuale su un personaggio storico…”.

Tra i cortometraggi in concorso per Future Film Short i più votati dal pubblico del FFF, che si sono aggiudicati il Premio del Pubblico Groupama si trovano: il primo Fard di David Alapont e Luis Briceno (Francia), una storia originale con personaggi molto stilizzati e in bianco e nero che con una lampada speciale acquisiscono fattezze umane e colore, ma naturalmente non sono liberi di recuperare questa natura e vengono per questo perseguitati…., il secondo premio è andato a The man is the only bird that carries his own cage di Claude Weiss (Sacrebleu Productions, Francia), con uomini con la testa rinchiusa in una gabbia che lottano contro una invasione di uccelli nel cielo, tutto condotto con un alto valore di pittoricismo, forse talvolta eccessivo. Il Premio della Giuria – Provincia di Bologna per il miglior corto è stato assegnato a The Lighthouse keeper di David Francois, Rony Hotin, Heremie Moreau, Baptiste Rogron, Gaëlle Thierry, Maïlys Vallade (Gobelins – L’école de l’image, Francia) tutto fatto di disegni semplici e fiabeschi all’interno di una storia surreale, con un guardiano del faro che lotta contro una lucciola gigantesca e teme a causa di una nave enorme e felliniana che sta per abbatterlo, quando vira all’ultimo momento.

Altri lungometraggi in concorso da menzionare per la particolarità sono i seguenti.

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 Les Lascars di Emmanuel Klotz, Albert Pereira-Lazaro, è un film francese molto divertente che si svolge nella periferia degradata di una metropoli europea popolata da personaggi dei bassifondi, tra questi due sono i protagonisti, che tentano di trovare i soldi per fare una vacanza nell’isola di Santo Rico, per raggiungere il loro obbiettivo ne passano di tutti i colori. E’ tutto in 2D, con disegni fumettistici ben fatti e originali, in ottimi sfondi. Goemon di Kazuaki Kiriya, il film giapponese è una saga epica, che si svolge nel XVI secolo e ha come protagonista Goemon una specie di Robin Hood, che lotta semplicemente per essere libero, ma che alla fine, raggiunto l’amore della principessa, morirà. Gli effetti speciali di questo film di attori veri ricordano quelli tipici delle storie orientali di battaglie, non privi però di una vena poetica. Mai Mai Miracle di Sunao Katabuchi è un film giapponese della famosa casa di produzione Mad House, tutto lavorato in 2D, molto fresco e lirico. Racconta della piccola Shinko che vive in un villaggio e che ha una fervida fantasia con la quale fa rinascere i luoghi dove vive ai tempi di mille anni prima, quando giunge un’altra bambina da Tokio, condivide con lei i suoi sogni. Un film poetico, particolare e fantasioso è In the Attic: who has a birthday today? del pluripremiato Jirí Barta (Repubblica Ceca/Slovacchia/Giappone), in stop motion con personaggi di plastilina e stoffa i cui protagonisti sono una bambola che viene rapita da un uomo/mostro in carne ed ossa e i suoi due compagni di casa: un orsetto e una specie di palla con le gambe e le braccia.

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Da scordare per la cupezza e la cervellotica trama è invece King of Thorn del giapponese Kazuyoshi Katayama. Fuori concorso, ma da segnalare per gli appassionati dei film di guerra con i soliti robot giapponesi è Eureka seven: good night, sleep tight, young lovers di Tomoli Kyoda.

Tra gli incontri è stato senz’altro il più atteso: la presentazione del premio Oscar Joe Letteri del making of Avatar, dove forse non è stata del tutto spiegata la matrice artistica che a me pare di ravvisare negli uomini – gatto del film, molto vicini  ai personaggi dell’artista statunitense Daniel Lee, ma è stato introdotto un cinema dove il confine tra reale e virtuale è praticamente sparito, grazie anche ad un nuovo sistema stereoscopico con cui si cattura la realtà. Interessante il fatto che per riprendere l’emozione degli attori è stato sviluppato un casco che la catturava e poi la trasferiva ai personaggi di sintesi. Abbiamo visto l’uso puntuale della motion capture per sviluppare i gesti dei personaggi umanoidi o animali e il procedimento per costruire il paesaggio, che parte da un bozzetto, che a volte viene sviluppato nella realtà e trasformato in 3D successivamente,  una delle sfide più grandi è stata la costruzione del mare e uno degli effetti più particolari deriva dalla particolare luminescenza di cui è dotata la foresta, che deriva dalla tipica luce sottomarina che il regista James Cameron ha studiato nel corso di questi dieci anni in cui ha girato documentari, dopo avere firmato la regia di Titanic. Un altro appuntamento importante è stata la presentazione in due puntate dell’opera del famoso maestro di motion graphic Saul Bass da parte del designer Kai Christmann, in cui sono state presentati i titoli di testa dei film di Bass a partire da Carmen Jones (1954), attraverso Man with the golden arm di Preminger (1955) dove muove il braccio attorno ai titoli, a Around the world in 80 days di Anderson (1956), dove fa una piccola storia in animazione che riassume il film e corre lungo i titoli, a Anatomy of a murder di Preminger (1960) dove il cadavere a pezzi che si muovono attraversa i titoli, fino a Psyco di Hitchcock (1960), dove fa anche lo storyboard della nota scena dell’omicidio nella doccia, nella seconda parte invece sono stati proiettati i titoli che sono stati debitori all’artista fino ai giorni nostri, compresi quelli d’animazione come Monsters & inc. (2001).

Un’altra finestra è stata aperta dal festival sulla stop motion e così è stato invitato un personaggio la cui casa di produzione si è sempre contraddistinta per questa tecnica, David Sproxton co-fondatore di Aardman Animations, che ha proiettato film storici da Wat’s pig di David Lord, al vecchio e in 2D Not without my handbag, a Shaun the Sheep a molti altri, in cui si è visto il magistrale sviluppo di questa produzione.

Gli ultimi due giorni sono stati dedicati, come era successo l’anno scorso, al cinema 3D stereoscopico con incontri di produzioni italiane e straniere che hanno parlato del futuro di questo genere e del successo che sta avendo, con lo sviluppo delle sale che lo mettono a disposizione del pubblico e con proiezioni come Dragon trainer 3D, Toy story 3D e The hole 3D.

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Il programma del Future Film Festival 2010

gennaio 18, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

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E’ on line il programma della dodicesima edizione del Future Film Festival

Future Film Festival XII – Future Reloaded

Bologna, 26-31 gennaio 2010

Seminario Sicurezza Informatica e Telematica a Greve in Chianti

dicembre 14, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Biennale Internazionale di Arte Contemporanea a Firenze

dicembre 05, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Alla Fortezza da Basso dal 5 al 13 dicembre 2009 un evento a carattere internazionale dedicato all’arte contemporanea.


Giunta quest’anno alla settima edizione, la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze presenta circa 650 artisti, provenienti da tutto il mondo (oltre 80 le nazioni rappresentate), nella suggestiva cornice della Fortezza da Basso (dal 5 al 13 dicembre 2009). L’allestimento accoglierà oltre 2500 opere, che vanno dall’arte pittorica alla scultura, dall’arte digitale alle installazioni, selezionate da un comitato scientifico internazionale, che comprende nomi di assoluto prestigio, e che beneficiano della direzione artistica dello stimato storico dell’arte Stefano Francolini, già direttore, tra l’altro, del settore restauro dell’Opificio delle Pietre Dure.

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La Biennale, nata grazie all’impegno e alla perseveranza di Pasquale Celona (presidente) e Piero Celona (direttore generale), fin dal 2001 è partner ufficiale del programma delle Nazioni Unite “Dialogo fra le Civiltà”; un impegno che onora attraverso una serie di appuntamenti che pongono in risalto i sentimenti di fratellanza, pace e solidarietà tra i popoli. Di fatti, il ricco calendario di eventi, che fiancheggia e rende ancora più attraente la Biennale, prevede conferenze, incontri con ospiti d’onore e una rassegna dedicata al cinema giapponese. Grande attesa, in particolare, per l’ambito premio “Lorenzo il Magnifico” (assegnato nelle scorse edizioni a Gilbert & George, Christo e Jeanne-Claude, Richard Anuszkiewicz, David Hockney, Mario Luzi, Alfredo Zalce, Carla Fracci e Ferruccio Soleri), che la giuria internazionale ha deciso di conferire a Marina Abramovic (Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 1997, protagonista di una mostra dedicata ai suoi video) e Shu Yong (che presenterà alcuni dipinti della sua serie “Chinese Myths”). Tra le altre iniziative, una mostra collaterale alla St. James Church incentrata sulle opere di Paul Lorenz, Barbro Eriksson e Danielle Lindsay, e la premiazione di uno tra i 12 giovani artisti selezionati dalle Accademie di Belle Arti del nostro paese tramite un concorso che ha assicurato loro uno spazio gratuito all’interno della Biennale.
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Per chi già la conosce, la Biennale è diventata ormai un appuntamento consolidato e irrinunciabile, che continua a sorprendere di edizione in edizione. Per tutti gli altri, sarà la piacevole scoperta di una kermesse che riporta Firenze al centro di un confronto che coinvolge popoli, culture, identità e passioni: una vera festa dell’arte, che riavvicina mondi distanti in un unico sognante abbraccio, al quale per una volta si uniscono pubblico e artisti, che finalmente possono conoscersi e interagire, nel segno dell’amore per l’arte.

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Biennale Internazionale Arte Contemporanea. Città di Firenze
Dal 5 al 13 dicembre 2009
Fortezza da Basso, viale Strozzi 1
Orario : dalle ore 10.00 alle ore 20.00
Ingresso: intero 10 euro – ridotto 8 euro
Info : Tel. 055 – 3249173 – Fax – 055 – 333540
Ufficio Stampa – Tel. 055-292082
www.florencebiennale.org

HYPERWISH@FABBRICA DEL VAPORE

novembre 27, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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LE SETTE PORTE

Giovani creativi milanesi

alla

XIV Edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo

Skopje 2009

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Inaugurazione mercoledì 25 novembre – alle 18.00

Apertura al pubblico dal 26 novembre al 3 dicembre 2009 – dalle 15,00 alle 19,00

Immagine

Via Procaccini, 4 – Milano

Il Comune di Milano Assessorato allo Sport e Tempo libero e IED Arti Visive, da mercoledì 25 novembre, presentano la mostra interdisciplinare LE SETTE PORTE. Giovani creativi milanesi alla XIV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, a cura di Rossella Bertolazzi, Direttrice di IED Arti Visive.

Negli spazi della Fabbrica del Vapore, saranno esposti i lavori dei giovani artisti milanesi che hanno partecipato alla XIV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (3 – 12 settembre 2009), di cui il Comune di Milano è Ente promotore.

Elisabetta Alazraki, Antonella Aprile e i gruppi Effetto Larsen, Materiali Scenici, Proietti&Zarzani, Xtend3dLab erano a Skopje fra i 708 giovani artisti esordienti provenienti da 39 Paesi europei presenti a questo importante appuntamento con la creatività del Mediterraneo.

Esattamente come la Biennale di Skopje da cui prende il titolo, ispirato alle 7 porte della capitale macedone, l’esposizione ha un’impronta decisamente multidisciplinare: videoinstallazioni, progetti interattivi, teatro, fotografia e pittura si snoderanno negli spazi di Via Procaccini 4 a Milano.

Il 25 novembre dopo l’opening alle ore 18.00 si prosegue alle ore 21.00 con lo spettacolo teatrale Aggregazione di Effetto Larsen (gruppo composto da Matteo Lanfranchi, Elisa Bottiglieri, Renato Avallone, Marco Ripoldi, Paolo Altavilla, Beatrice Cevolani, Laura Triscritti, Luna Paese e Roberto Rettura) ospitato negli spazi di Macchinazioni Teatrali, in via Luigi Nono 7.

Materiali Scenici ovvero: Francesca Perego, Gian Battista Pigola, Isnaba Joana Dupret Barreto Miranda, Andrea Veronelli e Stefano Moretti, sono presenti con “l’istant movie” Transit realizzato quasi in diretta con persone di Skopje, il video indaga le modalità di socializzazione attraverso le nuove tecnologie digitali portatili.

Per la sezione Arti Visive verranno esposti i pannelli pittorici di Antonella Aprile e le fotografie di Elisabetta Alazraki.

Le Arti Applicate sono rappresentate da Portalcity racconto per immagini su pannelli delle metamorfosi urbane di Proietti&Zarzani: Nico Zarzani, Alessia Zarzani e Tiziana Proietti, e dall’installazione interattiva Hyperwish di Xtend3dLab: Mariangela Zarriello, Ambhika Samsen, Nima Hajihossseini, Silvia Riva, Fabio Pelagalli, Machiel Veltkamp, Giulia Martinucci e Cuneyt Ozseker.

Il pubblico potrà inoltre vedere la registrazione di Aggregazione fatta a Skopje.

Ad arricchire la kermesse l’incontro di mercoledì 2 dicembre (ore 17.30) un “call for entries”, una chiamata fatta a tutti i giovani artisti lombardi che vorranno partecipare alla XIV Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, e che vorrebbero comprendere i meccanismi di partecipazione. Durante la serata Gruppo Materiali Scenici racconterà, attraverso l’esperienza dell’instant movie Transit le nuove frontiere dell’uso leggero delle nuove tecnologie digitali.

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Informazioni:

mostra collettiva:

LE SETTE PORTE. Giovani creativi milanesi alla XIV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.

Dove: Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4, Milano

opening: mercoledì 25 novembre alle ore 18.00,

spettacolo teatrale ingresso libero: Aggregazione di Effetto Larsen ore 21.00 presso Macchinazioni Teatrali, in via Luigi Nono 7

Durata della mostra: dal 26 novembre al 3 dicembre 2009 || Orari: Tutti i giorni dalle 15.00 alle 19.00

Informazioni: www.comune.milano.it/giovaniwww.fabbricadelvapore.org – Tel: +39 02.88464106

Incontro: mercoledì 2 dicembre ore 17.30

Ufficio Stampa: NewRelease | Elena Bari – press@newrelease.it+39 02.47956722, + 39 328.9781241

Approfondimenti

Antonella Aprile

Sezione Arti Visive

Il risveglio porta con sé la possibilità di ambire al cambiamento, a un mutamento delle nostre percezioni come dallo stato di sonno a quello di veglia, e da quello di veglia a uno stato ancora più alto, quello di super-veglia. Uno stato di coscienza superiore che ci porta non solo a una mutazione mentale ma anche fisica. Tali mutazioni sono espresse attraverso un gesto pittorico, istintivo, urgente, come un atto liberatorio che attraversa le viscere per giungere all’impossessarsi del pensiero e farsi corpo tramite una ripetizione ossessiva e seriale del segno, della macchia, dello spruzzo di colore e della colatura.

Elisabetta Alazraki

Sezione Arti Visive

Mi interessa l’idea di ordine spontaneo, il modo in cui si generano gli equilibri tra le forze, sia in natura che nella società. Per il progetto Riverintoriverintoriver ho mescolato le acque di otto fiumi europei: Vistola, Reno, Po, Senna, Tamigi, Elba, Danubio e Vardar. Ho iniziato raccogliendo una tanica d’acqua dalla Vistola che poi ho versato nel Reno, dal quale ho prelevato un’altra tanica da versare nel Po, e così via in modo che alla fine ogni fiume contenesse l’acqua degli altri.

Effetto Larsen

Sezione Spettacolo

Effetto Larsen nasce nel 2007 a Milano ad opera di Matteo Lanfranchi per promuovere progetti di ricerca sui linguaggi performativi. Il nostro principio guida è la semplicità che scaturisce dal corpo. Si tratta di indagare gli elementi base, originari, sottili. Aggregazione è un progetto sulle relazioni umane, analizzate attraverso i loro meccanismi. Al centro del progetto si trovano le relazioni, il rapporto individuo/ambiente, le azioni attraverso le quali costruiamo la nostra realtà.

Materiali Scenici

Sezione immagini in movimento

Transit-trailer di un possibile film.

Transit è il risultato di un processo di riprese di azioni performative nei luoghi pubblici, di azioni di interazione e incontro con le persone, azioni che aprono dal punto di vista pratico e simbolico un discorso sul tema della frontiera.

Il documento video è il risultato di più ambiti di esperienza: la partecipazione alla Biennale, l’incontro con la città Skopje, il lavoro di video arte sulla frontiera.

“Quanto è reale una ______?”. La parola mancante è frontiera.

Proietti&Zarzani

Arti Applicate

Portal City è una città pensata mediante un’applicazione di una serie di simbologie ordinate in sette fasce differenti .

Ognuna di queste è una tematica in grado di accogliere al suo interno il sistema percettivo, emozionale e relazionale dell’uomo nei confronti dello spazio.

Le tematiche sono sette: il reale, il tatto, l’olfatto, la vista, il gusto, l’udito e l’irreale; ogni tema si propone di intercettare quell’intrinseca relazione che lega ogni percezione al complesso mondo dell’architettura.

CS_HW@FabricaDelVapore

I primi passi di Creactivity 09

novembre 19, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

Ecco il link dello streaming video di Intoscana sulle prime fasi