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Osservatorio di Cultura Digitale
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Teatri digitali e dintorni a Torino

21 Aprile, 2010 By: admin2 Category: Articoli

 

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Di Motor

La scena torinese del teatro e delle performance si sta muovendo attivamente lungo diverse linee di sperimentazione e di ricerca , creando ibridi spettacolari attraverso i linguaggi delle nuove tecnologie: vorrei segnalarvi alcune di queste produzioni.

Un esempio sono i reading multimediali della serie Anticorpi (O’ZooNôMassimo GiovaraMotor) giunti già al terzo anno, dedicati ad autori americani che hanno rappresentato in qualche modo, appunto, degli anticorpi nell’America contemporanea (Burroughs, Kerouac, Philip Dick, Vonnegut, Coupland …).

La formula è relativamente semplice: affiancare alla lettura musiche dal vivo, proiezioni , macchine interattive.

 Ogni episodio ha visto alternarsi ospiti diversi, (tra cui Bruce Sterling, che ha finto di essere in videoconferenza dal Brasile e poi è entrato in sala!).

 In alcuni casi, delle proiezioni accompagnavano gli attori, in altri, come in THX,ispirato all’opera di Philip Dick, la presenza della tecnologia in scena, attraverso riprese video in tempo reale, dialoghi controllati da computer, diorami , video wall e pupazzi elettrici ha avuto un ruolo decisivo e di dialogo con gli attori.

Sempre a cura di O’ZooNô il progetto Prozess, con Massimo Giovara e SimonaNasi in scena, una rivisitazione del processo di Kafka in una chiave linguistica decisamente televisiva , che è stato accolto da un sold out nella sala della Cavallerizza. Lo spettacolo ha visto la collaborazione di A.Amaducci e Motor.

E ancora voglio ricordare lo spettacolo  Glenngarry Glen Ross, da David Mamet per la regia di Michele Di Mauro (con Pasquale Buonarota, Benedetta Francardo, Gianluca Gambino, Massimo Giovara, Riccardo Lombardo, Mariano Pirrello, Sandro Pisci) con la messinscena di O’ZooNô, uno spettacolo forse più tradizionale, ma supportato da una regia video con riprese a infrarossi sugli attori e da grandi proiezioni grazie alla drammaturgia di Massimo Giovara.

L’Orchestra Meccanica Marinetti , di cui abbiamo già parlato sulle pagine di MyMedia procede nel suo sviluppo, apparendo in luoghi non troppo convenzionali come il MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI durante il FESTIVAL SHARE di quest’anno, al Virtual Reality Multimedia Park o spingendosi fino alla lontana Fiera di Robotica di Norimberga.

Un altro progetto molto interessante, con una storia già consolidata, è OFFICINE SINTETICHE, concepito e guidato da Tatiana Mazali (Politecnico di Torino), Antonio Pizzo (Dams Torino), Vanessa Vozzo (Servi di Scena opus rt/Malafestival) nell’ambito delle arti performative e della interattività digitale e che si è avvalso della collaborazione di Marcel. lì Antunez Roca e di Konic Thtr, entrambi nomi di prestigio e respiro internazionale. OFFICINE SINTETICHE presenta in queste pagine Crossroads, in co-produzione con motiroti e Compagnia Nad Crossoroads utilizza il corpo, il rituale e i nuovi media per raccontare una mutazione culturale  Le storie individuali migrano e si trasformano continuamente: il mito indiano delle Devadasi si confronta con la tratta delle prostitute ai confini europei, mentre un intero universo di lavoratori del sesso naviga nel mondo senza confini del world wide web.

Crossroads è diretta da due artisti d’eccellenza: il londinese/pakistano Ali Zaidi fondatore di motiroti (UK) e Antonella Usai fondatrice della Compagnia NAD.

Il progetto è affrontato sviluppando il rapporto tra drammaturgia e scena aumentata/sensibile/ interattiva mediante l’utilizzo dei linguaggi digitali.

Al suo interno collaborano professionisti, artisti, ricercatori e studenti. In alcuni casi, come per OFFICINE SINTETICHE o l’Orchestra Meccanica Marinetti -( produzione Share) la ricerca avviene attraverso progetti con partner importanti come l’Università, il Politecnico di Torino, il Virtual Reality Multimedia Park e le industrie del territorio, in altri la sperimentazione assume toni più underground.

Quasi sempre inoltre questi eventi sono stati anche momenti didattici, coinvolgendo in modo significativo studenti o stagisti, in particolare per OMM, per OFFICINE SINTETICHE, ma anche per PROZESS (O’ZooNô), dove il coro era formato da stagisti guidati da Paola Chiama.

Questi progetti, pur nella loro decisa individualità, hanno però molti tratti comuni, innovativi secondo me, sia nel rapporto con i linguaggi e le tecnologie, sia nelle logiche di produzione e distribuzione: sono da tenere d’occhio!

La Fortezza delle Emozioni

17 Marzo, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Si inaugura il 1° Maggio a Forte Belvedere Gschwent sull’altopiano di Folgaria “La Fortezza della Emozioni  ambienti sensibili multimediali per architetture di guerra in tempo di pace” realizzate da Studio Azzurro.

Tra le installazioni figurano:

Plastico Animato – la presenza del pubblico o un semplice gesto della mano attivano la proiezione di una serie di informazioni dinamiche, immagini e indicazioni, complete di commento sonoro, che permettono di comprendere meglio il mondo della fortezza.

Le Sentinelle – rappresentano le silhouette in controluce di militari intenti a varie attività.

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Gli Obici di Luce – rievoca invece il telegrafo ottico collegato durante la grande guerra con la stazione situata sulla sommità del Monte Rust, nei pressi del Lago di Lavarone, ed è composto da un “tavolo delle comunicazioni”, sul quale viene proiettato un segno di luce seguito da immagini animate.

Diari dei Nidi delle Mitragliatrici installazione grazie alla quale il visitatore vede in controluce dei lampi che simulano le fiammate della canna della mitragliatrice e sente il suono secco di una raffica, vivendo quindi un’esperienza molto intensa che ricorda quella vissuta da tanti soldati durante la Prima Guerra Mondiale.

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L’Angelo degli alpini – installazione sonora: in un’unica esperienza percettiva si uniscono qui la bellezza naturale del paesaggio e quella poetica di testi dal grande valore storico e letterario.

Per le immagini copyright e gentile congestione di Studio Azzurro e Fototeca

Pesci Poeti di Ennio Bertrand

18 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Progetto arte ARS-KA

a cura di Donato Prosdocimo presenta

PESCI POETI

di Ennio Bertrand

musiche Alessandro De Caro

editing Angela Mongelli

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Installazione interattiva per pesci rossi musicisti

Inaugurazione: 11 dicembre 2009 ore 18:00

Corso Regina Margherita, 47 – 10124 Torino

Orari d’apertura dal 12 al 20 dicembre: dalle 17 alle 20

Per informazioni: 347 8138210

www.comitatoquartierevanchiglia.net


PESCI POETI è il risultato della complessa e felice evoluzione dell’opera interattiva Lux sonet in tenebris del 1992.
Nella versione attuale saranno dei pesci rossi a interagire con una sorgente luminosa che, interrotta dal loro movimento all’interno dell’acquario, genererà suoni in un continuum estraniante e poetico.
I Cieli di velluto appartengono al periodo della sperimentazione con i LED iniziato alla fine degli anni ’80. Su teli di velluto blu, che rimandano immediatamente alla percezione della volta celeste, sono inseriti centinaia di LED che, comandati da transistor, si illuminano e pulsano creando un effetto visivo ed emotivo di grande impatto.
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La struttura musicale di PESCI POETI è composta di differenti partiture a cui è concesso un tempo predefinito di esecuzione, trascorso il quale si passa alla partitura successiva. Come un foglio che venga voltato.
I suoni di ogni partitura possiedono un loro preciso riferimento spaziale interpretato da una telecamera, stabilito a priori durante la composizione del materiale sonoro nel software dell’installazione. Ogni suono, virtualmente contenuto da ciascuna area viene attivato dal passare dell’ombra dei pesci. Quindi il movimento aleatorio degli animali attiva uno o più suoni della partitura che, eseguiti nella sequenza o contemporaneità stabilita dai pesci, divengono nel loro sviluppo temporale il brano musicale.

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Ennio Bertrand impiega nel suo lavoro immagini e tecnologie digitali.
Le sue opere – fotografie, sculture e composizioni di luci, suoni, video, installazioni interattive – ripropongono minuscoli eventi, isolati dal flusso indistinto di informazioni e immagini che saturano le soglie della percezione, e quindi dilatati come sotto la lente di un microscopio da laboratorio.
Così nascono i Cieli, preziosi velluti trapuntati di piccoli LEDs che si illuminano con ritmi minimali, o i pannelli modulari in vetroresina che mimano le strutture dei circuiti elettronici dei computer ampliando e distorcendo ironicamente le dimensioni e la forma razionale che rigidamente sorregge la funzione.
Le sequenze di fotogrammi televisivi riorganizzate in micro racconti di due, quattro o più immagini, si impongono con la forza di un tempo infinito nonostante provengano da una visione di frazioni di secondi.
Le installazioni sonore sono spazi interattivi in cui ogni movimento, nostro o di altri esseri viventi, viene amplificato e tradotto in suono, parola, immagine cangiante. O ancora, le repliche – per ora inanimate – di personaggi celebri tratti dalla storia dell’arte, sculture ottenute esclusivamente attraverso sistemi computerizzati, senza alcun intervento manuale e virtualmente riproducibili all’infinito.
È membro dell’associazione Ars Tecnica fondata nel 1988 a Parigi Parigi presso “La Cité des sciences et de l’industrie, La Villette” e cofondatore di Arslab, Arte Scienza e Nuovi Media a Torino nel 1996.

“Storyboard” di Andrea Balzola e Riccardo Pesce

14 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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L‘associazione spezzina XLABfactory specializzata nell’organizzazione di eventi artistici multimediali fondata da Andrea Balzola, Anna Monteverdi e Mauro Lupone è lieta di annunciare che è appena stato pubblicato “Storyboard. Arte e tecnica tra lo script e il set” di Andrea Balzola e Riccardo Pesce, edizioni DINO AUDINO -Manuali di SCRIPT.

article_64«Da dove nasce l’esigenza dell’uomo di narrare attraverso le immagini?».
Con questo interrogativo Andrea Balzola e Riccardo Pesce iniziano il percorso di analisi dello storyboard, dalla nascita della narrazione visiva sino alle moderne tecniche multimediali.
Dopo aver raccontato la difficile affermazione della pratica dello storyboard, da sempre considerata arte intermedia tra lo script e il set e ignorata a vantaggio della sceneggiatura e dell’immagine filmica, il manuale affronta il processo di creazione dello storyboard, attraverso la spiegazione delle sue tipologie e funzioni e delle sue tecniche di realizzazione. “Storyboard” dunque insegna a focalizzare in breve tempo e in maniera efficace le idee, a sviluppare soluzioni registiche e a costruire una narrazione visiva e audiovisiva.
Le illustrazioni pratiche e gli schemi di realizzazione proposti dagli autori aiutano anche il lettore meno esperto nel disegno di una striscia per film. I materiali multimediali, consultabili sul sito www.audinoeditore.it, raccolgono immagini fotografiche, tavole tecniche e commenti che supportano iconograficamente questo manuale indispensabile nella libreria di disegnatori, sceneggiatori e registi.

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Christmas Tree D’Artista: La definitiva mostra di Natale

11 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Sponge Living Space, via Mezzanotte 84 – 61045 Pergola (PU)

La definitiva mostra di Natale è una mostra circoscritta nello spazio di un albero sintetico, una collettiva inusuale che raccoglie una moltitudine di linguaggi che seguono tutti la stessa base di partenza: la palla natalizia.

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E’ stato chiesto agli artisti di realizzare una palla decorativa per l’albero di Natale lasciando piena libertà creativa.
Il periodo Natalizio è il momento dell’anno più singolare, le strade diventano più luminose, le case più decorate, il cibo aumenta in dosi eccessive, le vetrine dei negozi vengono riempite di ogni prodotto, ma nel terzo millennio e nei tempi di crisi finanziaria e sanitaria cosa significa tutto questo? La secolarizzazione della società contemporanea non risparmia di certo il Natale, la simbologia cristiana diventa un semplice decoro, l’affanno consumistico aumenta e forse il famoso detto “A Natale si è tutti più buoni” perde di significato. Le iniziative di arte contemporanea legate al natale non si contano più: allora perchè Christmas Tree D’Artista?

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L’albero di Natale è un simbolo sospeso tra sacro e profano, luminoso e decorativo offre un’immagine di ricchezza, diventando talvolta anche un simbolo di potere. Eppure al tempo stesso evoca sogni, festa e gioia, il posto sotto al quale si trovano i doni. L’abete che nella tradizione nordica accoglieva i bambini portati dalla cicogna è posto a rappresentare l’arrivo del bambino Salvatore del Cristianesimo. Ogni artista ha realizzato una decorazione per l’albero, un momento del proprio percorso artistico che va a incontrare il Natale, una festa che nonostante tutte le critiche rivolte al consumismo che gli ruota intorno, resta un momento fondamentale per continuare a sognare e sperare in un mondo migliore”. (Dario Ciferri)

Ogni artista ha dato la sua risposta, ognuno seguendo il proprio linguaggio, le proprie ossessioni, il proprio pensiero. Le opere proposte si interrogano sul Natale e tutti i suoi annessi passando dalla denuncia all’ironia, dalla religione alla provocazione.

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L’evento a cura di Dario Ciferri coinvolge 23 artisti: Laura Baldini, Alberto Barbadoro, Max Bottino, Domenico Buzzetti, Luca Caimmi, Giacomo Carnesecchi, Veronica Chessa, Roberto Cicchinè, Tiziana Contino, Francesco D’Isa, Veronica Dell’Agostino, Francesco Diotallevi, Massimo Festi, Alice Grassi, Alessandro Grimaldi, Erika Latini, Dario Molinaro, Erika Patrignani, Michele Pierpaoli, Giorgio Pignotti, Rita Soccio, Valeria Stipa, Rita Vitali Rosati.

L’inaugurazione di Christmas Tree D’Artista è prevista per il giorno 12 dicembre 2009 alle ore 18.00 negli spazi della home gallery Sponge di Pergola. La mostra sarà visitabile fino al 9 gennaio 2010.

Per informazioni consultare il sito www.spongeartecontemporanea.net

L’Arte al servizio della Ricerca allo stato dell’Arte – L’asta di FiorGen

07 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Non è la prima volta che ciò avviene, quest’anno è la quinta edizione di Arte e Solidarietà, la manifestazione attraverso la quale, grazie alla vendita all’asta di opere d’arte, donate da artisti per la maggior parte toscani, vengono raccolti fondi per FiorGen, una delle più belle realtà toscane nel campo della ricerca medico-scientifica, ricerca mirata alla diagnosi precoce di malattie degenerative.

Dal 28 novembre al 12 dicembre, le duecento opere saranno esposte nei prestigiosi spazi del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, in piazza SS. Annunziata 9B. Il 12 dicembre verrà tenuta l’asta.

Non a caso il Museo Archeologico di Firenze si è prestato come palcoscenico per questa manifestazione, poiché da tempo e con vari esperimenti, la Direttrice del Museo, Giuseppina Carlotta Cianferoni, realizza delle mostre di arte all’interno del Museo, affiancando alla storia dei pezzi custoditi dal museo, le opere di artisti contemporanei, per mostrare, là dove c’è, la continuità del linguaggio dell’arte nel tempo.

Non faccio intenzionalmente i nomi degli artisti presenti nella mostra per non far nessun tipo di gaffe, arte della quale sono professionista, ma rimando al sito di FiorGen, dove è possibile, non solo conoscere i loro nomi, ma anche visionare tutte le duecento opere che verranno messe all’asta.

É importantissimo far sì che la ricerca possa proseguire il suo percorso, se poi ciò avviene grazie all’arte, l’evento acquisisce un alone di maggiore importanza. Visitate il sito di FiorGen, non solo per capire meglio l’opera di questa Fondazione, ma anche per poter visionare le opere ed eventualmente conoscere le modalità per opzionare quella, o quelle, che più vi interessano.

E-Volution

06 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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E-Volution

mostra collettiva di New Media Art

Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano

Dall’11 al 20 dicembre 2009 orario: lunedì-domenica 14.30 – 18.30

INAUGURAZIONE venerdì 11 dicembre ore 18.30 – performance videomusicali

a cura di Cristina Trivellin e Martina Coletti

Opere di

Alessandro Bono+Emiliano Audisio, Tania Bianchi, Beatrice Menniti+Burhan Sabbah Alhilu, Michele Molluso, Lucrezia Tenerelli+Mauro Pace, Paola Tognazzi, Marco Pucci, Simone Rovellini, IOCOSE

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Performance durante l’inaugurazione di

Paola Tognazzi, Patrizia Oliva, aaa | infrason | Offici_naA | Jason Stringer

Milano in Digitale propone E-volution: installazioni interattive, video, performance musicali e artistiche live durante l’inaugurazione, saranno gli ingredienti principali della mostra. L’evento presenterà una selezione di opere di giovani artisti, con un occhio di riguardo alle esperienze di scambio con realtà estere operanti nella stessa direzione; lavori rappresentativi di quanto in atto nel campo della sperimentazione artistica focalizzata sui cambiamenti e le emergenze culturali e sociali più pregnanti del nostro tempo, come l’ecologia e l’attuale status di ibridazione consapevole tra natura e tecnologia.

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Con la mostra E-volution prosegue l’impegno di Milano in digitale e del Comune di Milano : “ Il nostro obiettivo – ha detto l’assessore allo Sport e Tempo libero Alan Rizzi – è rendere la Fabbrica del Vapore sempre più un luogo di sperimentazione e di apertura alle forme d’arte d’avanguardia, diventando punto di riferimento della creatività giovanile. Questa mostra si inserisce pienamente nel nostro percorso contribuendo a dare ai giovani artisti, proprio negli spazi di via Procaccini, l’opportunità di presentare le proprie realizzazioni”

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Anche quest’anno l’evento gode della sponsorizzazione tecnologica di EPSON, che conferma il proprio impegno nel sostegno alla produzione artistica contemporanea: Quest’anno siamo particolarmente felici di essere ancora partner di Milano in Digitale – spiega Massimo Pizzocri, Amministratore delegato di Epson Italia – Le installazioni capaci di dare forma all’invisibile anche grazie ai nostri videoproiettori e l’attenzione verso i temi dell’ambiente, cui Epson pone particolare attenzione da tanti anni, ci rende ancora più vicini ai giovani artisti in mostra.

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Nuovo partner da quest’anno Virtual Valley con la propria WebTV Virtual Meeting live, trasmetterà l’evento  dal proprio sito www.formeeting.it e dal sito www.milanoindigitale.it

Fondazione D’Ars Oscar Signorini onlus, Via Sant’Agnese 3 Milano – 02860290

info@milanoindigitale.it

www.milanoindigitale.it

Biennale Internazionale di Arte Contemporanea a Firenze

05 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Alla Fortezza da Basso dal 5 al 13 dicembre 2009 un evento a carattere internazionale dedicato all’arte contemporanea.


Giunta quest’anno alla settima edizione, la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze presenta circa 650 artisti, provenienti da tutto il mondo (oltre 80 le nazioni rappresentate), nella suggestiva cornice della Fortezza da Basso (dal 5 al 13 dicembre 2009). L’allestimento accoglierà oltre 2500 opere, che vanno dall’arte pittorica alla scultura, dall’arte digitale alle installazioni, selezionate da un comitato scientifico internazionale, che comprende nomi di assoluto prestigio, e che beneficiano della direzione artistica dello stimato storico dell’arte Stefano Francolini, già direttore, tra l’altro, del settore restauro dell’Opificio delle Pietre Dure.

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La Biennale, nata grazie all’impegno e alla perseveranza di Pasquale Celona (presidente) e Piero Celona (direttore generale), fin dal 2001 è partner ufficiale del programma delle Nazioni Unite “Dialogo fra le Civiltà”; un impegno che onora attraverso una serie di appuntamenti che pongono in risalto i sentimenti di fratellanza, pace e solidarietà tra i popoli. Di fatti, il ricco calendario di eventi, che fiancheggia e rende ancora più attraente la Biennale, prevede conferenze, incontri con ospiti d’onore e una rassegna dedicata al cinema giapponese. Grande attesa, in particolare, per l’ambito premio “Lorenzo il Magnifico” (assegnato nelle scorse edizioni a Gilbert & George, Christo e Jeanne-Claude, Richard Anuszkiewicz, David Hockney, Mario Luzi, Alfredo Zalce, Carla Fracci e Ferruccio Soleri), che la giuria internazionale ha deciso di conferire a Marina Abramovic (Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 1997, protagonista di una mostra dedicata ai suoi video) e Shu Yong (che presenterà alcuni dipinti della sua serie “Chinese Myths”). Tra le altre iniziative, una mostra collaterale alla St. James Church incentrata sulle opere di Paul Lorenz, Barbro Eriksson e Danielle Lindsay, e la premiazione di uno tra i 12 giovani artisti selezionati dalle Accademie di Belle Arti del nostro paese tramite un concorso che ha assicurato loro uno spazio gratuito all’interno della Biennale.
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Per chi già la conosce, la Biennale è diventata ormai un appuntamento consolidato e irrinunciabile, che continua a sorprendere di edizione in edizione. Per tutti gli altri, sarà la piacevole scoperta di una kermesse che riporta Firenze al centro di un confronto che coinvolge popoli, culture, identità e passioni: una vera festa dell’arte, che riavvicina mondi distanti in un unico sognante abbraccio, al quale per una volta si uniscono pubblico e artisti, che finalmente possono conoscersi e interagire, nel segno dell’amore per l’arte.

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Biennale Internazionale Arte Contemporanea. Città di Firenze
Dal 5 al 13 dicembre 2009
Fortezza da Basso, viale Strozzi 1
Orario : dalle ore 10.00 alle ore 20.00
Ingresso: intero 10 euro – ridotto 8 euro
Info : Tel. 055 – 3249173 – Fax – 055 – 333540
Ufficio Stampa – Tel. 055-292082
www.florencebiennale.org

CULTURA ITALIANA NEL MONDO – CINA – CONTAMINAZIONI MEDIATICHE DELL’ARTE CONTEMPORANEA IN ITALIA ED IN CINA CON LA “MISE-EN-SCENE” DI “OFFICINA” A PECHINO

05 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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“Un progetto italiano di pratica curatoriale ed “OFFICINA” uno spazio espositivo con sede nella Factory 798 a Pechino: questo l’ambiente nel quale si inserisce “Mise-en-scene” l’iniziativa artistica curata da Monica Piccioni, che  vede in mostra opere di Debora Vrizzi e Wang Qingsong .

Fondata da Rosario Scarpato e Monica Piccioni, offiCina è attiva dal 2002 nella promozione e diffusione dell’arte contemporanea cinese e internazionale, con particolare attenzione, naturalmente, alle giovani promesse.

La mostra su Debora Vrizzi e Wang Qingsong si è aperta il 18 Ottobre e chiude il 20 dicembre.  Le loro opere provocatorie presentano una visione ironica della vita, come se fosse la scena di uno spettacolo teatrale od un filn ed evocano in parte le immagini di un set cinematografico.  Il risultato è una sorta di crocevia tra diversi mezzi di comunicazione, che elaborano tableaux vivants (immagini-animate) sul display in un rapporto altrettanto sofisticato tra immagine, tempo e percezione. In questa mostra, dunque,  non vi è solo un approccio alla fotografia, ma sono evidenti  diverse soluzioni estetiche alla luce di un processo individuale concettuale. E ciascuno degli artisti rivela la capacità di sintetizzare e trarre dalle diverse lingue la creazione di un’iconografia personale.

Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Sichuan, Wang Qingsong è internazionalmente conosciuto per l’elaborazione di scene allegoriche che imitano il consumismo e l’uso motivi popolari delle culture occidentali ed orientali. Commentando i cambiamenti di massa e gli effetti della globalizzazione che stanno accadendo in Cina, le sue fotografie  provocatoriamente ironiche tra finzione e realtà. Parodiando il miracolo cinese, l’artista interpreta il sentimento di quella maggioranza silenziosa che soffre principalmente dagli effetti di una società che è cambiata troppo in fretta. Il messaggio punta  principalmente sul  potere visivo della composizione, una ricchezza infinita di immagini e la sua sensibilità spaziale.

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Nel corso degli ultimi anni, le sue produzioni sono diventate sempre più ambiziose, il campo della composizione si è allargata a coinvolgere più persone, assistenti e tecnici, una serie di luci, trucco e guardaroba e puntelli più sofisticati. In un contesto dove tutto è frettoloso e veloce, Wang Qingsong si impegna in progetti che richiedono tempo e l’interazione. Con la creazione di microcosmi, sembra che l’artista inviti gli spettatori a fermarsi e decodificare le storie nel generale contesto storico. Il tempo, dunque, è importante per tutti. Fare queste opere e la loro visualizzazione ha bisogno di tempo. I suoi ritratti sono racconti animati, storie e persone fissato nella posa fotografica.

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A differenza di Wang Qingsong, Debora Vrizzi è praticamente l’esecutore unico all’interno della scena, e  usa soprattutto se stessa come filtro tra lo spettatore e le nozioni esplorate dal mezzo.
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Laureata a Roma, al Centro Sperimentale di Fotografia, questa giovane artista italiana coniuga la sua attività come arte visiva (performance, video, fotografia) come direttore della fotografia per il cinema. Nel lavoro Vrizzi, fornisce l’impostazione del contesto in cui ha un ruolo camaleontico con una parodia del miti, di  personaggi iconici, fiabe e motivi dell’iconografia del 15 – 16 ° secolo. C’è una dimensione quasi carnevalesca  nel suo lavoro che affascina in quanto prende in giro gli stereotipi, attraverso quesiti del gioco sull’identità sociale sovverte le immagini generalmente accettate.

Nel suo progetto-Un-Happy Ending-(2007),  interpreta attraverso foto e video al momento della morte (spesso violenta) di otto personaggi femminili storici: Lady Diana (1997), Francesca Woodman (1981), Madre Teresa (1997), Marie Antoinette (1793), Marilyn Monroe (1962), Mata Hari (1917), Nico (1988), Sissi (1898). Vrizzi le rappresenta in modo teatrale e pittorica, con cura prestando attenzione ai costumi e luci. Poi regola sulla scena alcuni elementi che decodifica attraverso la psicologia del personaggio storico.  L’abito di Maria Antonietta copre lo sfondo, come una coda di pavone. La benda sugli occhi mostra l’impossibilità di vedere i fatti reali. Marilyn è sdraiata su un letto singolo rappresenta una visione intima della donna e della sua  disperazione.
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Questi ritratti sono rappresentati nel momento del passaggio dalla vita alla morte, che coincide con la trasformazione dei personaggi in icone pop. Affascinata dalle ambiguità e dalle notizie favolistiche  su questi personaggi storici, l’artista  le dipinge come principesse per le quali l’immortalità passa attraverso le circostanze sfortunate della loro morte. Il momento fatale coincide con la nascita di un mito.
La narrazione avviene in un momento di sospensione tra un eterno-before ‘e-after’  e uno stato inquietante al confine tra morte, sogno e sonno rafforzata dal senso della luce, il voice over, le pose e l’esplorazione lenta dalla fotocamera. La sospensione e la dimensione ambigua si estende a livello formale con il lavoro di sviluppo sul confine tra il cinema / video / fotografia.

Le fotografie del progetto non sono fotogrammi estratti dal video, ma (una scelta coerente per la sua ricerca) foto scattate da diverse angolazioni. Riferendosi al brano video, Bruno Di Marino sostiene che gli otto ritratti-da un lato sono ritratti fotografici, in  posa i soggetti, d’altra parte  appartengono al regno delle immagini in movimento e sono  sul confine tra pittorica, fotografica e rappresentanza cinematografica.
Vrizzi sembra coincidere con il punctum temporis citato da Gombrich, che è il momento più significativo di un evento che l’artista sceglie di rappresentare sulla tela così come il punctum citato da Barthes nel suo saggio “La camera chiara:-plus – valore ‘dato dallo spettatore di fronte a una fotografia.

Diverso da quello che succede con la visione del film, chi guarda l’immagine fotografica pensa di avere abbastanza tempo per intervenire e di integrarsi con il loro sguardo, per isolare un dettaglio, aggiungendo alla fine un surplus-‘, una cosa però che è sempre stato dentro l’immagine …

Attraverso questo tipo di strutture tridimensionali in movimento, Vrizzi ci permette di riflettere in tempo reale. Essa ci dà tutto il tempo che ci serve, esattamente come quando eravamo di fronte a una fotografia.

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27 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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LE SETTE PORTE

Giovani creativi milanesi

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XIV Edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo

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Inaugurazione mercoledì 25 novembre – alle 18.00

Apertura al pubblico dal 26 novembre al 3 dicembre 2009 – dalle 15,00 alle 19,00

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Via Procaccini, 4 – Milano

Il Comune di Milano Assessorato allo Sport e Tempo libero e IED Arti Visive, da mercoledì 25 novembre, presentano la mostra interdisciplinare LE SETTE PORTE. Giovani creativi milanesi alla XIV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, a cura di Rossella Bertolazzi, Direttrice di IED Arti Visive.

Negli spazi della Fabbrica del Vapore, saranno esposti i lavori dei giovani artisti milanesi che hanno partecipato alla XIV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (3 – 12 settembre 2009), di cui il Comune di Milano è Ente promotore.

Elisabetta Alazraki, Antonella Aprile e i gruppi Effetto Larsen, Materiali Scenici, Proietti&Zarzani, Xtend3dLab erano a Skopje fra i 708 giovani artisti esordienti provenienti da 39 Paesi europei presenti a questo importante appuntamento con la creatività del Mediterraneo.

Esattamente come la Biennale di Skopje da cui prende il titolo, ispirato alle 7 porte della capitale macedone, l’esposizione ha un’impronta decisamente multidisciplinare: videoinstallazioni, progetti interattivi, teatro, fotografia e pittura si snoderanno negli spazi di Via Procaccini 4 a Milano.

Il 25 novembre dopo l’opening alle ore 18.00 si prosegue alle ore 21.00 con lo spettacolo teatrale Aggregazione di Effetto Larsen (gruppo composto da Matteo Lanfranchi, Elisa Bottiglieri, Renato Avallone, Marco Ripoldi, Paolo Altavilla, Beatrice Cevolani, Laura Triscritti, Luna Paese e Roberto Rettura) ospitato negli spazi di Macchinazioni Teatrali, in via Luigi Nono 7.

Materiali Scenici ovvero: Francesca Perego, Gian Battista Pigola, Isnaba Joana Dupret Barreto Miranda, Andrea Veronelli e Stefano Moretti, sono presenti con “l’istant movie” Transit realizzato quasi in diretta con persone di Skopje, il video indaga le modalità di socializzazione attraverso le nuove tecnologie digitali portatili.

Per la sezione Arti Visive verranno esposti i pannelli pittorici di Antonella Aprile e le fotografie di Elisabetta Alazraki.

Le Arti Applicate sono rappresentate da Portalcity racconto per immagini su pannelli delle metamorfosi urbane di Proietti&Zarzani: Nico Zarzani, Alessia Zarzani e Tiziana Proietti, e dall’installazione interattiva Hyperwish di Xtend3dLab: Mariangela Zarriello, Ambhika Samsen, Nima Hajihossseini, Silvia Riva, Fabio Pelagalli, Machiel Veltkamp, Giulia Martinucci e Cuneyt Ozseker.

Il pubblico potrà inoltre vedere la registrazione di Aggregazione fatta a Skopje.

Ad arricchire la kermesse l’incontro di mercoledì 2 dicembre (ore 17.30) un “call for entries”, una chiamata fatta a tutti i giovani artisti lombardi che vorranno partecipare alla XIV Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, e che vorrebbero comprendere i meccanismi di partecipazione. Durante la serata Gruppo Materiali Scenici racconterà, attraverso l’esperienza dell’instant movie Transit le nuove frontiere dell’uso leggero delle nuove tecnologie digitali.

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Informazioni:

mostra collettiva:

LE SETTE PORTE. Giovani creativi milanesi alla XIV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.

Dove: Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4, Milano

opening: mercoledì 25 novembre alle ore 18.00,

spettacolo teatrale ingresso libero: Aggregazione di Effetto Larsen ore 21.00 presso Macchinazioni Teatrali, in via Luigi Nono 7

Durata della mostra: dal 26 novembre al 3 dicembre 2009 || Orari: Tutti i giorni dalle 15.00 alle 19.00

Informazioni: www.comune.milano.it/giovaniwww.fabbricadelvapore.org – Tel: +39 02.88464106

Incontro: mercoledì 2 dicembre ore 17.30

Ufficio Stampa: NewRelease | Elena Bari – press@newrelease.it+39 02.47956722, + 39 328.9781241

Approfondimenti

Antonella Aprile

Sezione Arti Visive

Il risveglio porta con sé la possibilità di ambire al cambiamento, a un mutamento delle nostre percezioni come dallo stato di sonno a quello di veglia, e da quello di veglia a uno stato ancora più alto, quello di super-veglia. Uno stato di coscienza superiore che ci porta non solo a una mutazione mentale ma anche fisica. Tali mutazioni sono espresse attraverso un gesto pittorico, istintivo, urgente, come un atto liberatorio che attraversa le viscere per giungere all’impossessarsi del pensiero e farsi corpo tramite una ripetizione ossessiva e seriale del segno, della macchia, dello spruzzo di colore e della colatura.

Elisabetta Alazraki

Sezione Arti Visive

Mi interessa l’idea di ordine spontaneo, il modo in cui si generano gli equilibri tra le forze, sia in natura che nella società. Per il progetto Riverintoriverintoriver ho mescolato le acque di otto fiumi europei: Vistola, Reno, Po, Senna, Tamigi, Elba, Danubio e Vardar. Ho iniziato raccogliendo una tanica d’acqua dalla Vistola che poi ho versato nel Reno, dal quale ho prelevato un’altra tanica da versare nel Po, e così via in modo che alla fine ogni fiume contenesse l’acqua degli altri.

Effetto Larsen

Sezione Spettacolo

Effetto Larsen nasce nel 2007 a Milano ad opera di Matteo Lanfranchi per promuovere progetti di ricerca sui linguaggi performativi. Il nostro principio guida è la semplicità che scaturisce dal corpo. Si tratta di indagare gli elementi base, originari, sottili. Aggregazione è un progetto sulle relazioni umane, analizzate attraverso i loro meccanismi. Al centro del progetto si trovano le relazioni, il rapporto individuo/ambiente, le azioni attraverso le quali costruiamo la nostra realtà.

Materiali Scenici

Sezione immagini in movimento

Transit-trailer di un possibile film.

Transit è il risultato di un processo di riprese di azioni performative nei luoghi pubblici, di azioni di interazione e incontro con le persone, azioni che aprono dal punto di vista pratico e simbolico un discorso sul tema della frontiera.

Il documento video è il risultato di più ambiti di esperienza: la partecipazione alla Biennale, l’incontro con la città Skopje, il lavoro di video arte sulla frontiera.

“Quanto è reale una ______?”. La parola mancante è frontiera.

Proietti&Zarzani

Arti Applicate

Portal City è una città pensata mediante un’applicazione di una serie di simbologie ordinate in sette fasce differenti .

Ognuna di queste è una tematica in grado di accogliere al suo interno il sistema percettivo, emozionale e relazionale dell’uomo nei confronti dello spazio.

Le tematiche sono sette: il reale, il tatto, l’olfatto, la vista, il gusto, l’udito e l’irreale; ogni tema si propone di intercettare quell’intrinseca relazione che lega ogni percezione al complesso mondo dell’architettura.

CS_HW@FabricaDelVapore