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Osservatorio di Cultura Digitale
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Piemonte Share 2010

13 Ottobre, 2010 By: admin2 Category: Articoli

 

piemonteshare2010

Clicca sull’immagine per prendere visione del programma

Commiato per Lorenzo Pizzanelli

30 Settembre, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

lorenzo_mymedia

Ciao Lorenzo, noi della Redazione di My MEDIA abbiamo goduto della tua presenza e della tua preziosa quanto incisiva collaborazione per quasi 15 anni.
Abbiamo sempre pensato a quel legame che ci univa personalmente, molto prima che professionalmente, come ad una cosa che avrebbe mai visto la fine.
Addolorati per il tuo gesto ti salutiamo con grande commozione. Pensavamo di esserti stati abbastanza vicini, ma oggi ci viene un po’ da pensare di essere stati per te una “maglietta troppo stretta”.
Rimani nei nostri pensieri e nei nostri cuori.

 

CASTELLI DI RABBIA
Lorenzo, ho avuto molti amici nel corso della mia vita che hanno saputo farmi sognare ad occhi aperti; ma tu sei stato l’unico che saputo regalarmi per il mio recente compleanno la chiave di un “castello in aria”.

 

lorenzo_chiave

Ho subito pensato che avrei dovuto invitarti quanto prima al N. 1 della Via Lattea.
Oggi la chiave è ancora …appesa all’entrata della cucina di casa mia, proprio nel posto dove l’hai trovata le ultime volte.
Nello spazio modesto della mia casetta con giardino sei sempre stato un ospite quanto mai gradito, ho adorato il nostro comune modo burlesco di affrontare la serietà delle situazioni pubbliche in qualità di relatori di un impossibile ponderato (che ha sempre entusiasmato e soddisfatto le platee); ma non riesco a tollerare la prospettiva di non poterti più annoverare tra gli ospiti del mio invidiatissimo spazio siderale.
Come te non ho mai creduto con fermezza e convinzione in un al di là, ma semmai ti dovesse servire torna pure a prendere la chiave (sai dov’è); per me oggi rappresenta un sogno infranto.

[Da Firenze alla Via Lattea] – Fabrizio Pecori

Orchestra Meccanica Marinetti a Peccioli

12 Luglio, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

20 luglio ore 21,30
Presso l’Anfiteatro Fonte Mazzola di Peccioli, in Provincia di Pisa
nell’ambito della rassegna “11 Lune a Peccioli

Orchestra Meccanica Marinetti

di e con Angelo Comino

Ingresso gratuito.

as soon as possible….

15 Giugno, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

strozzinaok

La mostra (14 maggio – 18 luglio 2010) che viene presentata alla Galleria Strozzina all’interno di Palazzo Strozzi a Firenze affronta la tematica del tempo all’interno della cosiddetta “high speed society”, il modello di vita caratterizzato dalla rapidità di comunicazione e produzione dettata dalle possibilità delle nuove tecnologie, attraverso il lavoro di 10 artisti internazionali.

Informazioni

Teatri digitali e dintorni a Torino

21 Aprile, 2010 By: admin2 Category: Articoli

 

motor

Di Motor

La scena torinese del teatro e delle performance si sta muovendo attivamente lungo diverse linee di sperimentazione e di ricerca , creando ibridi spettacolari attraverso i linguaggi delle nuove tecnologie: vorrei segnalarvi alcune di queste produzioni.

Un esempio sono i reading multimediali della serie Anticorpi (O’ZooNôMassimo GiovaraMotor) giunti già al terzo anno, dedicati ad autori americani che hanno rappresentato in qualche modo, appunto, degli anticorpi nell’America contemporanea (Burroughs, Kerouac, Philip Dick, Vonnegut, Coupland …).

La formula è relativamente semplice: affiancare alla lettura musiche dal vivo, proiezioni , macchine interattive.

 Ogni episodio ha visto alternarsi ospiti diversi, (tra cui Bruce Sterling, che ha finto di essere in videoconferenza dal Brasile e poi è entrato in sala!).

 In alcuni casi, delle proiezioni accompagnavano gli attori, in altri, come in THX,ispirato all’opera di Philip Dick, la presenza della tecnologia in scena, attraverso riprese video in tempo reale, dialoghi controllati da computer, diorami , video wall e pupazzi elettrici ha avuto un ruolo decisivo e di dialogo con gli attori.

Sempre a cura di O’ZooNô il progetto Prozess, con Massimo Giovara e SimonaNasi in scena, una rivisitazione del processo di Kafka in una chiave linguistica decisamente televisiva , che è stato accolto da un sold out nella sala della Cavallerizza. Lo spettacolo ha visto la collaborazione di A.Amaducci e Motor.

E ancora voglio ricordare lo spettacolo  Glenngarry Glen Ross, da David Mamet per la regia di Michele Di Mauro (con Pasquale Buonarota, Benedetta Francardo, Gianluca Gambino, Massimo Giovara, Riccardo Lombardo, Mariano Pirrello, Sandro Pisci) con la messinscena di O’ZooNô, uno spettacolo forse più tradizionale, ma supportato da una regia video con riprese a infrarossi sugli attori e da grandi proiezioni grazie alla drammaturgia di Massimo Giovara.

L’Orchestra Meccanica Marinetti , di cui abbiamo già parlato sulle pagine di MyMedia procede nel suo sviluppo, apparendo in luoghi non troppo convenzionali come il MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI durante il FESTIVAL SHARE di quest’anno, al Virtual Reality Multimedia Park o spingendosi fino alla lontana Fiera di Robotica di Norimberga.

Un altro progetto molto interessante, con una storia già consolidata, è OFFICINE SINTETICHE, concepito e guidato da Tatiana Mazali (Politecnico di Torino), Antonio Pizzo (Dams Torino), Vanessa Vozzo (Servi di Scena opus rt/Malafestival) nell’ambito delle arti performative e della interattività digitale e che si è avvalso della collaborazione di Marcel. lì Antunez Roca e di Konic Thtr, entrambi nomi di prestigio e respiro internazionale. OFFICINE SINTETICHE presenta in queste pagine Crossroads, in co-produzione con motiroti e Compagnia Nad Crossoroads utilizza il corpo, il rituale e i nuovi media per raccontare una mutazione culturale  Le storie individuali migrano e si trasformano continuamente: il mito indiano delle Devadasi si confronta con la tratta delle prostitute ai confini europei, mentre un intero universo di lavoratori del sesso naviga nel mondo senza confini del world wide web.

Crossroads è diretta da due artisti d’eccellenza: il londinese/pakistano Ali Zaidi fondatore di motiroti (UK) e Antonella Usai fondatrice della Compagnia NAD.

Il progetto è affrontato sviluppando il rapporto tra drammaturgia e scena aumentata/sensibile/ interattiva mediante l’utilizzo dei linguaggi digitali.

Al suo interno collaborano professionisti, artisti, ricercatori e studenti. In alcuni casi, come per OFFICINE SINTETICHE o l’Orchestra Meccanica Marinetti -( produzione Share) la ricerca avviene attraverso progetti con partner importanti come l’Università, il Politecnico di Torino, il Virtual Reality Multimedia Park e le industrie del territorio, in altri la sperimentazione assume toni più underground.

Quasi sempre inoltre questi eventi sono stati anche momenti didattici, coinvolgendo in modo significativo studenti o stagisti, in particolare per OMM, per OFFICINE SINTETICHE, ma anche per PROZESS (O’ZooNô), dove il coro era formato da stagisti guidati da Paola Chiama.

Questi progetti, pur nella loro decisa individualità, hanno però molti tratti comuni, innovativi secondo me, sia nel rapporto con i linguaggi e le tecnologie, sia nelle logiche di produzione e distribuzione: sono da tenere d’occhio!

La Fortezza delle Emozioni

17 Marzo, 2010 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Si inaugura il 1° Maggio a Forte Belvedere Gschwent sull’altopiano di Folgaria “La Fortezza della Emozioni  ambienti sensibili multimediali per architetture di guerra in tempo di pace” realizzate da Studio Azzurro.

Tra le installazioni figurano:

Plastico Animato – la presenza del pubblico o un semplice gesto della mano attivano la proiezione di una serie di informazioni dinamiche, immagini e indicazioni, complete di commento sonoro, che permettono di comprendere meglio il mondo della fortezza.

Le Sentinelle – rappresentano le silhouette in controluce di militari intenti a varie attività.

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Gli Obici di Luce – rievoca invece il telegrafo ottico collegato durante la grande guerra con la stazione situata sulla sommità del Monte Rust, nei pressi del Lago di Lavarone, ed è composto da un “tavolo delle comunicazioni”, sul quale viene proiettato un segno di luce seguito da immagini animate.

Diari dei Nidi delle Mitragliatrici installazione grazie alla quale il visitatore vede in controluce dei lampi che simulano le fiammate della canna della mitragliatrice e sente il suono secco di una raffica, vivendo quindi un’esperienza molto intensa che ricorda quella vissuta da tanti soldati durante la Prima Guerra Mondiale.

angeloalpini

L’Angelo degli alpini – installazione sonora: in un’unica esperienza percettiva si uniscono qui la bellezza naturale del paesaggio e quella poetica di testi dal grande valore storico e letterario.

Per le immagini copyright e gentile congestione di Studio Azzurro e Fototeca

Pesci Poeti di Ennio Bertrand

18 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Progetto arte ARS-KA

a cura di Donato Prosdocimo presenta

PESCI POETI

di Ennio Bertrand

musiche Alessandro De Caro

editing Angela Mongelli

pesci rossi

Installazione interattiva per pesci rossi musicisti

Inaugurazione: 11 dicembre 2009 ore 18:00

Corso Regina Margherita, 47 – 10124 Torino

Orari d’apertura dal 12 al 20 dicembre: dalle 17 alle 20

Per informazioni: 347 8138210

www.comitatoquartierevanchiglia.net


PESCI POETI è il risultato della complessa e felice evoluzione dell’opera interattiva Lux sonet in tenebris del 1992.
Nella versione attuale saranno dei pesci rossi a interagire con una sorgente luminosa che, interrotta dal loro movimento all’interno dell’acquario, genererà suoni in un continuum estraniante e poetico.
I Cieli di velluto appartengono al periodo della sperimentazione con i LED iniziato alla fine degli anni ’80. Su teli di velluto blu, che rimandano immediatamente alla percezione della volta celeste, sono inseriti centinaia di LED che, comandati da transistor, si illuminano e pulsano creando un effetto visivo ed emotivo di grande impatto.
pescirossi2
La struttura musicale di PESCI POETI è composta di differenti partiture a cui è concesso un tempo predefinito di esecuzione, trascorso il quale si passa alla partitura successiva. Come un foglio che venga voltato.
I suoni di ogni partitura possiedono un loro preciso riferimento spaziale interpretato da una telecamera, stabilito a priori durante la composizione del materiale sonoro nel software dell’installazione. Ogni suono, virtualmente contenuto da ciascuna area viene attivato dal passare dell’ombra dei pesci. Quindi il movimento aleatorio degli animali attiva uno o più suoni della partitura che, eseguiti nella sequenza o contemporaneità stabilita dai pesci, divengono nel loro sviluppo temporale il brano musicale.

pescirossi3

Ennio Bertrand impiega nel suo lavoro immagini e tecnologie digitali.
Le sue opere – fotografie, sculture e composizioni di luci, suoni, video, installazioni interattive – ripropongono minuscoli eventi, isolati dal flusso indistinto di informazioni e immagini che saturano le soglie della percezione, e quindi dilatati come sotto la lente di un microscopio da laboratorio.
Così nascono i Cieli, preziosi velluti trapuntati di piccoli LEDs che si illuminano con ritmi minimali, o i pannelli modulari in vetroresina che mimano le strutture dei circuiti elettronici dei computer ampliando e distorcendo ironicamente le dimensioni e la forma razionale che rigidamente sorregge la funzione.
Le sequenze di fotogrammi televisivi riorganizzate in micro racconti di due, quattro o più immagini, si impongono con la forza di un tempo infinito nonostante provengano da una visione di frazioni di secondi.
Le installazioni sonore sono spazi interattivi in cui ogni movimento, nostro o di altri esseri viventi, viene amplificato e tradotto in suono, parola, immagine cangiante. O ancora, le repliche – per ora inanimate – di personaggi celebri tratti dalla storia dell’arte, sculture ottenute esclusivamente attraverso sistemi computerizzati, senza alcun intervento manuale e virtualmente riproducibili all’infinito.
È membro dell’associazione Ars Tecnica fondata nel 1988 a Parigi Parigi presso “La Cité des sciences et de l’industrie, La Villette” e cofondatore di Arslab, Arte Scienza e Nuovi Media a Torino nel 1996.

Legami a Futuro Remoto 2009

02 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni, Stramboware

LEGAMI, progettata e realizzata per Futuro Remoto 2009 (..e creò il Robot a sua immagine e somiglianza, Città della Scienza, 19 Novembre 2009, Napoli), è un’installazione di Robotica d’Arte che si presenta come un’opera semplice ed ironica ma, al contempo, intrisa di significati ed invocante una riflessione adeguata sui rapporti tra essere umano, tecnologia e natura.

A partire dall’utilizzo dell’opera d’arte ‘Fatherboard, the Superavatar’ viene inscenato un robot-ciclista impegnato in un’azione ecologista estrema e paradossale: sostenere la sopravvivenza di una piantina attraverso un’attrezzatura molto sofisticata.
L’installazione si presenta con un automa in bicicletta (il tutto in dimensioni reali) che al passaggio dei visitatori si mette in azione pedalando all’indietro. Una scelta che è sicuramente da interpretare ma che già suona come una presa di distanza da toni eccessivamente tecno-trionfalistici, fatto tra l’altro testimoniato dall’utilizzo, in buona parte, di materiale di riciclo. In sintesi, ovunque all’interno dell’opera è espresso un richiamo ad un approccio alla tecnologia e allo sviluppo tecnologico eco-sostenibili. Del resto la presenza stessa della bicicletta è simbolo di una richiesta del cambio nello stile di vita che superi concezioni “Futuriste” e che si esprima attraverso una mobilità sostenibile. E, probabilmente, non a caso, sullo scarpone dell’automa campeggia la targa ‘NO OIL‘, simbolo di riferimento per movimenti in tal senso attivisti quali Critical Mass.

Tuttavia il centro gravitazionale dell’opera è e resta una piantina (di Zamia), posta sia al centro della sala espositiva – e di conseguenza dell’attenzione – sia al centro dello sforzo tecnologico realizzato. C’è un volersi pronunciare a favore dell’ecosistemicità. Difatti, troppe volte e soprattutto in ambito tecnologico avanzato osserviamo un atteggiamento contraddittorio in cui, magari, esiste un richiamo all’ecologia ma poi trionfa il “più è tecnologicamente avanzato e più è interessante”. Ciò, purtroppo, è vero sia in ambito artistico che in campo scientifico. Viceversa, quest’opera sembra reclamare che andrebbe preso seriamente in considerazione l’indice di eco-sostenibilità della ricerca in qualsiasi dominio.

Esteticamente l’installazione in un qualche modo strizza l’occhio a Duchamp e s’accosta a movimenti quali il Cyberpunk e la Kinetic Art mentre, cinematograficamente, richiama memorabili cartoni animati quali Wall-e e Belleville Rendez-vous (Appuntamento a Bellville). Ma oltre a ciò si confronta direttamente e sorprendentemente con 2001: A space odyssey (2001: Odissea nello spazio), di Stanley Kubrik, reinterpretando la figura del “Totem” visto non più un artefatto ma come la stessa natura.

HYPERWISH@FABBRICA DEL VAPORE

27 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni

CS_HW@FabricaDelVapore2

LE SETTE PORTE

Giovani creativi milanesi

alla

XIV Edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo

Skopje 2009

invitoFdV

Inaugurazione mercoledì 25 novembre – alle 18.00

Apertura al pubblico dal 26 novembre al 3 dicembre 2009 – dalle 15,00 alle 19,00

Immagine

Via Procaccini, 4 – Milano

Il Comune di Milano Assessorato allo Sport e Tempo libero e IED Arti Visive, da mercoledì 25 novembre, presentano la mostra interdisciplinare LE SETTE PORTE. Giovani creativi milanesi alla XIV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, a cura di Rossella Bertolazzi, Direttrice di IED Arti Visive.

Negli spazi della Fabbrica del Vapore, saranno esposti i lavori dei giovani artisti milanesi che hanno partecipato alla XIV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (3 – 12 settembre 2009), di cui il Comune di Milano è Ente promotore.

Elisabetta Alazraki, Antonella Aprile e i gruppi Effetto Larsen, Materiali Scenici, Proietti&Zarzani, Xtend3dLab erano a Skopje fra i 708 giovani artisti esordienti provenienti da 39 Paesi europei presenti a questo importante appuntamento con la creatività del Mediterraneo.

Esattamente come la Biennale di Skopje da cui prende il titolo, ispirato alle 7 porte della capitale macedone, l’esposizione ha un’impronta decisamente multidisciplinare: videoinstallazioni, progetti interattivi, teatro, fotografia e pittura si snoderanno negli spazi di Via Procaccini 4 a Milano.

Il 25 novembre dopo l’opening alle ore 18.00 si prosegue alle ore 21.00 con lo spettacolo teatrale Aggregazione di Effetto Larsen (gruppo composto da Matteo Lanfranchi, Elisa Bottiglieri, Renato Avallone, Marco Ripoldi, Paolo Altavilla, Beatrice Cevolani, Laura Triscritti, Luna Paese e Roberto Rettura) ospitato negli spazi di Macchinazioni Teatrali, in via Luigi Nono 7.

Materiali Scenici ovvero: Francesca Perego, Gian Battista Pigola, Isnaba Joana Dupret Barreto Miranda, Andrea Veronelli e Stefano Moretti, sono presenti con “l’istant movie” Transit realizzato quasi in diretta con persone di Skopje, il video indaga le modalità di socializzazione attraverso le nuove tecnologie digitali portatili.

Per la sezione Arti Visive verranno esposti i pannelli pittorici di Antonella Aprile e le fotografie di Elisabetta Alazraki.

Le Arti Applicate sono rappresentate da Portalcity racconto per immagini su pannelli delle metamorfosi urbane di Proietti&Zarzani: Nico Zarzani, Alessia Zarzani e Tiziana Proietti, e dall’installazione interattiva Hyperwish di Xtend3dLab: Mariangela Zarriello, Ambhika Samsen, Nima Hajihossseini, Silvia Riva, Fabio Pelagalli, Machiel Veltkamp, Giulia Martinucci e Cuneyt Ozseker.

Il pubblico potrà inoltre vedere la registrazione di Aggregazione fatta a Skopje.

Ad arricchire la kermesse l’incontro di mercoledì 2 dicembre (ore 17.30) un “call for entries”, una chiamata fatta a tutti i giovani artisti lombardi che vorranno partecipare alla XIV Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, e che vorrebbero comprendere i meccanismi di partecipazione. Durante la serata Gruppo Materiali Scenici racconterà, attraverso l’esperienza dell’instant movie Transit le nuove frontiere dell’uso leggero delle nuove tecnologie digitali.

CS_HW@FabricaDelVapore4

Informazioni:

mostra collettiva:

LE SETTE PORTE. Giovani creativi milanesi alla XIV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.

Dove: Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4, Milano

opening: mercoledì 25 novembre alle ore 18.00,

spettacolo teatrale ingresso libero: Aggregazione di Effetto Larsen ore 21.00 presso Macchinazioni Teatrali, in via Luigi Nono 7

Durata della mostra: dal 26 novembre al 3 dicembre 2009 || Orari: Tutti i giorni dalle 15.00 alle 19.00

Informazioni: www.comune.milano.it/giovaniwww.fabbricadelvapore.org – Tel: +39 02.88464106

Incontro: mercoledì 2 dicembre ore 17.30

Ufficio Stampa: NewRelease | Elena Bari – press@newrelease.it+39 02.47956722, + 39 328.9781241

Approfondimenti

Antonella Aprile

Sezione Arti Visive

Il risveglio porta con sé la possibilità di ambire al cambiamento, a un mutamento delle nostre percezioni come dallo stato di sonno a quello di veglia, e da quello di veglia a uno stato ancora più alto, quello di super-veglia. Uno stato di coscienza superiore che ci porta non solo a una mutazione mentale ma anche fisica. Tali mutazioni sono espresse attraverso un gesto pittorico, istintivo, urgente, come un atto liberatorio che attraversa le viscere per giungere all’impossessarsi del pensiero e farsi corpo tramite una ripetizione ossessiva e seriale del segno, della macchia, dello spruzzo di colore e della colatura.

Elisabetta Alazraki

Sezione Arti Visive

Mi interessa l’idea di ordine spontaneo, il modo in cui si generano gli equilibri tra le forze, sia in natura che nella società. Per il progetto Riverintoriverintoriver ho mescolato le acque di otto fiumi europei: Vistola, Reno, Po, Senna, Tamigi, Elba, Danubio e Vardar. Ho iniziato raccogliendo una tanica d’acqua dalla Vistola che poi ho versato nel Reno, dal quale ho prelevato un’altra tanica da versare nel Po, e così via in modo che alla fine ogni fiume contenesse l’acqua degli altri.

Effetto Larsen

Sezione Spettacolo

Effetto Larsen nasce nel 2007 a Milano ad opera di Matteo Lanfranchi per promuovere progetti di ricerca sui linguaggi performativi. Il nostro principio guida è la semplicità che scaturisce dal corpo. Si tratta di indagare gli elementi base, originari, sottili. Aggregazione è un progetto sulle relazioni umane, analizzate attraverso i loro meccanismi. Al centro del progetto si trovano le relazioni, il rapporto individuo/ambiente, le azioni attraverso le quali costruiamo la nostra realtà.

Materiali Scenici

Sezione immagini in movimento

Transit-trailer di un possibile film.

Transit è il risultato di un processo di riprese di azioni performative nei luoghi pubblici, di azioni di interazione e incontro con le persone, azioni che aprono dal punto di vista pratico e simbolico un discorso sul tema della frontiera.

Il documento video è il risultato di più ambiti di esperienza: la partecipazione alla Biennale, l’incontro con la città Skopje, il lavoro di video arte sulla frontiera.

“Quanto è reale una ______?”. La parola mancante è frontiera.

Proietti&Zarzani

Arti Applicate

Portal City è una città pensata mediante un’applicazione di una serie di simbologie ordinate in sette fasce differenti .

Ognuna di queste è una tematica in grado di accogliere al suo interno il sistema percettivo, emozionale e relazionale dell’uomo nei confronti dello spazio.

Le tematiche sono sette: il reale, il tatto, l’olfatto, la vista, il gusto, l’udito e l’irreale; ogni tema si propone di intercettare quell’intrinseca relazione che lega ogni percezione al complesso mondo dell’architettura.

CS_HW@FabricaDelVapore

ACTION SHARING – ORCHESTRA MECCANICA MARINETTI

24 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

motor

Di Fabrizio Pecori

Intervista a Simona Lodi e a Angelo Comino aka Motor

Fabrizio Pecori: Un artista, un ricercatore, un imprenditore, un economista: cosa hanno in comune, cosa condividono o possono condividere?

Simona Lodi: A prima vista sembrano mondi separati, ma in realtà hanno molto da comunicarsi.

Se osserviamo con cura il substrato sociale contemporaneo in cui tutti questi attori operano i punti in comune sono numerosi. La divisione tra arte e tecnologia è più un pregiudizio culturale che reale e sempre più difficile da sostenere. Il teatro, il cinema, la fotografia, la musica, ma anche la scrittura stessa hanno sempre instaurato un dialogo aperto con la tecnologia.

In fondo, per fare un esempio tra mille, cosa sarebbe stato della letteratura senza la tecnologia del libro? Vero è che la specializzazione degli studi artisti o scientifici ha creato spesso delle isole distanti tra loro, tra cui vorremmo gettare dei ponti.

Partendo da queste osservazioni è nata l’idea di Chiara Garibaldi e mia di creare una piattaforma di condivisione, ricerca e produzione tra arte, ricerca tecnico-scientifica e imprese, ovvero far nascere Action Sharing.

Action Sharing vuole proporre una nuova visione del rapporto tra arte, aziende altamente innovative e laboratori di ricerca sul territorio tra cultura umanista e tecnologia.

Ciò implica una visione nuova dell’arte anche come motore dell’innovazione e una nuova idea di mecenatismo.

I new media e il digitale, l’elettronica avanzata e Internet hanno modificato la creatività e le arti. Abbiamo ritenuto necessario, oltre che molto affascinante, esplorare questi territori.

Da questa necessità è nato Share Festival, un festival di arti e culture digitali, con l’intento di dare espressione a una scena emergente e di promuovere le suggestioni che le nuove tecnologie hanno portato alla riflessione artistica.

Dai momenti di approfondimento è nata l’esigenza di produrre e di far crescere sul territorio competenze e professionalità.

F.P.: Gli artisti multimediali arrivano a concepire e realizzare le proprie opere percorrendo strade inusuali. Questo percorso può essere di stimolo all’innovazione tecnologica?

S.L.: Lavorando con gli artisti digitali, abituati a operare in un ambiente altamente tecnologico, è emerso un nuovo interesse: quello della metodologia di ricerca. Io e Chiara ci siamo accorte che il percorso di ricerca degli artisti multimediali, per arrivare a realizzare le loro opere, è molto diverso, anche sovversivo, rispetto ai metodi tradizionali della ricerca accademica e industriale, ma è anche ricco di interessanti sviluppi legati all’innovazione tecnologica.

Allo stesso tempo molti artisti digitali non rifiutano affatto lo studio della tecnologia, ma spesso invece ne sono padroni, attraverso l’hacking o il reverse engineering.

Molti di loro non solo usano la tecnologia esistente, ma spesso creano quella a loro necessaria.

Tutto questo è ancora più significativo perché collocato in una città come Torino, una città che in questi anni ha cambiato volto, crescendo in modo parallelo ma altrettanto esplosivo su due fronti: quello dell’arte contemporanea e quello dell’industria ICT.

F.P.: Cosa è allora Action Sharing?

Per questo motivo, Piemonte Share ha scelto di lanciare il progetto Action Sharing: una piattaforma che ha lo scopo di favorire la ricerca sincretica. Non più il contrapporsi del campo scientifico tecnologico con quello umanistico, ma una loro collaborazione, allo scopo di trovare soluzioni pratiche e specifiche utilizzando assieme al metodo scientifico il metodo di ricerca dell’arte.

F.P.: Ciò implica la scoperta di nuovi luoghi dell’arte?

S.L.: Certamente. Gli artisti normalmente sono sui palchi, nei musei o nelle gallerie d’arte. Piemonte Share li pone nei centri di ricerca delle aziende e dell’università fianco a fianco degli ingegneri e degli informatici per costruire un percorso innovativo del tutto diverso dai percorsi tradizionali.

L’obiettivo è di realizzare opere collettive in cui le tecnologie digitali siano utilizzate in due direzioni: come linguaggio di espressione creativa, ma anche come stimolo per le aziende e per la ricerca a trovare delle soluzioni nuove e rivendibili, dove le tecnologie che ne derivano sono un readymade sul mercato vero e proprio.

Da non dimenticare inoltre come la creazione di una community creativa estesa, shared” appunto, composta dai vari attori possa diventare un valore a lungo termine in sé e per il territorio stesso.

Per questo la Camera di Commercio di Torino ha accolto la nostra proposta, diventando finanziatore del progetto e insieme è stata fatta una selezione da una rosa di progetti di artisti, tra cui è stato scelto il progetto pilota dell’iniziativa: l’Orchestra Meccanica Marinetti, dell’artista Angelo Comino in arte Motor.

F.P.:Perché Motor: artista e informatico?

S.L.: Motor è stato scelto principalmente per tre motivi: in quanto uno dei principali rappresentanti della scena artistica locale, per la sua esperienza ventennale nell’ambito degli spettacoli multimediali e per la sua grande competenza tecnica, fondamentale per portare a termine un progetto di questa complessità. L’opera infatti consiste in uno spettacolo multimediale, che registra la presenza di un’orchestra formata da robot percussionisti che suonano su bidoni industriali, e di cori digitali, guidati da un performer umano cablato: una sorta di Tambours du Bronx in stile cyborg!

F.P.: Motor, puoi parlarci degli aspetti più artistici del progetto?

Motor: Il mio lavoro si pone a metà tra la ricerca artistica e la ricerca tecnologica. Quello che mi interessa è esplorare questo confine: da un lato c’è la parte più umana di noi e dall’altro ci sono la tecnologia, le macchine, i computer, le logiche delle reti informatiche. Questi due aspetti non sono però separati e nessuno dei due è neutrale. La linea di confine è molto “blurrata e pone molte domande sulla nostra stessa identità.

Per fare un passo avanti nella ricerca, per uscire dal solipsismo del virtuale, per uscire dal monitor del computer era necessario muovere la materia, era necessario costruire delle macchine che avessero una fisicità forte, perchè questa si sarebbe confrontata con la fisicità degli umani.

Spesso la musica elettronica è in sostanza uno stream di dati digitali fino al momento in cui viene convertita in segnale audio e subito amplificata il più fedelmente possibile rispetto al suo fantasma digitale.

Io volevo macchine che spostassero l’aria.

Questo è uno dei motivi che mi ha portato ad immaginare l’Orchestra Meccanica Marinetti, un omaggio ironico, ma rispettoso al tempo stesso, per una scena artistica – il futurismo italiano – che aveva già individuato molti temi legati al rapporto uomo-macchina un secolo fa.

Un progetto come questo richiede anche di utilizzare strumenti nuovi, sia software che hardware: robot come questi non esistono sul mercato o i programmi per controllarli non erano stati ancora scritti. Per questo progetto è stato necessario radunare un bel po’ di persone attorno allo stesso tavolo e creare uno staff con tutte le competenze necessarie.

F.P.: Piattaforma di collaborazione: cosa vuol dire?

S.L.: Il concetto chiave per la realizzazione dell’Orchestra è stata proprio la collaborazione. Action Sharing ha avuto la funzione di mettere in contatto soggetti che normalmente non sono in relazione tra di loro.

Action Sharing ha creato e coordinato un team multidisciplinare per la realizzazione del progetto. L’Associazione Robotica Piemonte (di cui fanno parte le imprese che hanno contribuito alla realizzazione tecnica dello spettacolo Actua, Erxa, Prima Electronics) ha seguito la prima fase di progettazione dei robot.

Il Laboratorio Interdisciplinare di Meccatronica (LIM) del Politecnico di Torino, sotto la guida del professor Andrea Tonoli, ha poi effettivamente sviluppato e realizzato il progetto, attraverso le simulazioni digitali prima e poi costruendo e testando i due primi prototipi di robot che andranno a comporre l’Orchestra Meccanica.

Sempre il LIM ha sviluppato con Motor l’interfaccia tra i software musicali sviluppati da Motor stesso e i robot.

F.P.:La sfida è dunque stata anche la comunicazione tra gli attori?

S.L.: Pur rappresentando una metodologia nuova sul territorio e per certi versi sperimentale, la proposta di Action Sharing, non certo priva di difficoltà, è stata accolta dai vari soggetti coinvolti con grande entusiasmo.

Marco Ricci, rappresentante dell’azienda Erxa, mi diceva che sicuramente una sfida è stata capire le necessità del progetto. Gli ingegneri sono preparati a capire le necessità di un cliente o di un comparto tecnologico a livello industriale. Qui le necessità erano diverse, e una prima difficoltà è stata proprio questo nuovo contesto: il robot deve suonare, deve suonare forte e deve accompagnare il musicista e soprattutto deve trasmettere un’emozione al pubblico. E come si fa? Un robot industriale non è concepito per trasmettere un’emozione. Bisogna immaginarlo in un contesto, in un contesto coreografico in un contesto di musica.

Questo è stato sicuramente un aspetto che ha incuriosito molto gli ingegneri e sul quale però non sono abituati a lavorare. Hanno dovuto studiare, hanno dovuto dialogare molto con gli artisti. Da un punto di vista tecnologico e tecnico, c’è stata una sfida importante, cercare di replicare il più possibile il comportamento del robot con un comportamento umano. La conservazione di una sorta di componente “umana” nel funzionamento dei robot è stato uno dei fili conduttori di tutta l’operazione.

Motor: Vorrei aggiungere anche che la componente “umana” è per la nuova generazione di robot sempre più importante. I nuovi robot sono sempre più concepiti per lavorare al fianco degli uomini, ad esempio nei servizi, nella sanità e qualche volta anche per tenere compagnia.

Come il design ci insegna, la componente emozionale è fondamentale nel dialogo uomo-macchina.

Infatti Andrea Festini, ricercatore del Laboratorio Interdisciplinare di Meccatronica del Politecnico, dice: “Per cercare di analizzare e fare una sorta di valutazione comparativa di tutte le soluzioni che avremmo potuto utilizzare per ogni singolo arto abbiamo cominciato con il filmare delle prove fatte da noi stessi. Qualcuno all’interno del nostro laboratorio si diletta di percussioni, e osservando il modo in cui le mani si muovevano per utilizzare appunto questo strumento ci siamo fatti venire una serie di idee che sono poi state confrontate tra loro per cercare di valutare quella più promettente. Di solito invece, noi siamo abituati a lavorare con una fase preliminare di definizione delle specifiche nella quale sostanzialmente le performance del dispositivo vengono definite numericamente in maniera più precisa possibile. Quello invece che ha caratterizzato le scelte che sono alla base di questi automi è stato che il tutto avrebbe dovuto semplicemente obbedire a quello che era il gusto personale dell’artista. In sostanza Motor ha partecipato alle prime prove consentendoci di definire quelle che dovevano essere le performance del robot. Durante lo sviluppo e i primi test in realtà è stato lui a dire, che, proprio perchè meno preciso di una macchina sempre ripetitiva, sempre uguale e se stessa, andava meglio perché più umana. Quindi da questo punto di vista il lavoro è stato molto diverso da come lo conduciamo solitamente, e il contributo dell’artista ha consentito di esplorare delle metodologie di sviluppo che finora non avevamo provato”.

F.P.: Qual è il futuro di Action Sharing?

S.L.: Sicuramente c’è ancora molto lavoro da fare, ma i primi risultati sono molto positivi: la soddisfazione del team e degli sponsor, l’entusiasmo del pubblico (all’anteprima abbiamo dovuto ripetere due volte lo show e ciò nonostante molti non sono riusciti a entrare) e l’attenzione dei media ci hanno incoraggiato molto.

Terminati i brindisi, ci siamo rimessi all’opera.

Sicuramente uno dei prossimi passi sarà completare l’Orchestra con altri robot e lo spettacolo. Nel frattempo l’impegno di condivisione si svolgerà anche attraverso la disseminazione di quanto imparato, attraverso libri, seminari e ovviamente il web.

Insieme poi stiamo già pensando a nuovi progetti da realizzare attraverso Action Sharing… sempre legati ad arte e tecnologia, sempre in collaborazione con tutti gli attori del territorio, sempre con lo stesso entusiasmo!

Grazie a tutti!

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