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Osservatorio di Cultura Digitale
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Guerrilla Marketing Territoriale

29 Giugno, 2009 By: admin2 Category: Senza categoria

Di Fabrizio Pecori

Nel corso degli anni My MEDIA ha posto la propria attenzione e sottolineato l’importanza delle strategie di marketing territoriale coniugato con le Nuove Tecnologie.

Si tratta quasi inevitabilmente di un fenomeno coordinato dal basso, che ha a che fare con le espressioni artistiche e creative e con le community glocali che sono interessate a marcare territori e riappropriarsi di identità tanto puntando sull’informazione che sulla controinformazione (avrebbe detto Pio Baldelli, teorico delle comunicazioni di massa, nonché mio docente ai tempi d’oro dell’Università di Firenze).

La creatività, in queste occasioni, fa da collante tra esigenze programmatiche e riscoperta di tradizioni e vocazioni. Nelle nostre pagine ne sono stata e ne sono testimonianza diretta le numerose iniziative che, a vari titoli ed in varie funzioni, hanno come protagonista Carlo Infante (consulente editoriale della rivista).

Molte delle tecniche comunicative utilizzate rientrano sotto il grande cappello di alcuni tra i format più pervasivi degli ultimi anni, dai confini indistinti e noti sotto il nome di guerrilla marketing o marketing virale: ovvero facenti uso di tecnologie a basso costo ma capaci alimentare e propagandare la propria diffusione in funzione della “lateralità del pensiero” che le ispira.

In una operazione al margine tra comunicazione ed arte, trovo l’episodio proposto dal gruppo 0100101110101101.ORG – già estremamente noto per molte iniziative “di confine” – con il progetto viterbese denominato An Ordinary Building: in funzione del quale numerosi passanti e turisti in visita nella splendida cittadina laziale hanno avuto l’opportunità di leggere con fare stupito ed incredula attenzione l’originale targa commemorativa posta davanti ad un anonimo edificio.

Ecco il testo esplicativo proposto: «Questo edificio progettato da architetto sconosciuto in epoca irrilevante, mai appartenne a persona di spicco. Il complesso non presenta originali soluzioni architettoniche, né al suo interno sono conservate opere di rilievo. Non si serba memoria di avvenimenti storicamente significativi verificatisi in questo luogo. Nessun personaggio noto qui nacque, visse o morì, né tuttora vi opera alcun creatore mirabile o sommo poeta.»

Usare, dunque, l’anonimato per uscire dall’anonimato. Niente male! Per chi come me ama viaggiare verso itinerari reconditi è un po’ come trovarsi, novello Ulisse, di fronte ad un testo fresco di stampa di Istruzioni per diventare Nessuno.

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