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Osservatorio di Cultura Digitale
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CONDOR 2.0

27 Luglio, 2009 By: admin2 Category: Senza categoria

condo

Di Antonio Viscido

Tutti sanno come si scrive qual è. Tutti tranne io, che nella mia ignoranza scrivo, anzi scrivevo, usando l’apostrofo, qual’ è, pensando che la e finale di quale dovesse essere tolta. Non sapevo dell’esistenza della parola qual, la cui presenza nel nostro vocabolario rende inutile l’uso dell’apostrofo. È una regola grammaticale presente da secoli nei nostri manuali, io non la conoscevo, e come me ancora non la conoscono in tanti in Italia, provate a fare una ricerca su Internet! Come ho scoperto la mia ignoranza? Mi ha corretto Luca Sofri nel momento in cui ha risposto alle domande che gli ho posto via e-mail per questa intervista (bontà della Redazione, hanno corretto l’errore nel testo, io l’avrei lasciato!).È una delle tante cose che ho imparato da Luca Sofri e da Matteo Bordone, seguendo quotidianamente il loro programma radiofonico CONDOR 2.0 (su Rai Radio 2 dal lunedì al venerdì alle 16,00). L’indicazione 2.0 (per indicare una seconda release, una seconda versione) nasce dal fatto che la trasmissione, prima condotta dal solo Luca Sofri, ha subito un aggiornamento con l’arrivo di Matteo Bordone, ex conduttore di DISPENSER, altra trasmissione radiofonica della Rai, adesso condotta da Federico Bernocchi.

Seguendo CONDOR 2.0, si scoprono libri, musicisti, fatti e persone che difficilmente vengono presentati in altre trasmissioni, il tutto condito con una sana ironia ed una verve comica spontanea, che nasce proprio dal contrasto caratteriale dei due conduttori: Luca molto preciso, corretto e serioso, rispetto a Matteo più sarcastico, pungente e cattivo. Mentre scrivo mi rendo conto di non rendere onore alla realtà di ciò che avviene durante l’ora della trasmissione. Sono contento del fatto che, anche se abbastanza marginalmente, quello che ho cercato di spiegare viene fuori dal tipo di risposte che hanno dato alle domande. L’unica maniera per capire è ascoltare la trasmissione

D.: Eravate due single radiofonici di successo, ora siete una nuova coppia radiofonica di successo, qual è stato, se c’è stato, il compromesso per la convivenza?

LUCA: Lasciar fare a Matteo delle cose che mi sembrano cretine senza dirgli nulla. O quasi nulla. Cercare di non correggerlo ogni volta che pensavo di saperla più lunga. MATTEO: Lasciar fare a Luca delle cose che mi sembrano politiche stando a sentirle e dicendo una cretinata ogni tanto. Cercare di non correggerlo quando dice “disaign” e non “disain”. Robetta, insomma. In sostanza viene tutto bene senza pensarci.

D.: Come nasce la vostra carriera radiofonica? Ognuno la sua, quella di coppia la sappiamo.

LUCA: Smisi di fare Ottoemmezzo per tornare a Milano dove mi era nata una bambina e avevo un capitale di notorietà da investire: a RadioDue mi proposero di inventarci qualcosa assieme, e feci un programma la domenica con Michele Boroni per tre mesi. Poi si liberò lo spazio quotidiano e fui promosso là.

MATTEO: Dopo aver fatto radio con la Pina a Radio2 e Radio Deejay, fui scelto per questo programma di recensioni, con un taglio un po’ anglosassone e stringato, pieno di contenuti. Si chiamava Dispenser e l’ho condotto per 7 anni. Poi mi sono accorto che era finito l’entusiasmo e che 7 era un bel numero per cambiare.

D.: Com’è cambiato il mondo della radio con la diffusione di Internet e la maggior interattività con il pubblico?

LUCA: Non ancora tanto: c’è una nicchia in crescita che sente la radio online. Ma la radio è sempre quella: l’unica cosa cambiata è la frequenza del feedback, grazie alle mail.

MATTEO: Avere un blog del programma (nel nostro caso condor.blog.rai.it): le cose che dici restano a disposizione di tutti. Anche a quelli che si accorgono che hai detto e scritto delle cretinate. Ma dalla tua hai wikipedia, quindi, insomma: pari.

D.: Possiamo cantare “Internet Saved the Radio Star”?

LUCA: No. La radio va forte anche senza Internet, da un po’ di tempo in qua. Anzi, l’offerta di Internet potrebbe creare problemi alle radio tradizionali.

MATTEO: Non direi. Secondo me l’uomo che ha salvato la radio dell’oblio è Guglielmo Marconi: solo non inventandola si sarebbe riusciti ad affossarla.

D.: YouTube, MySpace, i Blogger, Wikipedia, Facebook Quali di questi fenomeni si affermerà maggiormente e quale tenderà a sparire?

LUCA: YouTube e Wikipedia sono solidi contenitori che ormai esistono e resteranno. I blog sono un mezzo diffusissimo e stabilito. Gli altri sono più fragili e di minori peculiarità proprie.

MATTEO:I social network come MySpace potrebbero riprodursi all’infinito se davvero per le nostre vite il numero di contatti avesse un valore superiore alla loro profondità. Invece siccome tutti preferiamo 5 persone care a 1000 semisconosciuti, piano piano Facebook e MySpace smetteranno di crescere. Youtube e Wiki sono canali perfetti.

D.: Le web radio sono una realtà affermata, le web TV non sembrano avere lo stesso successo: è solo un problema tecnico?

LUCA: Tecnico e economico e culturale.

MATTEO: Le ore restano 24 e scegliere sempre i contenuti in prima persona è stremante. Essere spettatore tradizionale, cioè una spugna passiva, per me è molto soddisfacente.

D.: iTunes e simili hanno cambiato, o cambieranno, il modo di comporre musica? Noi collezionisti di dischi, di cosa ci innamoreremo?

LUCA: Della musica, e delle ragazze: come prima.

MATTEO: In qualche modo tra un po’ si tornerà alle raccolte. Questa fase di amore per i singoli è molto salutare, come lo fu negli anni Sessanta, ma prelude a qualcos’altro, che difficilmente vedrà protagonista Amedeo Minghi.

D.: Avete mai confrontato i vostri anni del liceo con gli attuali liceali? Se l’avete fatto, come vi appare lo scenario futuro?

LUCA: E chi lo sa? Io non capisco mai niente del futuro oltre le prossime due ore.

MATTEO: Il futuro è quel che è. Non c’è scampo più per me.

D.: Bene, potete andare a vivere dove vi pare! Destinazione?

LUCA: New York.

MATTEO: Idem.

D.: Domani staccano Internet a tempo indeterminato. Quanto potete resistere?

LUCA: Si resiste a tutto. C’è gente che sta anni in galera e altri sotto i bombardamenti. Ci si abitua a ben di peggio.

MATTEO: Se staccano Internet devono darci in cambio delle orge, se no non vale.

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