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Osservatorio di Cultura Digitale
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Realtà Manipolate

11 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

Di Melina Ruberti

Al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Firenze dal 25 settembre 2009 al 17 gennaio 2010

Il CCCSFondazione Palazzo Strozzi di Firenze propone la mostra Realtà Manipolate Come le immagini ridefiniscono il mondo. Come il sottotitolo della mostra lascia intendere, nella rappresentazione iconografica, fotografica e/o videografica è insita una prospettiva dello sguardo che facilmente può essere in grado di “manipolare” o “alterare” il senso di realtà di ciò che siamo chiamati ad osservare.

Foto e video “realistici” ci accolgono lungo l’intero percorso espositivo traendoci in inganno e cercando di stimolare in noi sentimenti decisamente estranei all’entità ripresa dall’obiettivo o descritta iconograficamente o mediante il ricorso alle arti plastiche.

Così ci troviamo a deprecare la tristezza di una guerra interamente riprodotta in studio o ad osservare con eccessivo distacco scene di orribile vita quotidiana.

Soldati inesistenti, città giocatolo, amori di plastica, album fotografici senza alcuna fotografia (se non la propria descrizione numerica) ci affascinano e richiedono la nostra precipitosa attenzione verso le didascalie, unici strumenti per svelare l’arcana origine delle rappresentazioni e dei sentimenti deviati in cui inducono lo spettatore.

La mostra presenta le opere di 23 artisti internazionali che lavorano con ogni mezzo: dalla fotografia tradizionale, alla ripresa video, all’installazione plastica… ma si affaccia quale nume tutelare di una ricerca sempre più “virtualizzata” dell’immagine, proprio quella della “rappresentazione digitale” che nelle sue varie forme domina la scena della comunicazione contemporanea.

Tra le opere presentate, tutte di indubbio fascino e qualità espressiva, mi hanno particolarmente incuriosita quelle realizzate da:

 

faltenpieghe

Christiane Feser

Falten 10 (pieghe) mostra una superficie monocroma fatta di fogli bianchi accartocciati che sembrano estendersi all’infinito. La qualità dell’immagine è determinata principalmente da luce ombra e carta , il gioco alterno tra la realtà e la sua produzione riflette l’uso di tecniche produttive fondate sulla elaborazione dell’immagine digitale che rimane però quietamente impalpabile alla vista.

agendanumeri

Cody Trepte

L’opera Photo Album 2006/2007 arriva a una soluzione di estrema riduzione formale: settantacinque fascicoli di fogli A4 rilegati a mano e disposti in fila su uno scaffale. In ogni pagina dei fascicoli si dispiegano sequenze in codice binario, lunghe serie numeriche composte da 1 e 0 (proprio i due numeri con i quali il computer comunica qualsiasi realtà e qualsiasi fantasia).

L’artista mette in evidenza ciò che normalmente rimane celato: la natura estremamente astratta e lineare delle immagini digitali. Rappresenta in sintesi il codice genetico dell’immagine prima dell’elaborazione digitale che ne proietta la rappresentazione sul monitor. Ogni libro è una possibile foto descritta per l’elaboratore in codice binario, e pertanto totalmente incomprensibile nella sua intima essenza digitale.

paoloventura

Paolo Ventura

In Iraq, 2008 rappresenta una sorte di visione sintetica di tutte le immagini della guerra legate alla memoria collettiva, Non riproducendo esattamente le fotografie scattate sul teatro di guerra, ma ricreandole in studio come icone di una guerra possibile che però, nutrendosi delle inquietudini reali, viene descritta con immagini che scaturiscono dalla sua fantasia dando luogo a visioni ad alto carattere di codificazione formale da essere percepite non solo come plausibili, ma addirittura reali dall’occhio dell’osservatore.

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