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Osservatorio di Cultura Digitale
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MICROTV

04 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

magliarossa

di Livio Milanesio

(qualité, liberté, visibilité)

Lo stranoto motto “Fatta l’Italia bisogna fare gli italiani ” attribuito ora a Cavour ora a D’Azeglio, coniato all’alba dell’Unità d’Italia dovette attendere più di un secolo per vedersi compiuto. Chissà se gli azzimati eroi risorgimentali avrebbero mai immaginato che a compiere la storica missione sarebbe stato il corrispettivo dei café chantant, degli imbonitori, dei buffoni, dei cantastorie che animavano fiere e mercati. Sarebbe stata la televisione a fornire agli italiani una lingua comune, un terreno culturale condiviso e lo avrebbe fatto con l’intrattenimento.

Più dell’elmo di Scipio potè il ciuffetto di Pappagone, più del ratto delle Sabine le sgambettate delle Kessler, più della canzone del Piave furono Volare e il festival di Sanremo a renderci quello che siamo.

E ora che gli italiani sono stati fatti è ora di disfarli.

Come tutti i popoli permeati dall’innovazione tecnologica degli ultimi vent’anni, stiamo per esplodere in una costellazione di riferimenti culturali frutto delle numerose occasioni di intrattenimento. Mentre negli anni passati la programmazione TV era l’unica alternativa per una serata senza riunioni famigliari o il tresette al bar, ora l’offerta si è moltiplicata in canali tematici, home video, internet.

Non si potrà più parlare di confini culturali in termini geografici, ma il popolo di Lost costruirà i propri confini accanto a quello di X factor e a quello di Heroes e soprattutto accanto ai migliaia di piccoli popoli intrattenuti dalle più svariate microproduzioni. E ognuno di noi potrà vantare numerose nazionalità.

Del resto era impossibile pensare che le cose potessero andare avanti negli angusti binari che l’industria dello spettacolo aveva creato. Binari determinati dai costi di realizzazione e dalle modalità di fruizione. Ora che i mezzi di produzione costano poco e che i modi della distribuzione si sono moltiplicati all’infinito, si sta creando un artigianato dell’intrattenimento. Un po’ come è successo per lo yogurt e la birra. Un prodotto lavorato in proprio, da professionalità eclettiche per cui la rigida separazione delle competenze non è che un lontano ricordo. Un prodotto che non assomiglia per nulla ai filmini famigliari dell’epoca del superotto. Sono piuttosto microrealizzazioni di buona qualità e di agile organizzazione che a differenza della televisione broadcast possono permettersi di parlare alle nicchie culturali. Come scrive Carlo Freccero del prodotto televisivo: “ogni tratto distintivo, ogni specializzazione (ne) circoscrive la massa del pubblico, lo fraziona, lo frantuma in un pulviscolo di audience minoritarie e specialistiche”. Se da una parte la frammentazione porta a casa un pubblico più piccolo (e dunque meno soldi) dall’altra si è liberi di parlare di qualunque cosa.

È necessario sviluppare una buona dose di intelligenza pratica e arte del risparmio per lavorare in questo campo. Saper trovare il giusto equilibrio tra la qualità e l’agilità. Pochi vezzi stilistici, tante relazioni sociali, collaborazioni volontarie e scambi creativi che assomigliano al baratto più che al management industriale. Per semplificare e produrre.

Di cosa parliamo quando parliamo di Lara (Croft)

Malgrado abbiano cominciato ad emergere, influenzando il cinema la letteratura e l’educazione, i videogiochi rimangono un regno nerd. Provate a parlare di un livello di Resident Evil o di un gol su PES e sarete guardati come misantropi con la crescita bloccata alla prima adolescenza. Lontani dallo sdoganamento snob della televisione i videogiochi rimangono un’attività solitaria e pericolosa che neppure l’avvento della Wii è riuscita a rimuovere (la stessa Wii riporta più avvertenze di una scatola di psicofarmaci). Un argomento out per i grandi mezzi di comunicazione. Ma non per Carlo (Carlo Bassetti) e Oliviero (Fabrizio Luisi) due coinquilini perennemente piazzati di fronte alla console e affiancati dal buonsenso femminile di Valeria (Giulia Viana). Il divano (ripreso da una camera fissa) è il set della sketch comedy Pong ideata e scritta da Simone Laudiero e Pier Mauro Tamburini, entrambi giovani autori televisivi reduci da Camera Café (Laudiero è anche autore del romanzo La difficile disintossicazione di Gianluca Arkanoid, pubblicato da Fazi, dove la disintossicazione è quella dalla Playstation). Pong ha un produttore (YAM112003), un budget, una stagione di 12 episodi da 7’e30”. La differenza con una produzione televisiva tradizionale è che è stata pensata per la rete: il canale BonsaiTv, il portale YALP! Ma soprattutto YouTube.

“E’ stata soprattutto una scelta di libertà espressiva per andare a cercare il pubblico interessato, come noi, ai videogiochi.” dice Simone Laudiero “La distribuzione sulla rete ci consente di raggiungere persone che preferiscono stare davanti al computer piuttosto che alla tv.“ Pong (http://tinyurl.com/n9fmuk).

Microzombies

Nell’anno della consacrazione del sessantanovenne George Romero e dei suoi Zombie al festival del cinema di Venezia ecco Arise, una microserie in dieci puntate di meno di tre minuti l’una da scaricare dalla rete, ambientata tra orde di non morti. Cercando una via d’uscita da una città colpita da una misteriosa epidemia “zombizzante”, un giovane e un vecchio si imbattono in strani personaggi tra cui una ragazza cieca. Una sorta di Divina Commedia splatter dai risvolti urbani. Una produzione che potrebbe essere definita con un paradosso: un microcolossal. Molti personaggi, scene di massa, ambientazioni importanti e una storia che si dipana tra colpi di scena e momenti thriller. Il tutto in tre minuti di puntata. E poi l’intorno: il sito ufficiale (www.project-arise.com), la Fan Page su Facebook dimostrano come il modello tradizionale della produzione e promozione video possa essere ridotto in scala. Tutto è compresso e alleggerito, compresa la distribuzione: il link alla puntata vi viene consegnato nella posta elettronica. Niente sale, niente palinsesto. Gli autori, Fabio Deri, Riccardo Fasano, Lorenzo Barra, in collaborazione con Emanuele Milasi hanno cominciato il progetto durante il corso di Narrativa Digitale allo IED di Torino e in seguito lo hanno fatto decollare.  La prima serie verrà “rilasciata” alle ore 20:09 del 20 settembre. Una data che sembra un presagio: 20:09 del 20/09/2009. www.project-arise.com

Di tutto, di più

Pong e Arise sono solo due esempi dell’infinita offerta, a tutti i livelli, di intrattenimento. Non ci sono più argomenti tabù o troppo specialistici. Non ci sono neppure limiti produttivi o budget troppo bassi. C’è solo la necessità di intessere strategie per raccogliere risorse sufficienti a garantire qualità, libertà e visibilità.

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