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Market Forces

Ottobre 09, 2009 By: admin2 Category: Articoli

Market Forces

Share Festival 2009 – Museo Scienze Naturali

Lo statement della mostra sul tema Market Forces parte da questa domanda: gli artisti possono essere una fonte alternativa di conoscenze sull’economia?

Dice Simona Lodi: “Ho coinvolto artisti che hanno lavori che hanno attinenza con il marketing, l’e-commerce, la comunicazione commerciale. Opere scherzose e paradossali che spesso usano il supermercato, anche in versione e-commerce, come luogo privilegiato. In questo contesto tematico il supermercato è spazio dell’azione migliore e tempio indiscusso della nostra identità di consumatori che gli artisti sovvertono e trasformano in campo d’azione artistico, molto spesso attivista. Il supermercato è il luogo rappresentativo per eccellenza delle dinamiche sociali e scenario o meglio spesso non-scenario delle nostre vite, dà inoltre la possibilità di visualizzare gli aspetti astratti delle forse economiche.

Il mercato globale poi è il contesto di verifica delle contraddizioni del nostro stile di vita e il luogo di urto favorito per costruire la storia personale quotidiana che nell’acquisto di merci crea l’identità dell’individuo.”

La mostra aggrega opere che fanno scricchiolare il suono ridondante di parole abusate come marketing, e-commerce, global companies, credit crunch, new-economy, neo-capitalismo, gift-economy, free-economy, neoliberismo.

Un tema vasto che da Duchamp a Jeff Koons ha ispirato molti artisti.

Data la vastità dell’argomento, sono state scelte solo opere recenti e legate ai new media.

Le avanguardie del ‘900 consideravano marxianamente l’economia e il mercato capitalista totalmente estraneo ai valori culturali e alla libertà di pensiero dell’arte. Il sistema del capitale era alienante per uomo contemporaneo, sviliva la sua esistenza, riducendolo a rotella dell’ingranaggio e schiavo delle merci. L’arte e il mercato non erano compatibili. Dagli anni 60 gli artisti cambiano atteggiamento verso il capitalismo, non criticano più l’economia, anzi ne sfruttano i meccanismi e sono ispirati dai paradossi delle merci seriali. La logica del mercato è in totale sintonia con l’arte e gli artisti sfruttano il mercato per dare valore culturale al loro lavoro. Un accordo con il capitalismo è possibile e auspicabile. Gli artisti hanno carriere super pagate, le merci diventano oggetti d’arte e il sistema dell’arte contemporanea si fonda unicamente sul valore di mercato delle opere. Dagli anni 90 si avverte una variante della situazione precedente, più immateriale, più provocatoria, più attivista, più ironica. A partire da quel periodo l’economia si “culturizza”, accade il processo inverso, le aziende utilizzano i valori dell’arte e della cultura per fare marketing, si vendono esperienze e la qualità dei prodotti (non sono più merci) è veicolata come crescita del benessere sociale, come progresso civile. Si passa ad un’economia post-industriale, culturizzata, legata ai servizi. Il marketing assume i linguaggi dell’arte. Il prodotto è un’esperienza che arricchisce di valore la vita delle persone, fornendo immaginazione, creatività ed estetica all’acquisto. A questo punto anche gli artisti cambiano rotta e diventano loro stessi azienda. Fioriscono progetti in cui gli artisti agiscono come company vere e proprie, inventano campagne marketing, emettono comunicati aziendali. Invece che mostre in gallerie d’arte radunano il pubblico in “convention”, agiscono in terza persona tramite legali rappresentanti, amministratori delegati, azionisti, influiscono direttamente sul mercato azionario e sull’andamento in borsa delle aziende prese di mira con azioni di disturbo come siti fake e azioni prank, shopdropping, squatting supermarket, anti-games, supermercati-fake, attivismo guerrilla. Esempi più famosi sono stati gli e.toy, RTMark, Yesmen, Problemmarket.

Detto ciò la mostra si spinge oltre e considera l’arte contemporanea come fonte di conoscenze sull’economia anche per esperti del campo, sociologi ed economisti, studiosi estranei al mondo dell’arte (Imaginary economics, Olav Velthuis, 2005). Attraverso una comunicazione non verbale, ma poetica e visiva gli artisti ci fanno riflettere su una grande quantità processi legati al mercato. E’ un arte che si pone in alternativa alle teorie economiche e alle informazioni che ci vengono fornite dai giornalisti esperti. Per questo le mostra Market Forces può far capire come funziona l’economia e che impatto ha sulla vita di tutti I giorni con immaginazione, simulazione, parodie e falsi perfetti.

Sono lavori che affermano in modo inequivocabile come qualsiasi progetto o oggetto dove le problematiche riferite al caos e al valore, al significato e alla casualità, alla politica e all’economia si scontrano nel mercato. Tutto ciò come sappiamo ha degli effetti concreti sulla nostra quotidianità.

Partendo dal progetto speciale per Share Festival di Salvatore Iaconesi Squatting Supermarkets, dove è narrata l’evoluzione del nostro quotidiano attraverso lo shopping “aumentato” dall’interazione del pubblico  arriviamo per esempio a due artisti sloveni – Janez Jansa e Igor Stromaier – che aprono il mercato dei problemi – dove si possono comprare e vendere problemi – perché è dai conflitti che nasce l’opportunità di trarre profitto. L’artista americano John Freyer mette in vendita su eBay tutti i propri averi, compreso un dente da latte, ottiene quasi 5.000 dollari; mentre le Les Liens invisibles progettano un’operazione di viralmarketing spingendo gli utenti di facebook al suicidio. Il più famoso shopdropping è quello di Banksy che distribuisce 3000 copie fake del CD di Paris Hilton mandando in tilt gli store di musica del Regno Unito.

Ecco che l’idea secondo cui arte e economia sono incompatibili sembra oggi totalmente superata. Molti artisti contemporanei non solo esprimono sui media opinioni riguardo al mercato e ai risvolti economici dell’arte, ma usano la propria arte per riflettere sui meccanismi economici o per farne la parodia.

Alcuni Link ai progetti:

Problemmarket.com – The Problem Stock Exchange

http://irlmoney.com/

http://www.youtube.com/watch?v=e9MgHuitMwU&NR=1

http://www.allmylifeforsale.com/

http://www.mkontopoulos.com/rhizome/#

http://www.shopdropping.net/index.html

http://supermarcheferraille.free.fr/home.htm

http://www.seppukoo.com/

http://www.molleindustria.org/en/oiligarchy

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