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Osservatorio di Cultura Digitale
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iPoint

24 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

point

iPoint è un punto informativo on e off line sui nuovi media interattivi applicati all’arte e alla comunicazione realizzato con l’obiettivo di rendere accessibile al grande pubblico una collezione di materiali sull’incontro tra arti, nuove tecnologie e interattività, utile anche a fini didattici.

iPoint è stato realizzato dalle associazioni culturali Avventure in Elicottero Prodotti (Lugano) e Ariella Vidach – AiEP (Milano), attive da anni nella ricerca e sperimentazione delle nuove tecnologie applicate alla danza, alla videoarte e alla performance dal vivo, a conclusione del Progetto INnet: Rete di punti informativi on e off line sui nuovi media interattivi applicati all’arte e alla comunicazione (www.innetproject.net), avviato col sostegno del Programma Interreg IIIA Italia-Svizzera con l’obiettivo di creare una connessione tra le più importanti realtà internazionali operanti nel settore delle nuove tecnologie digitali interattive e diffonderne la ricerca presso un pubblico ampio.

La produzione di iPoint è stata incoraggiata dalla crescente attenzione da parte di istituzioni nazionali ed internazionali verso la promozione, divulgazione e conservazione di un nuovo patrimonio culturale che fa riferimento alle pratiche artistiche digitali, incentivando la nascita di iniziative che favoriscano la diffusione dell’uso del digitale nell’arte, ma anche la definizione di percorsi storico-critici per l’insegnamento dei nuovi moduli riguardanti le espressioni artistiche contemporanee.

In quest’ottica, iPoint si propone come un utile strumento didattico per i luoghi di studio e di cultura (università, gallerie, biblioteche, centri di ricerca, musei) e si rivolge a tutti coloro che, interessati a arte interattiva, nuove tecnologie e comunicazione, percepiscono iPoint come una prima porta di accesso ad un contenuto del tutto innovativo: studenti, curatori, artisti, designer, musicisti e Dj, danzatori, video e film maker, scrittori, fotografi, studiosi d’arte contemporanea, amanti delle nuove tecnologie e ricercatori, ma anche semplici curiosi.

La diffusione online (su www.innetproject.net/ipoint) del database di iPoint permette di ampliare notevolmente il bacino di utenza in Italia e all’estero, favorendo la conoscenza di questo prezioso patrimonio culturale e realizzando la “Rete” auspicata dal Progetto INnet.

Il materiale catalogato in iPoint proviene dai centri di ricerca e dagli archivi personali degli artisti invitati durante gli eventi del Progetto INnet: una collezione rara e un repertorio generalmente non accessibile al grande pubblico. Consultando l’iPoint l’utente ha la possibilità di visionare circa 200 video di spettacoli, performance e installazioni interattive, oltre a interviste esclusive, documentazione di seminari, workshop e laboratori pratici organizzati durante i tre anni del Progetto (2004-2007). Sono inoltre visionabili in doppia lingua (italiano e inglese) le schede biografiche degli artisti, le informazioni sui centri di ricerca internazionali invitati e la descrizione delle opere e dei software utilizzati nelle produzioni artistiche.

Grazie alla collaborazione dei partner (Museo Cantonale d’Arte di Lugano, del Conservatorio G. Verdi di Como, della GAM – Galleria d’Arte Moderna di Gallarate) e al coinvolgimento di altre importanti istituzioni come DECS Divisione della Formazione Professionale del Cantone Ticino, il Settore Eventi ed Iniziative del Comune di Lugano, i Musei Civici e l’Associazione Culturale Traiettorie di Como, il Progetto INnet ha potuto creare contesti dove l’interattività è stata applicata dai partecipanti in diretto contatto con chi l’ha ideata e sperimentata e ha portato alla realizzazione di un archivio contenente informazioni ancora poco diffuse.

Il programma di INnet ha proposto numerosi eventi pubblici (proiezioni, performance, concerti e conferenze) per far conoscere le produzioni più interessanti realizzate dai centri di ricerca che lavorano con le nuove tecnologie. Gli appuntamenti hanno coinvolto artisti internazionali del calibro di Golan Levin, Woody Vasulka e Steina, Maurice Benayoun, Marcel.lì Antunez Roca, Tamas Waliczky, Mark Coniglio e Dawn Stoppiello, Christian Ziegler, Daniel Schorno, Klaus Obermaier e sono stati condotti da giornalisti, teorici ed esperti nell’ambito dell’arte in relazione alle tecnologie digitali e alla comunicazione, tra cui Carlo Infante e Maria Grazia Mattei.

Di notevole rilevanza i workshop teorico-pratici, organizzati con l’obiettivo di favorire la divulgazione di conoscenze specifiche e istruire i partecipanti all’utilizzo dei vari software e sistemi sviluppati dai centri di ricerca. Ogni laboratorio è stato condotto da ricercatori (ingegneri, programmatori, sviluppatori o artisti) e si è strutturato con presentazioni, dimostrazioni e applicazioni pratiche dei programmi presentati. I centri invitati – Ars Electronica Center – Future Lab di Linz / Austria, ZKM di Karlsruhe / Germania, Troika Ranch di New York / Usa, Mediadanse / Anomos di Parigi / Francia, Infomus Lab Dist, Università di Genova / Italia, STEIM di Amsterdam /NL, Media Lab MIT Boston / USA, Centro Tempo Reale di Firenze / Italia, hanno presentato i risultati della loro ricerca ai partecipanti (studenti o giovani autori attivi nei settori delle arti visive, della musica, del teatro, della danza, del design e della comunicazione), fornendo le informazioni necessarie alla realizzazione di progetti multimediali.

Il fitto programma proposto ha dato la possibilità ad un pubblico vasto di conoscere, testare ed applicare l’interattività in diretto contatto con chi l’ha ideata, permettendo di acquisire, attraverso un approccio personale, informazioni di alto valore relative a programmi ancora poco conosciuti e incoraggiando l’elaborazione di nuove metodologie produttive e la formazione di nuove figure professionali nel settore dei nuovi media.

All’inizio del progetto, è stato selezionato tramite bando un gruppo di giovani artisti che ha seguito tutti gli appunti del progetto, usufruendo di incontri privilegiati e laboratori con gli artisti e i ricercatori invitati, sino alla realizzazione di progetti installativi e performativi frutto delle nuove competenze acquisite. Il collettivo è stato seguito da tutor e dalla direzione artistica e si è riunito periodicamente per valutare l’andamento dei lavori di produzione dei progetti, presentati in occasione dei tre appuntamenti conclusivi del Progetto.

Raccogliendo al suo interno tutta la documentazione audiovisiva e testuale del Progetto INnet, iPoint rappresenta dunque non solo l’obiettivo primario del Progetto INnet, ma anche la continuazione dell’opera di divulgazione delle conoscenze avviata nei tre anni di eventi.

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