My MEDIA

Osservatorio di Cultura Digitale
Subscribe

ACTION SHARING – ORCHESTRA MECCANICA MARINETTI

24 Novembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

motor

Di Fabrizio Pecori

Intervista a Simona Lodi e a Angelo Comino aka Motor

Fabrizio Pecori: Un artista, un ricercatore, un imprenditore, un economista: cosa hanno in comune, cosa condividono o possono condividere?

Simona Lodi: A prima vista sembrano mondi separati, ma in realtà hanno molto da comunicarsi.

Se osserviamo con cura il substrato sociale contemporaneo in cui tutti questi attori operano i punti in comune sono numerosi. La divisione tra arte e tecnologia è più un pregiudizio culturale che reale e sempre più difficile da sostenere. Il teatro, il cinema, la fotografia, la musica, ma anche la scrittura stessa hanno sempre instaurato un dialogo aperto con la tecnologia.

In fondo, per fare un esempio tra mille, cosa sarebbe stato della letteratura senza la tecnologia del libro? Vero è che la specializzazione degli studi artisti o scientifici ha creato spesso delle isole distanti tra loro, tra cui vorremmo gettare dei ponti.

Partendo da queste osservazioni è nata l’idea di Chiara Garibaldi e mia di creare una piattaforma di condivisione, ricerca e produzione tra arte, ricerca tecnico-scientifica e imprese, ovvero far nascere Action Sharing.

Action Sharing vuole proporre una nuova visione del rapporto tra arte, aziende altamente innovative e laboratori di ricerca sul territorio tra cultura umanista e tecnologia.

Ciò implica una visione nuova dell’arte anche come motore dell’innovazione e una nuova idea di mecenatismo.

I new media e il digitale, l’elettronica avanzata e Internet hanno modificato la creatività e le arti. Abbiamo ritenuto necessario, oltre che molto affascinante, esplorare questi territori.

Da questa necessità è nato Share Festival, un festival di arti e culture digitali, con l’intento di dare espressione a una scena emergente e di promuovere le suggestioni che le nuove tecnologie hanno portato alla riflessione artistica.

Dai momenti di approfondimento è nata l’esigenza di produrre e di far crescere sul territorio competenze e professionalità.

F.P.: Gli artisti multimediali arrivano a concepire e realizzare le proprie opere percorrendo strade inusuali. Questo percorso può essere di stimolo all’innovazione tecnologica?

S.L.: Lavorando con gli artisti digitali, abituati a operare in un ambiente altamente tecnologico, è emerso un nuovo interesse: quello della metodologia di ricerca. Io e Chiara ci siamo accorte che il percorso di ricerca degli artisti multimediali, per arrivare a realizzare le loro opere, è molto diverso, anche sovversivo, rispetto ai metodi tradizionali della ricerca accademica e industriale, ma è anche ricco di interessanti sviluppi legati all’innovazione tecnologica.

Allo stesso tempo molti artisti digitali non rifiutano affatto lo studio della tecnologia, ma spesso invece ne sono padroni, attraverso l’hacking o il reverse engineering.

Molti di loro non solo usano la tecnologia esistente, ma spesso creano quella a loro necessaria.

Tutto questo è ancora più significativo perché collocato in una città come Torino, una città che in questi anni ha cambiato volto, crescendo in modo parallelo ma altrettanto esplosivo su due fronti: quello dell’arte contemporanea e quello dell’industria ICT.

F.P.: Cosa è allora Action Sharing?

Per questo motivo, Piemonte Share ha scelto di lanciare il progetto Action Sharing: una piattaforma che ha lo scopo di favorire la ricerca sincretica. Non più il contrapporsi del campo scientifico tecnologico con quello umanistico, ma una loro collaborazione, allo scopo di trovare soluzioni pratiche e specifiche utilizzando assieme al metodo scientifico il metodo di ricerca dell’arte.

F.P.: Ciò implica la scoperta di nuovi luoghi dell’arte?

S.L.: Certamente. Gli artisti normalmente sono sui palchi, nei musei o nelle gallerie d’arte. Piemonte Share li pone nei centri di ricerca delle aziende e dell’università fianco a fianco degli ingegneri e degli informatici per costruire un percorso innovativo del tutto diverso dai percorsi tradizionali.

L’obiettivo è di realizzare opere collettive in cui le tecnologie digitali siano utilizzate in due direzioni: come linguaggio di espressione creativa, ma anche come stimolo per le aziende e per la ricerca a trovare delle soluzioni nuove e rivendibili, dove le tecnologie che ne derivano sono un readymade sul mercato vero e proprio.

Da non dimenticare inoltre come la creazione di una community creativa estesa, shared” appunto, composta dai vari attori possa diventare un valore a lungo termine in sé e per il territorio stesso.

Per questo la Camera di Commercio di Torino ha accolto la nostra proposta, diventando finanziatore del progetto e insieme è stata fatta una selezione da una rosa di progetti di artisti, tra cui è stato scelto il progetto pilota dell’iniziativa: l’Orchestra Meccanica Marinetti, dell’artista Angelo Comino in arte Motor.

F.P.:Perché Motor: artista e informatico?

S.L.: Motor è stato scelto principalmente per tre motivi: in quanto uno dei principali rappresentanti della scena artistica locale, per la sua esperienza ventennale nell’ambito degli spettacoli multimediali e per la sua grande competenza tecnica, fondamentale per portare a termine un progetto di questa complessità. L’opera infatti consiste in uno spettacolo multimediale, che registra la presenza di un’orchestra formata da robot percussionisti che suonano su bidoni industriali, e di cori digitali, guidati da un performer umano cablato: una sorta di Tambours du Bronx in stile cyborg!

F.P.: Motor, puoi parlarci degli aspetti più artistici del progetto?

Motor: Il mio lavoro si pone a metà tra la ricerca artistica e la ricerca tecnologica. Quello che mi interessa è esplorare questo confine: da un lato c’è la parte più umana di noi e dall’altro ci sono la tecnologia, le macchine, i computer, le logiche delle reti informatiche. Questi due aspetti non sono però separati e nessuno dei due è neutrale. La linea di confine è molto “blurrata e pone molte domande sulla nostra stessa identità.

Per fare un passo avanti nella ricerca, per uscire dal solipsismo del virtuale, per uscire dal monitor del computer era necessario muovere la materia, era necessario costruire delle macchine che avessero una fisicità forte, perchè questa si sarebbe confrontata con la fisicità degli umani.

Spesso la musica elettronica è in sostanza uno stream di dati digitali fino al momento in cui viene convertita in segnale audio e subito amplificata il più fedelmente possibile rispetto al suo fantasma digitale.

Io volevo macchine che spostassero l’aria.

Questo è uno dei motivi che mi ha portato ad immaginare l’Orchestra Meccanica Marinetti, un omaggio ironico, ma rispettoso al tempo stesso, per una scena artistica – il futurismo italiano – che aveva già individuato molti temi legati al rapporto uomo-macchina un secolo fa.

Un progetto come questo richiede anche di utilizzare strumenti nuovi, sia software che hardware: robot come questi non esistono sul mercato o i programmi per controllarli non erano stati ancora scritti. Per questo progetto è stato necessario radunare un bel po’ di persone attorno allo stesso tavolo e creare uno staff con tutte le competenze necessarie.

F.P.: Piattaforma di collaborazione: cosa vuol dire?

S.L.: Il concetto chiave per la realizzazione dell’Orchestra è stata proprio la collaborazione. Action Sharing ha avuto la funzione di mettere in contatto soggetti che normalmente non sono in relazione tra di loro.

Action Sharing ha creato e coordinato un team multidisciplinare per la realizzazione del progetto. L’Associazione Robotica Piemonte (di cui fanno parte le imprese che hanno contribuito alla realizzazione tecnica dello spettacolo Actua, Erxa, Prima Electronics) ha seguito la prima fase di progettazione dei robot.

Il Laboratorio Interdisciplinare di Meccatronica (LIM) del Politecnico di Torino, sotto la guida del professor Andrea Tonoli, ha poi effettivamente sviluppato e realizzato il progetto, attraverso le simulazioni digitali prima e poi costruendo e testando i due primi prototipi di robot che andranno a comporre l’Orchestra Meccanica.

Sempre il LIM ha sviluppato con Motor l’interfaccia tra i software musicali sviluppati da Motor stesso e i robot.

F.P.:La sfida è dunque stata anche la comunicazione tra gli attori?

S.L.: Pur rappresentando una metodologia nuova sul territorio e per certi versi sperimentale, la proposta di Action Sharing, non certo priva di difficoltà, è stata accolta dai vari soggetti coinvolti con grande entusiasmo.

Marco Ricci, rappresentante dell’azienda Erxa, mi diceva che sicuramente una sfida è stata capire le necessità del progetto. Gli ingegneri sono preparati a capire le necessità di un cliente o di un comparto tecnologico a livello industriale. Qui le necessità erano diverse, e una prima difficoltà è stata proprio questo nuovo contesto: il robot deve suonare, deve suonare forte e deve accompagnare il musicista e soprattutto deve trasmettere un’emozione al pubblico. E come si fa? Un robot industriale non è concepito per trasmettere un’emozione. Bisogna immaginarlo in un contesto, in un contesto coreografico in un contesto di musica.

Questo è stato sicuramente un aspetto che ha incuriosito molto gli ingegneri e sul quale però non sono abituati a lavorare. Hanno dovuto studiare, hanno dovuto dialogare molto con gli artisti. Da un punto di vista tecnologico e tecnico, c’è stata una sfida importante, cercare di replicare il più possibile il comportamento del robot con un comportamento umano. La conservazione di una sorta di componente “umana” nel funzionamento dei robot è stato uno dei fili conduttori di tutta l’operazione.

Motor: Vorrei aggiungere anche che la componente “umana” è per la nuova generazione di robot sempre più importante. I nuovi robot sono sempre più concepiti per lavorare al fianco degli uomini, ad esempio nei servizi, nella sanità e qualche volta anche per tenere compagnia.

Come il design ci insegna, la componente emozionale è fondamentale nel dialogo uomo-macchina.

Infatti Andrea Festini, ricercatore del Laboratorio Interdisciplinare di Meccatronica del Politecnico, dice: “Per cercare di analizzare e fare una sorta di valutazione comparativa di tutte le soluzioni che avremmo potuto utilizzare per ogni singolo arto abbiamo cominciato con il filmare delle prove fatte da noi stessi. Qualcuno all’interno del nostro laboratorio si diletta di percussioni, e osservando il modo in cui le mani si muovevano per utilizzare appunto questo strumento ci siamo fatti venire una serie di idee che sono poi state confrontate tra loro per cercare di valutare quella più promettente. Di solito invece, noi siamo abituati a lavorare con una fase preliminare di definizione delle specifiche nella quale sostanzialmente le performance del dispositivo vengono definite numericamente in maniera più precisa possibile. Quello invece che ha caratterizzato le scelte che sono alla base di questi automi è stato che il tutto avrebbe dovuto semplicemente obbedire a quello che era il gusto personale dell’artista. In sostanza Motor ha partecipato alle prime prove consentendoci di definire quelle che dovevano essere le performance del robot. Durante lo sviluppo e i primi test in realtà è stato lui a dire, che, proprio perchè meno preciso di una macchina sempre ripetitiva, sempre uguale e se stessa, andava meglio perché più umana. Quindi da questo punto di vista il lavoro è stato molto diverso da come lo conduciamo solitamente, e il contributo dell’artista ha consentito di esplorare delle metodologie di sviluppo che finora non avevamo provato”.

F.P.: Qual è il futuro di Action Sharing?

S.L.: Sicuramente c’è ancora molto lavoro da fare, ma i primi risultati sono molto positivi: la soddisfazione del team e degli sponsor, l’entusiasmo del pubblico (all’anteprima abbiamo dovuto ripetere due volte lo show e ciò nonostante molti non sono riusciti a entrare) e l’attenzione dei media ci hanno incoraggiato molto.

Terminati i brindisi, ci siamo rimessi all’opera.

Sicuramente uno dei prossimi passi sarà completare l’Orchestra con altri robot e lo spettacolo. Nel frattempo l’impegno di condivisione si svolgerà anche attraverso la disseminazione di quanto imparato, attraverso libri, seminari e ovviamente il web.

Insieme poi stiamo già pensando a nuovi progetti da realizzare attraverso Action Sharing… sempre legati ad arte e tecnologia, sempre in collaborazione con tutti gli attori del territorio, sempre con lo stesso entusiasmo!

Grazie a tutti!

LINKS

www.toshare.it

www.orchestrameccanicamarinetti.it

www.polito.it/lim

www.arp.it

www.primaelectronics.com

www.actua.it

www.erxa.it

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.