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Osservatorio di Cultura Digitale
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Archive for Dicembre, 2009

POSTHUMAN ACTIONISM PORTRAIT

02 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Articoli

concept casaluce/geiger ::: synusi@ cyborg

GUEST penelope.di. pixel &  xDxD

feedbakvisi

Titolo: Feedback
Descrizione: autofeedback smorfiosetto, eseguito con braccio teso e reflex pericolante, in occasione del Feedback Festival, S.Casciano, 2009
Anno: 2009
Immagine self-portrait degli artisti

Casaluce/Geiger:::synusi@:  Chi controlla le-email appena sveglio. Chi manda con il primo sorso di caffè i primi sms…e voi ? Avete un rituale per cominciare la vostra giornata  e se sì – qual’è?

xDxD e pp: E’ difficile pensare a un inizio quando non si riesce con esattezza a definire una fine. La distinzione tra giorno e notte, svegli e addormentati, pausa e attività è labile, e passiamo con molta naturalezza dal ticchettio dei tasti al dolce ronfare e intrecciarsi, senza troppo badare all’orario. Quindi sì: un rituale variabile, aciclico, quantistico e probabilistico. La mail? E chi smette mai di guardarla… mai sentito parlare di Google Dreams?

CG: Qualche mese fa il debutto di una vostra fatica: il REFF.   Nasce nel gennaio del 2009 come una forma di hacking artistico con taglio costruttivo ed ironico verso forme di fare arte che non condividete.

vaso

titolo: throwing copyright down the toilet
descrizione: installazione
REFF@LPM 2009; cesso interattivo azionato mediante lancio e scarico di oggetti protetti da diritti d’autore; l’interfaccia naturale “a catena” produce cut-up illegali in tempo reale, prelevando dalla rete contenuti protetti
immagine courtesy degli artisti

Nel comitato scientifico : Massimo Canevacci, Derrick de Kerckhove, Bio Doll, Arturo Di Corinto, Luigi Pagliarini, Carlo Infante, Pier Luigi Capucci, Luigi Prestinenza Puglisi, Simona Lodi, Domenico Quaranta, Barbara Gualtieri, Marco Scialdone, altri.

E’ un’esperienza che porterete avanti – magari con qualche novità ?

xDxD e pp: Le cose cambiano, anche quando mantengono lo stesso nome. E tutto continua con fluidità, anche nel cambiamento. Sì REFF continua, nuovo e vecchio, allo stesso tempo.

REFF è una esperienza di conflitto, che nel contemporaneo è un concetto che può assumere molte forme differenti. Non “forme di fare arte che non condividiamo”, piuttosto dell’esprimerci in forme di vita plurali e multiformi, e della ricerca dei mezzi per far sì che queste modalità siano accessibili. REFF continuerà proprio in questi termini.

CG: Ho come l’impressione che stiate cercando un  modo differente di  gestire  la creatività.  Cosa significa oggi per voi mettersi in gioco veramente come artisti, scrittori, musicisti, produttori di cultura in genere?

xDxD: “Gestire” è una parola che non amo molto. Io non voglio “gestire” nulla. Voglio, però, avere degli strumenti. Delle possibilità. E’ questo il grosso vuoto del contemporaneo: le istituzioni, le realtà “corporate” non si relazionano realmente con la creatività, o con le pratiche di reinvenzione del presente, perché non possono strutturalmente accettare la dimensione critica che la accompagna. La tecnologia offre molte opportunità, per fortuna, in questo senso, e noi desideriamo appropriarcene. Non tanto nel “ruolo” di artisti, scrittori, musicisti o quant’altro, quanto in quello di soggetti, di persone. L’arte, in questo senso, è un mezzo, una modalità, una pratica in grado di creare e comunicare sensazioni, emozioni e messaggi dirompenti e accessibili.

Pp: attivare processi significativi è un buon punto di partenza, mentre c’è chi ci ha definito degli “agitatori sorridenti”, un ruolo in cui tutto sommato ci ritroviamo abbastanza, credo. A gestire i fermenti di un’enorme quantità di creativi disseminati su ogni angolo del pianeta ci provano (e tutto sommato ci riescono anche bene) entità globali come Google e i grandi social network. Il paradosso è che i creativi lavorano gratis e queste entità sono piene di debiti!

CG: Che libri avete in questo periodo sul vostro comodino?

xDxD: Critical Art EnsembleDisobbedienza Civile Elettronica”, Marvin HarrisCannibali e Re”.

Pp: “Due Amori Crudeli” di Junichiro Tanizaki; “Il Bagno” di Yoko Tawada.

firenzebagno

Titolo: Non va
Descrizione: composizione cross-mediale per specchio, asciugacapelli e nodi nella chioma; espressioni scocciate distribuite in Creative Commons
Anno: 2008
immagine self-portait degli artisti

CG: A questo proposito – sapevate che un luogo unico per raccogliere

tutti  i libri  del mondo – era nato già  tra le aspirazioni dei primi sovrani greci d’Egitto? La grande Biblioteca reale di Alessandria. Si è creduto di costruire qualcosa di simile in internet con la biblioteca digitale europea ‘europeana’. Sta quasi per compiere un anno ma ha raccolto solo il 5 per cento del materiale digitale disponibile nei diversi paesi della UE. Forse istituzioni scoraggiate da pigrizia, gelosia/possessività culturale, complicate leggi di copyright…

Eppure non bisogna arrendersi all’idea di divulgatori dentro e fuori il cyberspace.

Una vostra idea di condivisione dei saperi?

xDxD: Siamo persone radicalmente differenti. Pochi anni hanno cambiato lo scenario globale. Ma si tratta di un cambiamento che, nonostante le numerosissime iniziative significative, è ancora solo potenziale, perché non ha intaccato le strutture del potere, dell’autorità.

Siamo già pronti all’economia dell’abbondanza, a forme di società realmente civili, a forme di coesistenza tolleranti, strutturate a rete, pronte a riconoscere il valore ed il ruolo fondamentale delle differenze. Questa forma di vita E’ la condivisione dei saperi, che diventa una pratica che non parla più solo di libri, o di testi scientifici, o di brevetti, o di video musicali. Ma parla della reale possibilità di condurre una forma di esistenza sostenibile e rispettosa di ogni forma di vita.

In questo passaggio dobbiamo imparare molto dal software. L’”abbondanza” sarà basata sul software, sul fatto che le tecnologie porteranno anche la produzione e l’energia alle persone, consentendogli di realizzare economie di tipo profondamente differenti da quelle attuali. Sarà un mondo “Open Source”. Ma ciò non è per nulla compatibile con le attuali forme di autorità. E, in un mondo in cui anche il potere e l’autorità sono “smaterializzati”, “software”, lo scontro classico non è pensabile.

La rivolta deve essere culturale.

E’ come il passaggio dal web 2.0 al 3.0: se nel 2.0 si parlava di economie ed ecosistemi basati su modelli di business, il 3.0 parlerà di economie ed ecosistemi basati su modelli culturali.

Pp: Si parla sempre di condivisione di sapere, meno di condividere risorse e opportunità: farlo è ancora più difficile se non raro. Effettivamente saremmo nelle condizioni di realizzare una società-open source, ma siamo la stessa società che ha scelto il petrolio. Non sono ottimista: una transizione passa anche attraverso una crisi ecologica e di risorse di cui non immagino l’entità e le conseguenze.

CG: Lo stress  come minaccia salutare ma anche – dagli ultimi studi fatti – come stimolatore.  Come vi ri-caricate?

xDxD: I flussi vanno seguiti. In questo siamo abbastanza autistici. La vita diventa quindi un susseguirsi di onde cicliche, anche sovrapposte e non necessariamente sincronizzate, che corrispondono a continui cicli di carica/scarica.

Pp: E fare la spesa al mercato di p.zza San Giovanni di Dio: nel quotidiano funziona benissimo.

bavagliopassegg

Titolo: famiglie atipiche
Descrizione: Angel_F, la piccola intelligenza artificiale figlia di Biodoll e Derrick de Kerckhove (Biodoll è una performance di Franca Formenti, Angel_F è una performance-hack di Salvatore Iaconesi/xDxD, poi congiuntamente con Oriana Persico/penelope.di.pixel)
Anno: 2009
Immagine courtesy degli artist

CG: Il Piratpartiet con un leader come lo svedese, uno dei fondatori del  ‘The Pirate Bay’ , Rickard Falkvinge – che ha una sua idea chiara/lucida – sulla strategia che adotterà in parlamento. Pensa che la gestione di un certo copyright sia incompatibile con  il concetto di  privacy e di liberta’ digitale.

E’ anche secondo voi, soprattutto, una battaglia di diritti civili?

xDxD: Anche se non condivido completamente le sue idee, ogni volta che sento parlare di questi temi non posso fare a meno di pensare a Stelarc e alla sua frase “il corpo umano è obsoleto”. Solo che la estremizzo ulteriormente: l’essere umano è obsoleto. Le tecnologie con cui abbiamo a che fare propongono degli scenari possibilistici realmente ampi, che però mal si incastrano con tutta una serie di concetti che, attualmente, usiamo per definire il nostro quotidiano. Ad esempio la privacy e la “libertà”. Che sono due concetti che stanno già cambiando profondamente e che profondamente cambieranno anche in futuro.

Non si tratta di uno scontro “bene”/”male”, quanto dello studio del mutare del contemporaneo.

Pp: Aggiungo solo che vorrei cancellare l’aggettivo “digitale”: introduce un dualismo falso e controproducente, strumentale a creare un ambito di azione/dibattito settoriale slegato dal contesto socio-economico e antropologico in cui si produce. È un problema che sento particolarmente relazionandomi a contesti di attivismo di matrice più istituzionale e politica che soffrono di questa distorsione.

CG:  Un vostro motto o frase che vi contraddistingue.

XdxD e pp: “meraviglia!”

CG: Cos’è il talento?

xDxD: Saper copiare bene.

Pp: un’energia potenziale. Non è detto che si esprima nel corso di una vita.

CG: …Ed il carisma?

xDxD: Che domanda strana. Quelle del tipo che per rispondere vengono in mente solo risposte new age o simili. Io preferisco il punk.

anfibineri

Pp: Mah, nel vocabolario cristiano significa “dono divino”: se è così, è un dono tendenzialmente sleale. Parliamo spesso di “talento sprecato”, ma non esiste l’espressione “carisma sprecato”. Il carisma suo malgrado si esprime sempre.

[SCHEDA PORTRAIT]

Oriana Persico (penelope.di.pixel)

Figlia di un ex-prete e di una marxista convertita, lettrice compulsiva, blogger, diarista, sceglie l’ecologia. Nella tecnologia vede un mezzo per creare significato e opportunità nel mondo contemporaneo. E narrare storie…

Salvatore Iaconesi (xDxD.vs.xDxD)

Hacker, artista, raver, ingegnere elettronico, crea il suo primo software a soli 12 anni.

Una passione nata sugli skateboard a Philadelphia e proseguita tra interstizi urbani, multinazionali e performance estreme…

Si sono conosciuti nell’ecosistema digitale. Flussi I/O. Interfacce compatibili.

Un certo ciclo macchina, un po’ di tempo fa. Cosa li accomuna? Il terzo bit. Il quinto. Il dodicesimo.

E cosa li differenzia? I protocolli di comunicazione nelle transazioni con i sistemi esterni. La configurazione di sistema. Il numero di battute per minuto della musica di sottofondo.

Non si separerebbero mai dal loro kernel.

L’estate è appena finita – ma avrebbero voglia di continuare  – non tanto delle vacanze

ma , quanto uno shutdown forzato del sistema.  ‘ In questo senso un luogo vale l’altro ’, mi dicono.

Dal 2007 Oriana e Salvatore vivono e lavorano insieme a Roma, dove hanno fondato il NeoRealismo Virtuale.

Legami a Futuro Remoto 2009

02 Dicembre, 2009 By: admin2 Category: Comunicazioni, Stramboware

LEGAMI, progettata e realizzata per Futuro Remoto 2009 (..e creò il Robot a sua immagine e somiglianza, Città della Scienza, 19 Novembre 2009, Napoli), è un’installazione di Robotica d’Arte che si presenta come un’opera semplice ed ironica ma, al contempo, intrisa di significati ed invocante una riflessione adeguata sui rapporti tra essere umano, tecnologia e natura.

A partire dall’utilizzo dell’opera d’arte ‘Fatherboard, the Superavatar’ viene inscenato un robot-ciclista impegnato in un’azione ecologista estrema e paradossale: sostenere la sopravvivenza di una piantina attraverso un’attrezzatura molto sofisticata.
L’installazione si presenta con un automa in bicicletta (il tutto in dimensioni reali) che al passaggio dei visitatori si mette in azione pedalando all’indietro. Una scelta che è sicuramente da interpretare ma che già suona come una presa di distanza da toni eccessivamente tecno-trionfalistici, fatto tra l’altro testimoniato dall’utilizzo, in buona parte, di materiale di riciclo. In sintesi, ovunque all’interno dell’opera è espresso un richiamo ad un approccio alla tecnologia e allo sviluppo tecnologico eco-sostenibili. Del resto la presenza stessa della bicicletta è simbolo di una richiesta del cambio nello stile di vita che superi concezioni “Futuriste” e che si esprima attraverso una mobilità sostenibile. E, probabilmente, non a caso, sullo scarpone dell’automa campeggia la targa ‘NO OIL‘, simbolo di riferimento per movimenti in tal senso attivisti quali Critical Mass.

Tuttavia il centro gravitazionale dell’opera è e resta una piantina (di Zamia), posta sia al centro della sala espositiva – e di conseguenza dell’attenzione – sia al centro dello sforzo tecnologico realizzato. C’è un volersi pronunciare a favore dell’ecosistemicità. Difatti, troppe volte e soprattutto in ambito tecnologico avanzato osserviamo un atteggiamento contraddittorio in cui, magari, esiste un richiamo all’ecologia ma poi trionfa il “più è tecnologicamente avanzato e più è interessante”. Ciò, purtroppo, è vero sia in ambito artistico che in campo scientifico. Viceversa, quest’opera sembra reclamare che andrebbe preso seriamente in considerazione l’indice di eco-sostenibilità della ricerca in qualsiasi dominio.

Esteticamente l’installazione in un qualche modo strizza l’occhio a Duchamp e s’accosta a movimenti quali il Cyberpunk e la Kinetic Art mentre, cinematograficamente, richiama memorabili cartoni animati quali Wall-e e Belleville Rendez-vous (Appuntamento a Bellville). Ma oltre a ciò si confronta direttamente e sorprendentemente con 2001: A space odyssey (2001: Odissea nello spazio), di Stanley Kubrik, reinterpretando la figura del “Totem” visto non più un artefatto ma come la stessa natura.