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Tino Schaedler
Di Antonio Viscido
L’Architetto del mondo digitale
Uno dei più importanti ospiti che potrete incontrare
alla prossima edizione di Virtuality è un
personaggio la cui storia mi ha affascinato subito: Tino
Schaedler. Potremo incontrarlo e vedere le sue nuove architetture
digitali realizzate per i progetti che ha in cantiere, come
Harry Potter ed il Principe mezzo-sangue, il quinto film
della saga del maghetto. La sua storia ha qualcosa di magico: prendete
un giovane architetto di Wolfenbüttel, una
città di poco più di 50.000 abitanti della Bassa Sassonia.
Si laurea ad Hannover con un curriculum invidiabile ed un’impostazione
classica. Siamo, non dico agli albori, ma quasi, delle applicazioni
3D dedicate all’architettura. Ancora buona parte del lavoro
è manuale, lo studio delle prospettive è fatto con
lapis e squadra a T. Solo in un secondo tempo si passa alla digitalizzazione.
A Tino, il modo classico di lavorare degli studi
con i quali collabora sta stretto, lui stesso definisce l’architettura
“una camicia di forza”. Vuole approfondire l’uso
del computer nel processo di creazione architettonica. Cosa decide
di fare? Invece di seguire un corso di disegno 3D al computer, in
una delle più importanti Università con corsi di architettura
all’avanguardia nel campo del 3D, decide di andare a Vancouver,
a seguire un corso di animazione 3D ed effetti speciali presso la
Scuola di Cinema della città canadese. La sua idea è
fantastica: se voglio allargare ed espandere le potenzialità
dell’elaborazione digitale tridimensionale applicata all’architettura,
devo imparare i trucchi cinematografici. La sua intuizione è
vincente. In breve tempo dalla fine dell’anno trascorso a
Vancouver, diventa digital set designer per alcune produzioni cinematografiche
come Catwoman, V for Vendetta e
la nuova versione di Willy Wonka e la Fabbrica del cioccolato
. Dopo pochi anni è la prima persona a potersi fregiare
del titolo di Art director di set digitali, per il film Harry
Potter e l’ordine della Fenice. Da quel momento in
poi è tutta una scalata di successi e di opportunità
di lavoro nel mondo del cinema. Tino si accorge
di un fatto molto semplice. Fino ad allora la realizzazione delle
ambientazioni dei film era fatta con lo scopo di replicare la realtà
a tutti gli effetti. Il passo è breve per capire che con
gli strumenti che ha a disposizione è possibile andare oltre,
creare un set digitale che si spinge oltre la realtà. Se
ci pensate bene è un po’ il processo evolutivo che
ha subito la pittura nella storia dell’arte.
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