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TarantaVideoBlog 2006
Di Antonio Rollo
Lo spazio-tempo di rappresentazione de La Notte della Taranta
La kermesse musicale “La Notte della Taranta” va in scena nell’estate salentina all’apice del caldo di agosto. Tredici concerti itineranti entrano ogni notte in altrettanti paesi di una singolare area del Salento in cui è forte la presenza di una lingua ‘a radice greca’. Quest’area è chiamata ‘grecìa salentina’.
Migliaia di turisti per la maggior parte tra i sedici e i trentacinque anni, che di giorno affollano il mare cristallino lungo le coste peninsulari, di notte convergono verso la tappa ‘della Taranta’. I concerti itineranti si concludono alle due del mattino circa, ma la festa continua fino all’alba ballando al ritmo del tamburello battuto da improvvisati suonatori estivi. All’indomani mattina il paese ritorna a cuocere, semi deserto, sotto i raggi stridenti del sole d’agosto. Un atmosfera unica che alcuni avventori della Società dell’Informazione hanno scoperto attraverso Internet. Gente venuta da lontano per vivere l’esperienza di luoghi antichi nelle forme dell’architettura, del panorama naturale, del cibo e della vita non cittadina. Una realtà che prende vita digitale e si diffonde attraverso il network. Due siti in particolare iniziano a parlare all’utente collegato ad Internet, uno è greciasalentina.org curato da Leo Rielli e l’altro salentonline.it della ClioCom. Due portali tradizionali che forniscono strumenti al turista per poter organizzare la sua permanenza nel Salento godendo di quanto può offrire.
In questo contesto il TarantaVideoBlog da due anni sta costruendo uno spazio tempo di rappresentazione del Salento nei giorni della kermesse musicale la Notte della Taranta. Frammenti video ripresi, montati e condivisi su Internet nello spazio di poche ore, eseguono una sorta di ‘scansione digitale’ dellà realtà salentina. Seguendo i concerti itineranti si scandaglia un momento contestuale attraverso la ‘lente di ingrandimento’ dei media di comunicazione. Questo lavoro è cominciato nel 2005 con la nascita del PerformingMediaLab nel Salento. Il PerformingMediaLab è un network di persone nato dall’azione culturale di Carlo Infante che si occupa ormai da anni del rapporto tra società e nuovi media.
Nel 2005 il TarantaVideoBlog è stato realizzato dal sottoscritto, Raffaella Rivi e Carlo Infante - performingmedia.org/vlog. Un progetto di Interfaccia Contestuale che accogliesse, in un ambiente dinamico e interattivo, i video (vlog) prodotti da Raffaella Rivi, videomaker di raffinato sguardo poetico sulla realtà. L’interfaccia del TarantaVideoBlog 2005 nasceva dall’idea di ‘tessere la tela del ragno’ su un Salento visto dal satellite, l’utente on line di giorno in giorno sfogliava le video pagine prodotte in poche ore. Il Video Blog è la seconda generazione tecnologica del tradizionale Blog, cioè la possibilità di raccontare attraverso un diario in rete non solo con le parole accompagnate da immagini statiche, ma poter narrare le proprie esperienze quotidiane attraverso il linguaggio audiovisivo.
Se il Video Blog è l’estensione del Blog allora è necessario definire una poetica del medium che ne orienti l’uso in maniera tale da rispettare quel senso di profonda partecipazione che ci consegna la lettura della pagina di un diario. Possiamo chiamare il Video Blog per semplicità ‘vlog’ e definirne una sua poetica. Un vlog non è soltanto streaming video, non si reinventa la televisione online. Un vlog utilizza le potenzialità dell’espressione audiovisiva per condividere un punto di vista personale. Un vlog esplora i confini tra il linguaggio delle parole e il linguaggio dei media dinamici. Un vlog è l’esperienza di Dziga Vertov al tempo di Internet. Un vlog segue l’evolversi delle tecnologie. Un vlog è contestuale ad eventi nella vita dell’individuo. Come la ‘blogsphere’ è uno spazio di rappresentazione legato alla parola scritta, così la nuova ‘vlogsphere’ è uno spazio tempo di rappresentazione partecipato e filtrato dal media audiovisivo.
Il TarantaVideoBlog 2005 ha sperimentato un'interfaccia contestuale che elevasse la partecipazione multisensoriale dell’atto di visione di un audiovisivo. ‘Ogni esperienza visiva è inserita in un contesto di spazio e tempo. Come l’aspetto dell’oggetto è influenzato da quello degli oggetti vicini nello spazio, così è influenzato dalle esperienze visive che l’hanno preceduto nel tempo’. (R. Arnheim). Per tutto il 2005 si sono registrate costanti visite giornaliere da parte della community di un migliaio di utenti diversi che hanno interagito con quarantadue video pagine. Ogni singola video pagina del TarantaVideoBlog ha voluto mostrare al pubblico connesso ‘quanto si stava perdendo’ a non essere presente. Questo parametro estetico ha portato a intersecare i parametri del Marketing Territoriale che spesso non tengono conto dello stesso territorio. Promuovere un luogo, una cultura, un evento, significa in prima istanza averne una profonda consapevolezza e voler accogliere i visitatori come persone che per un breve periodo si integrano con una nuova cultura. Per far emergere una sensazione è fondamentale la conoscenza del contesto in cui si opera. Sono i dettagli, le trame nascoste, i particolari di un luogo così come di una persona a restituire un’esperienza della visione che possa trasportare lo spettatore in un viaggio on-line che ne catturi l’attenzione e riesca a creare il desiderio di continuare a sbirciare nel video diario. Alcuni dei video sono delle interviste anomale in cui sono i personaggi a parlare; e lasciare la ricerca dell’intervistato al caso ha portato ad un senso di stupore anche per l’autore stesso. I racconti si srotolano lungo il filo della vita a Sud, con i suoi disagi ma anche con la meravigliosa integrazione con la natura. Emergono dunque ritmi che sembrano rallentati, esperienze di profonde radici storiche e culturali ma anche di sradicamento dovuto alla mancanza di lavoro in una società che si affaccia al futuro. Con l’esplicita intenzione di non essere ‘televisione’ il TarantaVideoBlog si sposta verso il linguaggio del cine documentario con la prerogativa di essere montato giorno per giorno e distribuito immediatamente.
Dall’agosto 2005 sono state registrate tutte le visite al video blog a seconda della velocità di connessione del pubblico on line. I risultati forniscono una mappa delle connessioni mostrando che il pubblico del TarantaVideoBlog al 14% ha un modem, al 55% una connessione ADSL standard, il 31% si collega con la Banda Larga.
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Intorno al TarantaVideoBlog si è creata una piccola community eterogenea che nella maggior parte dei casi ha potuto usufruire di una connessione veloce e quindi vedere con una buona qualità le video pagine (vlog) in streaming sul web.
La presente edizione
Il TarantaVideoBlog 2006 ha visto aggiungersi al gruppo di lavoro dello scorso anno Seba Vitale, conosciuto ad Interscena (la summer school del KHM di Colonia organizzata da Carlo Infante e Paolo Atzori nel 1997), e sei studenti provenienti dall’Accademia di Belle Arti e dall’Università di Lecce (Nicola Bray, Francesca Calò, Laura Degabrieli, Antonio Lupo, Valeria Russo, Apollonio Scardino).
L’obiettivo del PerformingMediaLab è stato di condividere l’esperienza autoriale del sottoscritto, Raffaella Rivi e Seba Vitale con gli studenti locali.
L’interfaccia del TarantaVideoBlog 2006 si basa sull’idea di ‘vlogsphere’ ovvero uno spazio tempo di partecipazione multidimensionale ad un’evento rappresentato on-line. La ‘lente d’ingrandimento’ dei media espressa dai video, dalle immagini, dai paesaggi sonori (frammenti sonori scaricabili in podcast) focalizza sull’interazione con la scrittura di un blog tradizionale. Il VideoBlog apre a spunti di riflessione e indagine attraverso dieci ‘TAG’ parole chiave che taggano - creare una relazione contestuale tra - i contenuti multimediali: Facce, Paesaggi, Politiche, Poetiche, Visioni, Mani, Cibo, Performing Media, Griko, Concerti. Il gruppo del PerfomingMediaLab ha lavorato per quindici giorni su questi temi producendo cinquantadue video, diciotto tracce audio, oltre un migliaio di foto e centinaia di interventi scritti. Seguire la kermesse musicale della Notte della Taranta ha permesso di raccogliere sensazioni ed emozioni sia di persone del luogo sia dei turisti dell’estate salentina. Ogni TAG - parola chiave - lungi dall’essere stata esplorata in maniera esaustiva, apre ad una fotografia del Salento in questo preciso momento storico. Il filo rosso che univa la navigazione nel TarantaVideoBlog dello scorso anno in cui si mostrava al pubblico on-line ‘quanto si stava perdendo’ a non essere presente, quest’anno si è trasformato in un’indagine di ‘cosa ci stiamo perdendo’. Una naturale evoluzione dovuta all’interazione con i giovani studenti salentini che vivono questo momento storico definito da Miguel Bebasayag e Gerard Shmidt ‘L’epoca delle passioni tristi’ in cui ‘tutto deve servire a qualcosa e questo utilitarismo si riverbera sui giovani e li plasma. Per uscire da questo vicolo cieco occorre riscoprire la gioia del fare disinteressato, dell’utilità dell’inutile, del piacere di coltivare i propri talenti senza fini immediati’. Il TarantaVideoBlog non fornisce esplicitamente delle informazioni ‘utili’, è piuttosto una piattaforma di partecipazione in cui si stabiliscono relazioni tra persone.
La Società dell’Informazione cresciuta intorno al concetto di network ha radici nel sentimento di globale e locale insito nell’architettura di Internet. L’utilizzo dei media di comunicazione come ‘lente d’ingrandimento’ in un contesto particolare permette di relazionarsi con la realtà circostante in maniera creativa e di sperimentare nuove forme di cooperazione sociale.
Durante il TarantaVideoBlog 2006 abbiamo progettato un laboratorio mobile basato sull’uso di portatili collegati ad Internet. Un modello che sta dando buoni risultati in diverse parti del mondo. Il laboratorio mobile ha avuto come perno uno ‘spazio riconoscibile’ che ha seguito tutte le tappe, diventando spesso luogo di convivialità tecnologica. Lo ‘spazio riconoscibile’ è stato approntato grazie alla collaborazione con Movimedia che ha fornito un pulmino ed un gazebo. Questo ‘spazio riconoscibile’ è diventato un laboratorio Wi-Fi nei giorni di chiusura della kermesse a Melpignano (Lecce).
Quello che è stato digitalizzato nei tredici giorni dell’edizione 2006 della Notte della Taranta non sembra avere un ‘utilità’ contingente, ma sta costruendo le basi per future analisi sociologiche, antropologiche e di cultura digitale. In questa prospettiva ho sviluppato due prototipi di interfaccia, il primo iMap basato su una mappa interattiva del Salento che al momento permette di viaggiare tra i diversi paesi coinvolti nella kermesse musicale. L’altro progetto People è un esercizio di geomorfologia facciale, un’indagine mediatica sul rapporto tra identità globale e identità locale che l’eminente sociologo di origine indiana Appadurai chiama ‘ethnoscape’. Questi due lavori insieme ai contributi raccolti finora proiettano la ricerca verso l’esplorazione cross-mediale di un territorio caratterizzato in alcuni momenti dell’anno da flussi di persone che interagiscono con la cultura locale. L’idea di fondo rimane quella di armonizzare prospettive globali con le culture locali. Il concetto di glocal trova nel TarantaVideoBlog una forma di espressione concreta in quando lo sguardo elettronico non è semplice memorizzazione e catalogazione, ma esprime il desiderio di condivisione e partecipazione sociale.
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