Di
Giulia Bertini
Il gruppo olandese NIO architecten riscopre e ricontestualizza
gli spazi urbani dimessi
La mostra proposta in anteprima internazionale dal 6 al 24 Giugno
allo Spazio Espositivo di Santa Verdiana (SESV) in
Piazza Ghiberti n. 27 a Firenze è focalizzata sulla ricerca
dedicata agli spazi tecnici delle città da parte dell’originale
gruppo di architetti. Si tratta della prima tappa di un tour organizzato
da iMage che, dopo una ulteriore tappa italiana alla
Triennale di Milano, approderà nelle principali
capitali europee.
Gli spazi tecnici nella prospettiva di Maurice Nio
e del suo gruppo sono tutti quei luoghi “diseredati” della
città – dai luoghi di transito, alle discariche, agli
spazi ad accesso interdetto – che attraverso l’operazione
architettonica possono recuperare nuova anima e vita.
L’architetto, allora, un po’ come il serpente –
di qui l’originale titolo del percorso espositivo: SNAKE
SPACE. NIO architecten – è chiamato ad insinuarsi
alla scoperta di questi spazi desolati, sciatti ed anonimi. Così
perché sorprendersi se nel corso della visita si incontrano
oggetti robotici che rotolano sinuosamente per scovare nuovi spazi
ed inedite zone per suggerire agli architetti nuovi scenari da riconfigurare
con opere originali, sorprendenti, inconsuete…
L’installazione che accompagna la mostra prevede un lungo tavolo
coperto dalla stampa di un paesaggio immaginario, una sorta di mappa
dalla quale emergono dieci punti caldi che individuano zone interstiziali,
ognuna delle quali corrisponde ad uno spazio tecnico e ad una diversa
occasione di progetto. Gli oggetti robotici si muovono sul tavolo,
costantemente ridirezionati e in continua ricerca di nuove mete all'interno
di questo paesaggio artificiale.
Tra le opere architettoniche di Nio presentate nell’esposizione
itinerante figurano: The Cyclops a Hilversum, un complesso
di dodici case situate a ridosso di una strada a scorrimento veloce,
isolate da un argine acustico; il loro profilo stravagante ha ammaliato
la gente al punto da superare lo scetticismo iniziale provocato dall’inospitalità
del luogo; The Amazing Whale Jaw, una stazione capolinea
di autobus nei pressi dell’ospedale di Hoofddorp;
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Omaggio a Oscar Niemeyer, la struttura è costituita
da un blocco scultoreo dal disegno zoomorfo, pensato per donare
un gesto forte alla piazza, spoglia e anonima; la stazione-scultura
ora si espone brillante al sole, ora si piega su se stessa a ricavare
l’interno e l’ombra, in un dialogo fra “candore
modernista e chiaroscuro barocco”; Touch of Evil
è un progetto che mira a riscattare un tunnel dalla sua mera
funzione di collegamento fra due zone: una stampa astratta e brillante
si arrampica su parte della parete, come una macchia che si impossessa
del cemento rivendicando e dichiarando la presenza del traforo.
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