Di Stefano Gulmanelli
Smart mobs, wardriver, freenetwork,
hacktivismo, swapper, sousveillance, cripto-anarchist, cypherpunk,
street television. Fenomeni – con proprie peculiarità e
caratteristiche – che a prima vista potrebbero avere poco in comune
fra loro ma che invece condividono la radice concettuale, il punto
da cui partono per cercare di imporre un mutamento nello status quo
economico-sociale e soprattutto culturale.
Questa origine comune è la pulsione libertaria – con venature di
anarchica e pregiudiziale insofferenza per il Potere - che trae
linfa vitale dall’uso sempre più consapevole e diffuso delle nuove
opzioni tecnologiche messe a disposizione di un crescente numero di
persone. Dall’esplosione della tecnologia P2P all’avvento del
Wi-Fi, dagli sviluppi del Voice over IP alle prime
configurazioni di mesh network. Sono queste infatti le ‘armi’
a disposizione delle schiere di quello che ho denominato
NetAttivismo e che rivendicano spazi di libertà impensabili
anche solo qualche tempo fa. Armi in una guerra che si annuncia
senza esclusioni di colpi e che vede dall’altra parte il blocco
dell’Ordine Costituito che difende le proprie prerogative di potere,
conscio che cedere anche solo su un fronte potrebbe far perdere la
capacità di controllo e condizionamento avuti finora.
Una guerra che oggi si concentra su tre campi di battaglia. Il primo
– aperto dall’offensiva del file-sharing a danno della
distribuzione di musica e film – che riguarda la riproducibilità e
la circolazione dell’informazione. Il secondo – reso possibile dalle
tecnologie di comunicazione wireless – che concerne il
diritto alla comunicazione e al controllo delle relative
infrastrutture. Il terzo che è relativo alla garanzia
dell’inviolabilità della sfera personale, tema più attuale che mai
in tempi in cui sicurezza e privacy si presentano spesso come
alternativi fra loro.
Una guerra che – visti i protagonisti – ho chiamato PopWar e
il cui esito presumibilmente determinerà la configurazione sociale
che ci accompagnerà nel XXI secolo.
[SCHEDA]
Stefano Gulmanelli
con la collaborazione di Arianna Dagnino
PopWar – Il NetAttivismo contro l’Ordine
Costituito
Apogeo – 2003
Pagine 166 – Euro 13,00 |
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