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PERFORMING MEDIA - LA NUOVA SPETTACOLARITA' DELLA COMUNICAZIONE INTERATTIVA E MOBILE

Di Fabrizio Pecori
Suggestioni da un libro su La nuova spettacolarità della comunicazione interattiva e mobile

Carlo Infante non è un osservatore oggettivo, non è un cronista “trasparente”. E' piuttosto un catalizzatore di eventi; uno a cui piace lanciare sempre almeno tre sassi nel lago per osservarne l'intersecarsi delle onde, per carpire i segreti di quella specifica “convergenza” che recentemente ha assunto le forme della cross-medialità; ed uso qui una delle tante «parole virali» - come ama definirle, «quelle che contagiano l’immaginario» -, di cui il libro è costellato. Ecco perché
Performing Media è anche un percorso che gravita intorno alla sua presenza attiva, al suo nomade girovagare in ricettivo contegno, sempre aperto al dialogo ed al confronto creativo, sempre pronto a “prendersi cura” di ogni evento, di ogni aspetto peculiare dell’infosfera che ci troviamo ad abitare. Ricordate Il piccolo principe e la sua esplorazione planetaria?
Perché, in fondo, anche questo è il senso delle peregrinazioni interattive dell’autore: «Questa è l’infosfera qualcosa di molto simile a quella che, vent’anni fa circa, Jean Baudrillard aveva definito l’infomondo. Un mondo dove si comunica solo per partecipare al rito della comunicazione, con il pericolo costante non solo di non produrre senso, ma di perderlo. Questo è il rischio che si corre se non si trasferisce attenzione culturale e sociale verso questi fenomeni.»
E l’attenzione verso i fenomeni che caratterizzano le nuove forme del vivere sociale, non può che essere intrinsecamente attiva, non può che trasformarsi in una sorta di “cultural guerrilla”, i cui aspetti focali, vanno rintracciati proprio nelle mille espressioni della comunicazione interattiva e mobile che il libro invita a ricondurre al concetto di performing media: progetto e creazione di tattiche mediatiche che mi piacerebbe dire “sperimentali”, ma si tratterebbe certo di un grande travisamento, proprio perché: «Oggi l’avanguardia non è più possibile, il mondo va troppo veloce. Ma la velocità la si può ammortizzare, portandola dentro di noi, traducendola in valore cognitivo, in ritmo evolutivo.»
Ed anche perché l’invito alla continua relazione che intercorre tra corpo ed informazione, tra mente ed estensioni digitali, è un fatto che riguarda tutti, nessuno escluso. Per dirla con le parole di Carlo: «L’infosfera non presuppone consumatori passivi con occhi contemplativi, ma soggetti dinamici che frequentano la rete agendo in maniera tattile, prendendo, cliccando. Così come lo spazio fisico lo si scopre attraversandolo con il corpo, lo spazio digitale si rivela in una navigazione caratterizzata da una sensorialità da sperimentare. Tanto più che è proprio la prossimità con il corpo dei diversi terminali digitali a caratterizzare questa condizione.»

 

 

 

La copertina di Performing Media

L’intero volume si offre come un allettante invito a «rompere la cornice dello sguardo», per usare un’ultima metafora dell’autore, ad immaginare la possibilità di sprofondare in quel display che rappresenta il trompe l'oeil in cui narcisisticamente si rispecchia il nostro vivere, di abituarsi all’idea che quello spazio che siamo chiamati ad abitare, proprio perché sempre più pervasivo ed immersivo, confonde e ridefinisce la tradizionale distinzione tra spazio pubblico e spazio privato.


[SCHEDA]
Carlo Infante
Performing Media - La nuova spettacolarità della comunicazione interattiva e mobile
novecento::libri – 2004 (www.novecentolibri.it)
Pagine 191– Euro 15,00

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