I MEDIA
New Media Projects non solo Web
Di Giulia Bertini
L’avvento delle cosiddette tecnologie dell’informazione e della
comunicazione ha soffiato nuovo ossigeno sul dibattito concernente
gli sviluppi mediatici e l’ibridazione dei sistemi di comunicazione.
Connettività e personal media sono due delle parole chiave che,
certo a ragione, hanno caratterizzato questo fermento. Merita forse
sottolineare che seppur portati alla ribalta attraverso gli sviluppi
del digitale, questi fenomeni identificano caratteri della
comunicazione ben oltre il “virtuale”: si pensi ad esempio all’uso
più o meno tracotante di loghi e marchi sui capi di abbigliamento o
sui mezzi personali di locomozione.
Non è forse vero che prestandosi, alle logiche di mercato, ci
trasformiamo ogni giorno in vere e proprie incarnazioni di quello
che potremmo definire il fenomeno del mobile I media?
Indossando t-shirt, cappellini, occhiali, scarpe… senza quasi
neanche accorgercene continuiamo quotidianamente a proporci come
“mezzi di comunicazione” disponibili a titolo gratuito.
Verso un “uso” consapevole e sostenibile
In parte anche per evadere da questa logica Zoë Ellis,
neo mamma londinese di 29 anni, ha prestato nell’estate di quest’anno
il proprio pancione per ospitare il brand della Micro Babies
(www.microbabies.co.uk),
azienda britannica che propone simpatici bambolotti per i più
piccoli.

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Girando per la City con il vivace marchio
dipinto sulla nuda pancia, la giovane mamma si è dichiara entusiasta
di “dare forma” ad una diversa concezione di personal media: «Sono
orgogliosa di essere una mamma in attesa e sono felice di mostrare
il mio nuovo profilo. Penso che questa sia un'idea veramente
divertente ed un modo straordinario di usare la mia pancia!»
Paghi quando lo compri. Fatti pagare quando lo indossi.
E’ lo slogan che caratterizza la campagna Spazio
Disponibile ideata da GuerrigliaMarketing.it (www.guerrigliamarketing.it):
«Oggi quello che l'economia chiede al consumatore è un lavoro
ulteriore: la collaborazione non retribuita alla diffusione del
brand attraverso l’esposizione del logo sul prodotto.
Guerrigliamarketing.it ha deciso di andare oltre la logica
puramente negativa del NoLogo e di lanciare una campagna di
ribaltamento dei rapporti di forza tra marca e consumatore.
Spazio Disponibile è il grado zero della pubblicità che diventa
logo. Un logo da utilizzare su magliette e oggetti di uso comune per
affermare il valore produttivo del consumo. E' un invito a non
lavorare gratis, l'indisponibilità ad accettare di pubblicizzare
alcun marchio senza un equo onorario».
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