Comunicare il
cambiamento della città
Di Robert Boxer
Firenze Città Nuova nasce dalla volontà di rendere disponibile
alla cittadinanza il panorama dei lavori pubblici, in corso o già
realizzati, nell’ambito del circuito metropolitano di Firenze;
comunicare l’opera di “cantierizzazione” che coinvolge la città.
Stimolato da un desiderio di trasparenza, il Comune di Firenze
ha voluto mostrare il futuro architettonico ricorrendo, in modo
inusuale, a video, multimedia e computers; una vera e propria
“attrazione”che conta mille visitatori al giorno.
L’Ufficio del Sindaco ha voluto raccogliere la sfida che
veniva dallo scetticismo di una città storica puntando sulla
tecnologia per coinvolgere e informare i cittadini. I lavori sono
stati affidati all’azienda fiorentina Surproduction che ha
coordinato l’evento, assicurando coerenza all’allestimento, alla
grafica, ai film e al multimedia.
Surproduction si è occupata dell’ideazione e dell’art
direction dell’allestimento della Sala d’Arme di Palazzo Vecchio,
della realizzazione di alcuni dei video e del reperimento delle
professionalità, facendo gravitare intorno ad un unico progetto un
network di aziende (O®_Suffixes, StudioDIM, Informa), che
intrecciando know how e competenze specifiche hanno costruito la
catena produttiva che ha portato alla realizzazione complessiva
dell’evento.
L’allestimento
Basta fare due passi in Piazza della Signoria per poter intravedere,
attraverso un breve corridoio, strane e curiose apparizioni grafiche
della città e dei suoi luoghi. La mostra, con il suo patrimonio di
immagini e simboli, si estende fuori della Sala, sulla strada.
Il breve tunnel di accesso, ad archi gotici stilizzati, conduce in
pochi passi dentro la Sala d’Arme, uno spazio trecentesco per
l’occasione rinnovato in area tecnologica e mediatica. Lo avvolgono
video proiettati su grandi schermi a forma di vela, l’atmosfera è
soffusa, dialogano grafica e suono, i sensi sono attivi, come in
immersione.
Vetro, plexiglas e vele, mediante pellicole e tessuti da
retroproiezione, fanno da supporto all’informazione e insieme,
attraverso leggerezza e trasparenza, lasciano visibili le mura, i
pilastri, gli archi. E’ come se l’allestimento fosse stato costruito
nel vuoto, sospeso.
Cinque postazioni multimediali interattive intervallano lo spazio;
usandole il visitatore può apprendere l’excursus dei progetti
correnti a Firenze. Quindici filmati, che si aprono come scorci su
una Firenze tridimensionale, illustrano il futuro di Fortezza da
Basso, della Stazione dell’Alta Velocità progettata da Foster,
dell’ingresso degli Uffizi di Isozaki, e del destino di altre
12 aree metropolitane in costruzione. La postazione multimedia è un
oggetto autonomo, dotato di tutte le features audiovisive.
Incorpora, con ingombri contenuti computers, proiettori, speakers
acustici, periferiche interattive non convenzionali, impianti.
Per dare un ordine di misura della intensità del multimedia nella
Sala d’Arme, si pensi che otto computers, dodici video-proiettori e
altrettanti speaker audio sono distribuiti nello spazio e
tendenzialmente invisibili per il visitatore ordinario. Infatti alla
sfida d’ordine estetico, quella cioè di far dialogare antico e
tecnologico, si è aggiunta per i progettisti quella tecnica, dal
momento che il rispetto del luogo impediva la maggior parte delle
pratiche connesse con le esigenze dell’allestimento. Si è cercato di
dare soluzione ad un orizzonte di difficoltà tecniche... supporti,
invisibilizzazioni, statiche, superfici mediatiche, rispetto delle
regole di sicurezza.
Nel CD-ROM
allegato a My MEDIA - Osservatorio di Cultura Digitale sono presenti
il video dell'interfaccia di navigazione, il video della futura area
della Fortezza da Basso ed uno slide show con le immagini delle
ricostruzioni delle principali opere urbainistiche in corso a
Firenze. |
I video
Quattro filmati sincronizzati vengono proiettati sulle vele che
cingono lo spazio. Essi stanno a riassumere in carrellata emozionale
tutti i progetti; d’altra parte le postazioni ricevono i filmati
interattivi più articolati e dotati di apparato testuale.
L’authoring di tutti i video è frutto del lavoro di Surproduction,
che si è trovato a dover integrare materiale piuttosto eterogeneo...
ortofotografie della città, riprese effettuate da piattaforme aeree,
plastici, materiali tecnici, disegni CAD, rendering 3D e filmati
prodotti appositamente per mostrare cantieri e underconstruction
area. A questo materiale visivo si è associato quello testuale. Nel
rinunciare alla classica voice-off, quale guida per la comprensione
dei filmati, si è pensato di integrare nel video un impianto
testuale ripartito in tante finestre, (pop-up windows), che appaiono
e scompaiono automaticamente in relazione allo scorrimento dei
filmati. Forme dell’allestimento e grafica dell’immagine
naturalmente si sposano in modo da formare un blocco unitario e
facilmente comprensibile per il visitatore.
Per realizzare i video della Sala d’Arme, la città è stata
sottoposta ad un vero e proprio monitoraggio. Per mezzo di
piattaforme aeree che consentivano di arrivare ad un’altezza massima
di cinquanta metri dal suolo, tutte le zone cantierizzate sono state
riprese, fotografate e successivamente ricostruite in tre
dimensioni.

Un fotogramma dal video su Santa Maria
Novella, realizzato da Maxmedia studio, Terrastudio.it,
Dreams Project.
Tecnologia
Fra gli intenti originari della manifestazione, c’era quello di
introdurre un’alta componente tecnologica nelle dinamiche
espositive. Una tecnologia che si integrasse con lo spazio e
mettesse concretamente nelle mani del visitatore uno strumento
facile ma raffinato. Solo alcuni visitatori sono naturalmente
curiosi e disposti ad interagire con gli strumenti (dinamic visitors),
altri sono più diffidenti e attendono che l’informazione li colpisca
direttamente (static visitors). Se dunque le vele assolvono a questo
compito, le postazioni multimediali stanno lì a soddisfare le
esigenze di colui che vuole approfondire.
Per visualizzare i quindici video attraverso un’unica postazione, è
stata sviluppata una piattaforma multimediale software basata sulla
ricostruzione 3D dell’intera città di Firenze, realizzata da
RGBforce. L’intera città è disponibile al gesto di ruotare una
manopola in un senso e nell’altro. La ricerca di una modalità
d’interazione non convenzionale è stata uno degli stimoli principali
del lavoro e alla fine è stata trovata un’ottima soluzione per
integrare macchine e periferiche rendendole “usabili”, in qualche
modo anche divertenti.

Prospettive
Firenze Città Nuova è un attraversamento di “futuri”
progettati e “presenti” in corso; è previsto un ampliamento del
materiale video per abbracciare ulteriori quindici progetti;
diventano quindi trenta le aree underconstruction fornite di
copertura mediatica e informativa. La mostra attualizza un ottimo
equilibrio tra tecnologia e patrimonio storico-simbolico, tra
esigenze dell’informazione e necessità dell’entertainment,
dell’emozione. E’ auspicabile che questo evento rappresenti un
inizio per una serie di prove di questo calibro, prove che
alimentano il circuito culturale, distribuiscono il sapere
collettivo, e forniscono la consapevolezza di ciò che cambia. |