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Tecnici specializzati
o artisti digitali? Quando la creatività si rivela
un'ottima tutela contro lo spionaggio industriale.
Si dice che negli anni Settanta ed Ottanta, quando l'arte
del progettare microchips non aveva ancora raggiunto
la piena maturità delle odierne produzioni, i
vari costruttori abbiano adottato la tecnica di sovrimprimere
i minuscoli circuiti elettronici dei microprocessori
e coprocessori matematici con piccole icone atte a salvaguardarne
l'ingegneria.
Finalizzato ad un preciso obiettivo strategico, il talento
degli ingegneri elettronici è esploso, dando
vita ad infiniti "tatuaggi digitali" dalle
pluriformi ispirazioni: animali, aerei, automobili,
personaggi dei fumetti e dei videogiochi hanno allietato
a nostra insaputa le postazioni di lavoro e di gioco
di tutto il mondo.
Ovviamente la curiosa raccolta di graffiti non poteva
non trovare ampia documentazione sul Web: gli artefici
del Silicon Zoo vi danno appuntamento all'indirizzo:
micro.magnet.fsu.edu/creatures.
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