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Screensaver in cerca
di alieni
Il progetto SETI per la ricerca di forme di vita intelligenti
nello spazio è noto praticamente a tutti. Quando nel
Maggio del 1999 venne varato il progetto Seti@home con il
quale si intende utilizzare uno screensaver creato per computer
domestici per la ricerca di segnali extraterrestri molti non
tardarono a definirlo "crazy".
Il progetto che si fonda sul concetto di "calcolo distribuito"
consente di ricevere pacchetti di dati provenienti dai telescopi
puntati sullo spazio che possono essere elaborati off-line
in ogni momento in cui il computer rimane inutilizzato e parte
lo screensaver. Quando il PC ha terminato l'elaborazione del
pacchetto di "vibrazioni cosmiche" rispedisce i
dati al mittente e scarica un nuovo set di dati da elaborare.
Si tratta di un modo che sembra essere sempre più efficace
per assolvere al trattamento di quella infinità di
dati corrispondenti ai segnali provenienti dai radiotelescopi
di tutto il mondo.
In circa due anni il progetto "mattoide" ha consentito
di risparmiare quasi mezzo milione di anni di calcolo grazie
ad oltre un milione e mezzo di utenti che hanno concesso un
po' del tempo del loro processore alla ricerca sulle comunicazioni
intergalattiche. Nel frattempo è stata resa disponibile
la versione 2.0 dello screensaver, ottimizzata e migliorata
soprattutto per quanto concerne la prevenzione dal ricevimento
di dati alterati o duplicati e per quanto concerne il numero
e la natura dei segnali posti sotto analisi.
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Che E.T. finisca per contattarci proprio durante la pausa caffè?
Per saperne di più e scaricare la nuova versione dello
screensaver: setiathome.ssl.berkeley.edu
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