
«La carica emotiva di Dobby», illustra
Dave Andrews (supervisore dell'animazione digitale di Industrial Light + Magic),
«deriva soprattutto dagli occhi e dalla mimica facciale».

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Sono oltre 80 le sequenze
nelle quali appare il personaggio digitale di Dobby, un motivo in
più per giustificare la perizia di particolari e l’attenzione con
la quale la Industrial Light + Magic ha realizzato il
piccolo simpatico elfo.
Il lavoro “analogico” di Stuart Craig e Nick Dudman
sulla caratterizzazione e la realizzazione del modello fisico di
Dobby ha dato vita ad un soggetto praticamente definitivo. Passato
dalla fase di scansione 3D, il personaggio è diventato un
personaggio digitale perfetto, grazie all'attento lavoro di
Bill George e di Dave Andrews; è bastato un semplice ritocco alla
forma della bocca, dettato da esigenze di espressione mimica, per
affinare uno dei personaggi maggiormente riusciti del secondo
episodio di Harry Potter.
Date le caratteristiche precipue del personaggio e la predominanza
delle espressioni facciali nelle sue apparizioni, gli animatori
hanno immediatamente deciso di rinunciare quasi completamente alle
tecniche di motion capture, per concentrarsi sull’animazione in
keyframe (preferita del resto anche dagli animatori di Weta
Digital per l’animazione della mimica facciale di Gollum nel
secondo episodio de “Il Signore degli Anelli” – vedi
Computer & Internet N. 22, Marzo/Maggio 2003).
Anche per quanto riguarda le movenze dell’elfo – racconta Dave Andrews,
supervisore dell'animazione digitale – abbiamo preferito quasi sempre ricorrere
all’animazione in keyframe, perché comunque le movenze e la
ripartizione delle masse muscolari di un attore di almeno 60 Kg.
ben poco hanno in comune con quelle di un elfo domestico che certo
non supera i 20 Kg. Anche le differenze di altezza influiscono di
fatto sull’equilibrio e la gestualità del personaggio digitale.
Certo non è una novità per i film che coinvolgono la presenza di
personaggi digitali, ma ancora una volta i sempre troppo stretti
tempi di produzione hanno caratterizzato il lavoro degli
animatori: è stato infatti necessario coordinare gli sforzi di ben
15 animatori (tra i quali spicca la professionalità di Steve
Rawlins) che hanno lavorato contemporaneamente sulla
“recitazione” di Dobby, interessandosi di aspetti che poi
sarebbero dovuti risultare convincenti in compresenza.
Una delle
più utili “linee guida” che hanno consentito questo raccordo è
stata l’ispirazione che si è potuto trarre dalla recitazione di
Toby Jones, l’attore che ha prestato la voce a Dobby.
Per quanto concerne il
software, IL+M si è avvalsa di Softimage XSI
della Avid per l'animazione del corpo di Dobby, mentre per
le espressioni facciali ha preferito far ricorso al programma
proprietario Caricature. Anche per la simulazione
dei tessuti si è preferito appoggiarsi ad un diverso software
proprietario.
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