Un
tavolo con una lastra di plexiglass retroilluminata in modo
perfettamente uniforme, un bel sacchetto di sabbia finissima,
due abili mani, un pennello e qualche rudimentale strumento:
questi gli ingredienti per una affascinante tecnica di animazione
Ho incontrato Abi Feijó nel
corso di uno dei tanti Creative Focus proposti dal Festival
Internazionale del Film d'Animazione di Annecy. I suoi
film sono realizzati con materiali e tecniche d'animazione completamente
diverse: dal disegno su acetato, alla matita o inchiostro su
carta, dal cut-outs alla sabbia; quest'ultima rimane certamente
la sua preferita. Proprio con la sabbia ha realizzato il suo
ultimo bellissimo cortometraggio Clandestino,
presentato tra quelli in concorso al Festival.
Con la sabbia si gioca, si fanno castelli, si scavano fossati,
si fanno sabbiature, si creano trincee, si erodono pietre e
metalli
a volte si sprofonda. Non è questo il caso
dello studio porteghese di Abi Feijó
che, attivo fin dal 1987, ha dovuto chiudere permanentemente
i battenti a causa della pessima sorte che affligge l'animazione
europea. In parte proprio grazie ai virtuosismi che sa operare
con la sabbia, Abi è riuscito
a riempire la fossa ed a rimanere a galla proprio là
dove l'onda si frange.
Le sue indiscusse capacità e le molte mansioni che ricopre
ed ha ricoperto - direttore, vicepresidente dei workshops di
Asifa dal 1995 al 2000, presidente
della medesima associazione dal 2000 fino all'inizio di questo
anno, presidente della nuova Casa de Animação
a Porto -, ne fanno un personaggio di tutto rispetto,
sempre pronto ad imbarcarsi in avventure prestigiose quanto
coraggiose; e case produttrici di rilievo, come Folimage, sono
sempre disposte a riservargli la massima attenzione.
Téchne
Pochi sono gli strumenti e gli accorgimenti necessari per realizzare
animazioni con la sabbia, il vero nucleo consiste nel vigore
visionario che guida le abili mani.
Una videocamera fissa collegata ad un Personal Computer inquadra
un grande tavolo formato da una lastra di plexiglass uniformemente
retroilluminata con luci morbide ma nitide. Abi ne utilizza
nello studio una lunga oltre quattro metri che gli consente
di realizzare anche effetti tipo "carrellata".
Per creare i fondali la sabbia viene distribuita sulla superficie
in modo disomogeneo mediante un piccolo staccio. Con le mani
si possono aggiungere "pizzichi" di sabbia per meglio
demarcare i contorni o per completare le texture di riempimento.
Grazie a stecchini da denti e piccoli pennelli si possono creare
disegni "in negativo", che poi possono essere ritoccati
direttamente con il dito per rendere più morbidi i contorni.
Piccoli aspiratori a bastoncino consentono di asportare in modo
preciso ben definite quantità di sabbia da punti specifici
della tavola.
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Una volta realizzato il fondale, l'animatore
passa a definire le figure in primo piano utilizzando la classica
tecnica dei "livelli", che in questo caso sono costituiti
da lastre di vetro separate tramite piccoli spessori posti
ai lati. E' molto importante che la distanza tra i vari "livelli"
non ecceda mai gli 1/2 cm per evitare che i disegni assumano
colori completamente diversi o si verifichino strani effetti
di parallasse tra i vari piani. Una volta completato il disegno
anche i vari "livelli" possono essere spostati sotto
la telecamera per creare gli effetti più semplici di
animazione.
Per questa tipologia di animazioni il computer, pur rimanendo
quasi completamente inerte, presta una particolare assistenza
in quanto consente di comparare continuamente l'immagine precedente
con quella attualmente in via di definizione e di verificare
l'effetto complessivo della sequenza animata in corso di registrazione.
In alcuni casi è possibile utilizzare al posto della
sabbia altre polveri - caffè, sale, farina, ocre colorate
- per dare con "morbidezza" una più completa
informazione cromatica.
Elogio della lentezza
Osservando Abi lavorare, superato
il fascino inesauribile dell'operare, si è certi di
essere di fronte ad una tecnica di animazione che richiede
particolare pazienza e meticolosità: per realizzare
i vari sfondi di Clandestino sono occorsi fino a due giorni
ciascuno. Ma l'animatore mi rassicura: in generale si può
dire che i tempi della produzione incidono molto di più
di quelli dell'animazione.
Per realizzare i 7 minuti e 32 secondi di Clandestino,
tra tempi di animazione e tempi di produzione, sono occorsi
quasi tre anni: con buona pace del deserto, questa sabbia
rimarrà sempre lontana dalla veemenza delle tempeste.
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