Il creative
focus di Mark Baker e Neville Astley,
autori della fortunata serie televisiva inglese The
Big Knights, che lo scorso anno
ha ricevuto il Premio Speciale per la serie
TV del Festival Internazionale di Annecy.
Il workflow di una serie animata televisiva che utilizza una
tipologia di animazione a metà strada tra disegno e cut-outs
ha indotto Mark Baker e Neville Astley
a collaborare allo sviluppo di CelAction2D,
un programma appositamente realizzato per The Big Knights, ma
che continua a crescere in funzione delle esigenze degli animatori.
"In The Big Knights abbiamo utilizzato solo colori pieni
- osserva Baker - così CellAction2D era stato realizzato
specificamente per questo utilizzo. Ma adesso, che le nostre
esigenze si sono estese, possiamo utilizzare anche texture ed
altri elementi grafici. Possiamo ad esempio scansionare illustrazioni
da un libro ed animarle come vogliamo. Siamo riusciti anche
ad acquisire ed animare il tipico disegno di un bambino mantenendone
viva la fragranza e la spontaneità. Non facciamo altro
che confrontarci ed esporre le nostre esigenze ai programmatori;
è come se il programma fosse vivo, come se non avesse
limiti; è davvero molto eccitante".
Il programma, ormai giunto ad una versione stabile e sufficientemente
efficace, viene attualmente commercializzato a livello europeo.
Ma ciò che mi è sembrato più interessante
è il workflow che caratterizza la produzione di punta
degli animatori, che alternano le proprie realizzazioni soprattutto
tra serie televisive e spot pubblicitari, nelle quali il fattore
tempo non è certo da trascurare.
Il tempo è tiranno
"Durante la realizzazione di The Big Knights abbiamo ben
presto optato per una soluzione che non facesse sempre e completamente
affidamento sul tradizionale storyboard", questo a grandi
linee il suggerimento di Mark Baker. Gran parte degli episodi
sono stati concepiti attraverso brainstorming ed annotazioni
personali che in un secondo tempo si sono affinate e trasformate
in brevi narrazioni. Lo storyboarding tradizionale ha assistito
in molti casi unicamente i momenti più critici delle
singole gags oppure è subentrato nelle occasioni in cui
si è avvertita l'esigenza effettiva di avere un supporto
visivo per la realizzazione delle scene animate.
Nel creare una serie televisiva di una certa consistenza gli
ideatori hanno sentito soprattutto l'esigenza di definire in
modo accurato i caratteri dei vari protagonisti e di immaginare
nei minimi dettagli l'ambiente nel quale essi si sarebbero trovati
a vivere, con tutti i confini territoriali che avrebbero potuto
rappresentare altrettante occasioni di story-telling. Ecco perché
quasi all'inizio del progetto è stata realizzata una
mappa dettagliata del territorio abitato dai cavalieri, dei
suoi confini e della morfologia dei territori circostanti, che
avrebbero ospitato amici o nemici e dato vita ad eventi che
avrebbero segnato in modo tangibile le avventure degli eroi.
Una volta definito il territorio ed i caratteri principali,
le storie sono nate quasi esclusivamente attraverso il confronto
tra gli autori ed i continui brainstorming che avevano come
oggetto brevi fabule e strategie di rappresentazione. Una volta
sedimentati gli elementi emergenti, gli autori potevano procedere
alla scrittura ed alla creazione degli storyboard necessari.
In molti casi sono state prodotte sceneggiature e storyboard
di oltre 60 pagine in meno di due giorni per ciascun episodio. |

E' a partire dalla fase successiva che subentra l'apporto
significativo delle tecniche digitali: una volta acquisiti
i vari quadri dello storyboard e registrati i dialoghi, gli
animatori hanno cominciato a creare dei pre-montaggi in Adobe
Premiere nei quali i singoli quadri disegnati venivano comparati
con gli effettivi tempi dei dialoghi registrati per avere
una idea precisa della scansione temporale della storia. In
effetti, come ben evidenzia Mark Baker, quando si crea una
serie televisiva od uno spot pubblicitario la durata deve
essere calcolata con estrema precisione.
Sulla base precisa del pre-montaggio è stato possibile
passare ad introdurre i vari elementi dell'animazione via
via che essi andavano definendosi. In questo modo l'animazione
veniva progressivamente completata e collocata al proprio
posto senza dare adito a sorprese temporali.
Téchne
La tecnica di animazione prediletta da Mark Baker e Neville
Astley è quella che parte da semplici illustrazioni
e si comporta in modo simile a quella delle animazioni realizzate
con i ritagli di carta (cut-outs). Nel loro caso però
viene utilizzato un procedimento interamente digitalizzato,
attraverso CelAction2D che consente loro di intervenire direttamente
sui vari elementi che compongono l'immagine, spostandoli od
alterandoli a piacimento.
I vari elementi che costruiscono la scena possono essere inseriti
su livelli diversi ed ogni loro movimento può essere
registrato in specifici fotogrammi chiave, che daranno poi
origine tramite le opportune interpolazioni all'animazione
definitiva. Naturalmente i movimenti ciclici possono essere
ottenuti semplicemente replicando i fotogrammi chiave del
relativo livello.
CelAction2D utilizza una interfaccia
molto semplice che trae ispirazione dalle più tradizionali
tecniche di animazione, ma il computer consente di semplificare
moltissimo il processo di produzione, facendo guadagnare molto
in termini di tempo e di controllo.
Le forme utilizzate all'interno del software hanno tutte carattere
vettoriale e consentono pertanto di operare trasformazioni
e cambiamenti di scala in modo rapido e senza alcuna perdita
di definizione. In molti casi gli sfondi e le scene complesse
vengono invece realizzate in formato bit-mapped con Adobe
Photoshop o con altri programmi similari.
Uno dei vantaggi connessi all'utilizzo di software specifico
è dato dal fatto che rende estremamente facile realizzare
anche "scene di massa", nelle quali la base delle
azioni e dei personaggi (ad esempio, il corpo dei contadini
o dei soldati nella serie The Big Knights) sono comuni, e
non rimane che operare quelle poche modifiche che consentono
di personalizzare le singole istanze (es. i volti) per rendere
le scene più credibili e più piacevoli.
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