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Lo spumeggiante autore
dallo stile inconfondibile ci ha incantato con la storia della
sua vita e le riflessioni sulla propria attività artistica
Io sono essenzialmente un realizzatore di vignette. Puzzle,
gadget ed anche le animazioni sono prodotti derivati, non
realizzati da me direttamente, che però sono sempre
stati concepiti nel perfetto stile che contraddistingue la
mia produzione.
La produzione animata che ho presentato in occasione del Future
Film Festival è essenzialmente suddivisa in
due esperienze: quella dell'animazione classica, composta
da corti interamente disegnati di durata variabile, realizzati
da Micky Muster; e quella dell'animazione
3D, caratterizzata soprattutto dalla produzione dei corti
dedicati alle Giraffe, realizzate
da Gorge Lacroix.
La mia storia come disegnatore comincia a 13 anni, ma me ne
sono occorsi oltre 25 per riuscire ad individuare quello stile
personale che ormai mi caratterizza. Nel 1966, risiedevo a
Parigi, non conoscevo la lingua ed ero senza lavoro.
Quando mi hanno proposto di fare illustrazioni per un quotidiano,
le ho fatte senza parole semplicemente perché non conoscevo
la lingua.
Lo stile che mi contraddistingue nasce però soprattutto
nel 1970 con il libro L'arrembaggio
(Il galeone, nella versione francese
originale).
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Si è trattato di un lungo cammino
che mi ha portato ad un successo che neppure io riesco a spiegarmi.
Io ho due lingue: la mia propria ed il mio disegno. Ed è
molto curioso per me cercare di spiegare con le parole quei
disegni che rappresentano la mia espressione senza parole.
Le mie migliori parole sono i miei disegni. Il mio primo amore
è stato il disegno animato, fin da quando all'età
di 6 anni, mia madre mi ha portato a vedere Biancaneve
e, negli anni successivi, tutta la grande produzione classica
di Disney. Da allora io ho deciso
di disegnare.
Più tardi ho visto moltissime altre cose, che hanno
rappresentato un po' la mia scuola. Io sono un grande ammiratore
di tutti quelli che hanno fatto la professione degli animatori.
Tutti mi hanno insegnato qualcosa: quelli che ho più
amato mi hanno insegnato le cose da fare, quelli che non ho
amato mi hanno insegnato le cose da non fare; ma tutti sono
stati miei maestri.
Videoincontro con Guillermo Mordillo
ed approfondimenti nel CD-ROM allegato a Computer & Internet
- N. 18 - Aprile/Giugno 2002.
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