Di
Nicholas Cecchelli
Un giorno, in una strada di una metropoli, il traffico é
intasato a causa di un incidente singolare. Un tamponamento a
catena a causa di una pianta di mais enorme formatasi
improvvisamente nel bel mezzo della strada! Com’é possibile?
Cosa é successo?
Questa è la storia di un semino di mais sfruttato per
esperimenti da uno scienziato con l’obiettivo – condotto senza
successo – di creare un fiore in grado di nascere e crescere
con una velocità fuori dal comune.
Dopo vari tentativi, lo scienziato si concede un’ultima prova,
prendendo come cavia un nuovo semino di mais il quale però
subisce una strana mutazione che lo porterà fuori dal
laboratorio facendolo giungere a contatto con materiali
diversi (acqua e sapone, whisky…) che continueranno a mutarlo
fino a renderlo un seme con tanto di gambe e braccia.
Finendo per l’ennesimo errore in una torta, viene messo in
forno trasformandosi in un supereroe che avvertirà lo
scienziato dell’accaduto per poi gettarsi in picchiata dalla
finestra del laboratorio, precipitando in un’aiuola ai bordi
della strada, ove si trasformerà in un’enorme pianta di mais
dalla quale cade una pannocchia piena di semi vivi.
Ecco l’intensa trama del cortometraggio di animazione 3D di 9
minuti creato, ideato e autofinanziato da Art5 (www.art5.it),
nonché vincitore del “Festival Arcipelago” di Roma.
Il cortometraggio, frutto di 18 mesi di lavoro, è stato creato
passando attraverso delicate fasi e tecniche di animazione;
partendo dal disegno dei personaggi e degli ambienti, per poi
passare allo storyboarding.
Immagini
tratte dallo storyboard
Quindi alla realizzazione
dei personaggi in plastilina, base primaria per la
modellazione tridimensionale con l’immancabile Maya,
che ha assistito la produzione nelle fasi di modellazione, nel
texture mapping dei materiali da applicare su
personaggi e ambienti – tra i quali vorrei almeno menzionare
l’accuratezza della resa delle scene acquatiche –, nella
animazione, nell’illuminazione e nel rendering.