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Osservatorio di Cultura Digitale
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R-EXP.MOV

marzo 16, 2011 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Dal 21 al 22 marzo 2011

alla Cattedrale – Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4, Milano

Alle ore 21.00 verrà presentato lo spettacolo di danza interattiva R-exp.Mov, uno spettacolo che assembla e reinventa due lavori della Compagnia realizzati a distanza di dodici anni l’uno dall’altro: “EXP” nato nel 1997 e “.MOV” creato nel  che mette a confronto la prima pionieristica produzione di danza interattiva realizzata da Ariella Vidach e Claudio Prati con la più recente, allo scopo di favorire una riflessione sugli sviluppi della tecnologia applicata alla performance, di conoscere la progressiva esplorazione di sistemi interattivi sempre più sofisticati…..

Per informazioni:

tel. +39 02 3450996
info@aiep.org


Intersections – Heterotopias

marzo 14, 2011 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Presso lo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto 2, Milano dall’11 marzo al 1° maggio 2011, ha luogo la mostra  Intersections – Heterotopias

Le due installazioni, realizzate indipendentemente, dai  importanti artisti greci: Lizzie Calligas e George Hadjimichalis. Gli elementi dell’opera trasformano lo spazio in memoria, sia personale che collettiva. Assieme costituiscono una geografia immaginaria e reale, un luogo “altro” che trascende i confini e i limiti imposti dal mondo reale che ci circonda…

Bwindi Light Masks

marzo 11, 2011 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Dal 11 marzo al 30 aprile 2011

in via Cervino 16, Torino

Gagliardi Art System è lieta di presentare BWINDI LIGHT MASKS, progetto artistico di Richi Ferrero.

Quaranta maschere identiche, provenienti dal Bwindi National Park, nel cuore più remoto dell’Africa nera, sono collocate come piccoli monoliti nello spazio buio della fabbrica abbandonata, simili ad antichi reperti in terracotta in un cantiere archeologico.

L’aspetto più interessante di questo rito senza tempo sta proprio nel legame tra luce e suono, spesso presente nelle culture antiche nelle quali il senso della performance religiosa è dato dal farsi sostanza del suono, che richiama la luce divina per stabilire un contatto tra questa e l’uomo.

Le Grand Tour

marzo 03, 2011 By: admin2 Category: Comunicazioni

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 Dal12 al 27 marzo 2011

presso il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro

Le Grand Tour di Maurizio Scalera

L’evento riunisce,  un allestimento minimale e spettacolare al tempo stesso, undici fotomontaggi digitali. Le immagini, appese con cavi di nylon quasi invisibili, fluttuano luminose nella vastità della sala ed emergono dalla penombra imponendosi allo spettatore ad altezza occhi. Come in un suggestivo Grand Tour i visitatori si immergono così liberamente nel mondo giocoso e affascinante delle opere di Scalera, ispirate a città e luoghi del mondo.

Happy Tech, la tecnologia dal volto umano

marzo 02, 2011 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Dal 22 febbraio al 31 marzo 2011

alla Triennale Bovisa, Milano

Happy Tech, la tecnologia dal volto umano

Orari di apertura: Mar, Mer e Ven, Sab e Dom 11.00 – 21.00 Giov 11.00 – 23.00 | Lunedì chiusura settimanale. Ingresso libero

L’idea della mostra è quella di offrire al visitatore la possibilità di guardare alla relazione uomo-tecnologia da due punti di vista: quello dell’arte e quello della scienza. L’arte è un indispensabile ponte fra la conoscenza delle cose e la conoscenza di noi stessi, e soprattutto del nostro rapporto con il mondo. Essa coglie, spesso anche in anticipo, quello che qualcuno ha chiamato l’“alone” delle cose….

Google Latitude

febbraio 16, 2011 By: admin2 Category: Comunicazioni

Simpatico e divertente, il nuovo servizio Google Latitude per la telefonia mobile offre l’opportunità di rimanere sempre aggiornato sui movimenti dei tuoi amici in buona parte del mondo.

Ci chiediamo però se basti una conferma al momento dell’adesione per andare in barba alla privacy; e soprattutto se sia così consigliabile da utilizzare visto che basta una piccola modifica anagrafica perché anche i minori siano in grado di utilizzarlo.

L’evoluzione darwiniana e l’arte digitale

febbraio 14, 2011 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Dal 12 febbraio al 19 giugno 2011

Palazzo Attems Petzenstein di Gorizia

 L’ALBERO DELLA VITA

Una mostra che ci conduce alla scoperta dell’evoluzione attraverso gli occhi di Charles Darwin.

  Dedicata alla vita, alla curiosità e alla voglia di conoscere..

‘Fly in High Resolution’

febbraio 11, 2011 By: admin2 Category: Comunicazioni

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Dal 4 febbraio al 12 marzo 2011

 Alla Galleria Carré Doré di Monaco 

Ha preso il via “Fly…in High Resolution”   esposizione incentrata su uno dei più importanti Artisti Russi dell’Arte Contemporanea dei media digitali..

Realtà aumentata, ok (e il valore?)

dicembre 06, 2010 By: admin2 Category: Articoli

Di Stefano Adami

Di la dal mare li chiamano “hype”.

Sono le ondate semi-maniacali che glorificano l’ultima tendenza in tema di tecnologia, ma non solo.

Hanno vita media di un anno o poco più ma riescono a far danni, se influenzano le scelte di vita o di impresa dei più sprovveduti.

Molti dei “fan”, spesso i più superficiali, si trasformano allora in detrattori.

E via col prossimo hype.

Sul finire degli anni ’80, ad esempio, la realtà quotidiana, quella “che si tocca” sembrava destinata a volatilizzarsi.

Era il momento della “realtà virtuale”: uscita dai circoli delle teste d’uovo, subito applicata nel settore del gaming e presto amplificata da produzioni cinematografiche e riviste trendy.

Nel lungo periodo invece le persone e gli ambienti seri, lontano dalle grancasse mediatiche, lavorano per creare vero valore o per rivisitare criticamente le diverse fiammate.

La sfida oggi non sembra più quella di infilare a sei miliardi di persone un Head Mounted Display o un Virtual Glove, ma piuttosto sovrapporre alla visualizzazione degli oggetti reali un “layer” di informazioni utili.

In altri termini, si sta provando ad “aumentare” gli oggetti con altri oggetti, virtuali, consistenti ai primi per contenuto o per il semplice fatto di essere in prossimità.

Dal pollice oppo-nibile all’informazione dispo-nibile”, verrebbe da dire.

In soldoni, una qualunque applicazione di Augmented Reality (AR) ha bisogno di un dispositivo di acquisizione di immagini, di una connessione in rete e di un dispositivo di visualizzazione.

Per farsi una prima idea sullo stato dell’arte è sufficiente la classica ricerca su Google, nemmeno avanzata (magari in inglese, però).

Non serve nemmeno una laurea in ingegneria per capire che la stragrande maggioranza delle applicazioni conta di far leva sulla diffusione ormai esponenziale degli smart phone (et similia).

Come ogni paradigma trasversale, però, la AR inizia a dare soddisfazioni su molti fronti e “ora si tratta di darle un valore economico”, per dirla con Bruce Sterling (nella Key Note di apertura di are 2010 – Augmented Reality Event, Santa Clara, CA, Bruce ha usato l’espressione “to make money of that”, ma sono americani, si sa).

Le esperienze più note, soprattutto per i corporate brand che le hanno promosse, si riferiscono fra gli altri a Toyota, General Electric, Coca Cola.

Altre esperienze, meno vistose ma non meno utili, si rivolgono ai contesti professionali dove l’accesso e la selezione di informazioni critiche devono avvenire in condizioni estreme. Un esempio per tutti: le applicazioni di supporto alla manutenzione.

Sulla scala della complessità il progetto SixthSense, di Pranav Mistry, al MIT Media Lab può essere considerato una pietra angolare, almeno per chi scrive.

Anche da lato dell’offerta, e quindi di chi investe scommettendo sul futuro, non si stanno muovendo solo brillanti “garage-start-up” tipo Total Immersion (recentemente partner di Adobe). Anche grandi player dell’ICT come Qualcomm e Samsung, oltre alla solita Apple, hanno messo sulla AR uno dei loro focus strategici.

Quindi, quali sono gli ambiti in cui la AR potrà dare maggior valore e -soprattutto – a chi?

Uno dei luoghi dove portare riflessioni trasversali e confrontarsi senza pregiudizi “di casta” è la UX Conference organizzata ogni anno a Lugano dalla Sketchin di Luca Mascaro.

Con Stefano Bussolon (che insiste a definirsi ballerino di tango ma è docente di Scienze cognitive all’Università di Trento) abbiamo provato ad identificare una serie di riferimenti generali e ci siamo confrontati – litigando spesso – sugli “strumenti” che le rispettive discipline possono attivare per inquadrare il tema.

Ci siamo dati un vincolo, però: lo sforzo di capire non è rivolto ad affinare tecnicismi volti a sfruttare i meccanismi e le debolezze psicologiche dei potenziali utenti.

E’ ancora Jaron Lanier, almeno per quanto ci riguarda, a dare la linea col suo “You are not a gadget”.

Oltre a discussioni esilaranti sulla definizione del termine “marketing” ed al ricorso ai riferimenti più eterodossi (passerà alla storia il suo “anche le formiche ‘taggano’”) Stefano propone una griglia di riflessione “a monte” delle soluzioni tecnologiche di AR.

I processi decisionali posti in essere dagli esseri umani non si limitano ad acquisire e selezionare informazioni dall’ambiente e pongono in essere anche le cosiddette “azioni epistemiche”. Banalizzando, si tratta di comportamenti volti ad aumentare le informazioni pertinenti al raggiungimento dello scopo (es. una decisione d’acquisto) e a migliorare i processi decisionali futuri.

Poi lui, Stefano intendo, pone la domanda: “la cognizione è ‘intra-cranica’ o anche ‘nel mondo’?” (e tutto ciò è bellissimo)

Si perché, letta nella dimensione del coinvolgimento, la AR apre un mondo di opportunità anche da quel punto di vista che noi markettari chiamiamo “esperienziale”.

Un tentativo allora è quello di mappare alcune realizzazioni di AR in base al prevalere delle motivazioni d’uso (razionale/emozionale) ed al corrispondente livello di “naturalità” (inversamente proporzionale allo “sforzo attivo” richiesto al potenziale utente).

Chi è predisposto all’utilizzo della AR e –soprattutto – per fare che cosa?

Sul tema esiste e si sta affinando un intero set di strumenti. Fra questi il rapporto annuale dell’Osservatorio multicanalità (Nielsen-MI-Connexia). Da tre anni le attitudini degli italiani vengono monitorate in base alla predisposizione verso i canali informativi tradizionali e all’investimento posto in essere per i processi d’acquisto. I raggruppamenti piu’ “evoluti”, almeno nell’uso delle tecnologie per le decisioni d’acquisto sono i cossiddeti  “open minded” ed i “reloaded”. Non saranno tutti techno-fan, ma rappresentano già il 40% della popolazione. Un buon 20% poi costituisce il cluster dei “tradizionali coinvolti” (potremmo anche definirli “i prossimi migranti digitali”).

Ecco allora che anche alcune interessanti esperienze italiane trovano una collocazione ed un orizzonte di sviluppo.

Quella indirizzata da Dario De Judicibus, ad esempio, che nel ruolo Fashion Industry Leader di IBM Italia di sostiene sia arrivato il momento di “smetterla di giocare”.

Chi, come Dario associa la competenza tecnica allo sforzo di visione punta a realizzazioni semplici e “naturali”. Il mercato, almeno quello delle aziende che rischiando sono disposte ad “uscire dal coro”, sta apprezzando le proposte ed i prototipi presentati a Segrate, l’estate scorsa.

E ancora: Mauro Rubin, ormai un’autorità in Italia, nonostante l’anagrafe, con la sua Joinpad.net. In occasione dell’ultimo MovieCamp, il 3 novembre a Roma, Mauro ha presentato le realizzazioni compiute per attori del calibro di MTV e Warner Bros. Ma quel che conta, almeno per chi scrive, è che Mauro si muove e presenta la propria iniziativa con onestà intellettuale: “per alcune cose la AR va bene, per altre c’e’ ancora molto da fare e la tecnologia non basta”.

E se lo dice lui …

Crediti:

Leandro Agrò ( www.leeander.com )

Stefano Bussolon (www.bussolon.it)

Dario De Judicibus (www.dejudicibus.it)

Luca Mascaro (www.lucamascaro.info)

Risorse:

Stefano Adami, Stefano Bussolon, Contaminazione di competenze per l’Augmented Reality: aspetti cognitivi e valenze marketing, proceeding UX Conference, Lugano 9.10.2010 (www.slideshare.net/UXconference/contaminazione-di-competenze-per-laugmented-reality-aspetti-cognitivi-e-valenze-marketing)

 

Bruce Sterling, keynote ad Augmented Reality Event (are 2010), Santa Clara, CA, 2/3.6.2010

(http://vimeo.com/12351044)

 

Mario Gerosa e Giampiero Moioli, Brera Academy Virtual Lab, Franco Angeli, 2010

 

Jaron Lanier, You are not a gadget, Knopf  NY, 2010 (ed. it. Tu non sei un gadget, Mondadori, 2010)

 

Kristina Grifantini, Faster Maintenance with Augmented Reality, (www.technologyreview.com/computing/23800)

 

Pranav Mistry, sixthsense Fluid Interfaces Group, MIT Media Lab (www.pranavmistry.com/projects/sixthsense)

 

Mauro Rubin, Mixed Reality – quando l’immaginazione diventa reale, MovieCamp, Roma, 3.11.2010

(www.slideshare.net/MovieCamp/mixed-reality-quando-limmaginazione-diventa-reale)

 adamiska

Innovazione frattale

dicembre 06, 2010 By: admin2 Category: Articoli

Di Fabrizio Pecori

Sedici anni dopo l’epicentro del Genocidio e 78 dopo l’istituzione della Carta di Identità (sulla cui base il Genocidio è stato reso possibile) il Rwanda appare, almeno ad un turista in frettoloso passaggio come lo sono stato io questa estate, un paese in pieno sviluppo, che punta dritto ad un futuro di ampliata comunicazione ed ampie speranze, con una economia che è già un modello per l’intera Africa.

Le curiose contraddizioni di strade sterrate e piste ancora accidentate che conducono a paesi e villaggi in pieno corso di cablatura con la fibra ottica, nei quali però la presenza di energia elettrica è affidata unicamente a rumorosi generatori alimentati a carburante, fanno pensare ad un sogno che intende essere perseguito ad ogni costo: il sogno della comunicazione e dello scambio culturale.

Osservando il sorriso sui volti della gente, notando la scarsa presenza territoriale di milizie ed altre forze dell’ordine, ottimisticamente saremo portati a pensare che il Genocidio sia stato superato a fronte alta dalla maggioranza.

Però il 10 di Agosto, quando sono entrato in Rwanda, mi sono stupito nel constatare che The Indipendent strillava dalla copertina l’incredibile vittoria di Paul Kagame con il 93% dei voti (che non mi sembra affatto il “frutto reale” di una genuina democrazia).

Appena di ritorno mi ha colpito sapere che il leader dell’opposizione era stato confinato, come molti altri avversari, nei campi profughi alla frontiera della Repubblica Democratica del Congo.

Ma non è di politica estera che voglio interessarmi in questa pagina, quanto indicare come una prolifica fonte di indagine l’idea di esplorare l’andamento discontinuo e quasi rapsodico dei nuovi paesi in via di sviluppo: la nostra idea di progresso tecnologico e sociale è troppo fondata sull’indagine socio-politica dell’Occidente per darci una corretta idea delle nuove forme dello sviluppo, ove in fin dei conti, è nata l’idea di un Progresso come una linea retta orientata verso il futuro.

In Rwanda dove le strade utili per appoggiare un reale sviluppo economico praticamente non sono ancora state concretamente sviluppate, non ho trovato località ove non vi fosse perfetta copertura delle rete delle telecomunicazioni cellulari ed i lavori in corso per la distribuzione capillare della fibra ottica.

Solo laddove entrano in ballo gli interessi economici internazionali fiorisce lo sviluppo di infrastrutture volte a migliorare la qualità della vita e dei trasporti (secondo il punto di vista dell’Occidente). Il che ci riporta al sempreverde adagio che recita “laddove sono praticamente assenti gli interessi economici non ci sono troppe urgenze nell’offerta di aiuti umanitari”. Ancora oggi il Rwanda, malgrado la floridità delle piantagioni, dipende essenzialmente dai finanziamenti esteri, che continuano a non essere sufficienti a colmare il proprio deficit o ad investire concretamente nel “futuro”.

Nei pressi del magnifico Lago Kivu, la sviluppatissima rete stradale mi aveva fatto pensare che non tutto fosse frutto di una politica schiettamente locale. Tornato in Italia nei quotidiani internazionali ho trovato una soluzione al mio interrogativo: nel Lago Kivu – una delle riserve di gas considerate più consistenti del pianeta (28,3 miliardi di metri cubi) – si sta sperimentando un progetto di estrazione del metano disciolto nell’acqua per produrre elettricità. Il successo del progetto e la domanda interna di energia hanno spinto imprenditori locali e stranieri ad investire milioni di dollari.

A ben vedere la linea retta orientata, pur non mutando gli attori degli interessi, tende ad assumere nelle nuove economie un andamento frattale, probabilmente più duttile (ma certo non molto controllabile negli effetti a largo raggio) rispetto alle frammentate esigenze di frastagliate e disomogenee espresse dalle economie internazionali.

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