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Osservatorio di Cultura Digitale
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Innovazione frattale

dicembre 06, 2010 By: admin Category: Articoli

Di Fabrizio Pecori

Sedici anni dopo l’epicentro del Genocidio e 78 dopo l’istituzione della Carta di Identità (sulla cui base il Genocidio è stato reso possibile) il Rwanda appare, almeno ad un turista in frettoloso passaggio come lo sono stato io questa estate, un paese in pieno sviluppo, che punta dritto ad un futuro di ampliata comunicazione ed ampie speranze, con una economia che è già un modello per l’intera Africa.

Le curiose contraddizioni di strade sterrate e piste ancora accidentate che conducono a paesi e villaggi in pieno corso di cablatura con la fibra ottica, nei quali però la presenza di energia elettrica è affidata unicamente a rumorosi generatori alimentati a carburante, fanno pensare ad un sogno che intende essere perseguito ad ogni costo: il sogno della comunicazione e dello scambio culturale.

Osservando il sorriso sui volti della gente, notando la scarsa presenza territoriale di milizie ed altre forze dell’ordine, ottimisticamente saremo portati a pensare che il Genocidio sia stato superato a fronte alta dalla maggioranza.

Però il 10 di Agosto, quando sono entrato in Rwanda, mi sono stupito nel constatare che The Indipendent strillava dalla copertina l’incredibile vittoria di Paul Kagame con il 93% dei voti (che non mi sembra affatto il “frutto reale” di una genuina democrazia).

Appena di ritorno mi ha colpito sapere che il leader dell’opposizione era stato confinato, come molti altri avversari, nei campi profughi alla frontiera della Repubblica Democratica del Congo.

Ma non è di politica estera che voglio interessarmi in questa pagina, quanto indicare come una prolifica fonte di indagine l’idea di esplorare l’andamento discontinuo e quasi rapsodico dei nuovi paesi in via di sviluppo: la nostra idea di progresso tecnologico e sociale è troppo fondata sull’indagine socio-politica dell’Occidente per darci una corretta idea delle nuove forme dello sviluppo, ove in fin dei conti, è nata l’idea di un Progresso come una linea retta orientata verso il futuro.

In Rwanda dove le strade utili per appoggiare un reale sviluppo economico praticamente non sono ancora state concretamente sviluppate, non ho trovato località ove non vi fosse perfetta copertura delle rete delle telecomunicazioni cellulari ed i lavori in corso per la distribuzione capillare della fibra ottica.

Solo laddove entrano in ballo gli interessi economici internazionali fiorisce lo sviluppo di infrastrutture volte a migliorare la qualità della vita e dei trasporti (secondo il punto di vista dell’Occidente). Il che ci riporta al sempreverde adagio che recita “laddove sono praticamente assenti gli interessi economici non ci sono troppe urgenze nell’offerta di aiuti umanitari”. Ancora oggi il Rwanda, malgrado la floridità delle piantagioni, dipende essenzialmente dai finanziamenti esteri, che continuano a non essere sufficienti a colmare il proprio deficit o ad investire concretamente nel “futuro”.

Nei pressi del magnifico Lago Kivu, la sviluppatissima rete stradale mi aveva fatto pensare che non tutto fosse frutto di una politica schiettamente locale. Tornato in Italia nei quotidiani internazionali ho trovato una soluzione al mio interrogativo: nel Lago Kivu – una delle riserve di gas considerate più consistenti del pianeta (28,3 miliardi di metri cubi) – si sta sperimentando un progetto di estrazione del metano disciolto nell’acqua per produrre elettricità. Il successo del progetto e la domanda interna di energia hanno spinto imprenditori locali e stranieri ad investire milioni di dollari.

A ben vedere la linea retta orientata, pur non mutando gli attori degli interessi, tende ad assumere nelle nuove economie un andamento frattale, probabilmente più duttile (ma certo non molto controllabile negli effetti a largo raggio) rispetto alle frammentate esigenze di frastagliate e disomogenee espresse dalle economie internazionali.

editoriale

Commiato per Lorenzo Pizzanelli

settembre 30, 2010 By: admin Category: Comunicazioni

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Ciao Lorenzo, noi della Redazione di My MEDIA abbiamo goduto della tua presenza e della tua preziosa quanto incisiva collaborazione per quasi 15 anni.
Abbiamo sempre pensato a quel legame che ci univa personalmente, molto prima che professionalmente, come ad una cosa che avrebbe mai visto la fine.
Addolorati per il tuo gesto ti salutiamo con grande commozione. Pensavamo di esserti stati abbastanza vicini, ma oggi ci viene un po’ da pensare di essere stati per te una “maglietta troppo stretta”.
Rimani nei nostri pensieri e nei nostri cuori.

 

CASTELLI DI RABBIA
Lorenzo, ho avuto molti amici nel corso della mia vita che hanno saputo farmi sognare ad occhi aperti; ma tu sei stato l’unico che saputo regalarmi per il mio recente compleanno la chiave di un “castello in aria”.

 

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Ho subito pensato che avrei dovuto invitarti quanto prima al N. 1 della Via Lattea.
Oggi la chiave è ancora …appesa all’entrata della cucina di casa mia, proprio nel posto dove l’hai trovata le ultime volte.
Nello spazio modesto della mia casetta con giardino sei sempre stato un ospite quanto mai gradito, ho adorato il nostro comune modo burlesco di affrontare la serietà delle situazioni pubbliche in qualità di relatori di un impossibile ponderato (che ha sempre entusiasmato e soddisfatto le platee); ma non riesco a tollerare la prospettiva di non poterti più annoverare tra gli ospiti del mio invidiatissimo spazio siderale.
Come te non ho mai creduto con fermezza e convinzione in un al di là, ma semmai ti dovesse servire torna pure a prendere la chiave (sai dov’è); per me oggi rappresenta un sogno infranto.

[Da Firenze alla Via Lattea] – Fabrizio Pecori

La prossemica delle onde

novembre 24, 2009 By: admin Category: Articoli

 

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Di Fabrizio Pecori

Il Madagascar è un’isola magica, dalla quale c’è molto da imparare. Dove le code in immersione delle balene sembrano farfalle all’atto di spiccare il volo, la natura ha molti suggerimenti metaforici che possono essere accolti anche da chi si interessa di tecnologie e reti sociali.

Le belle conchiglie bivalvi di una specie gigante del Madagascar, ad esempio, avviluppano il mollusco in un abbraccio sinuoso che gli offre sostegno e sicurezza, senza troppo costringere o rallentare i movimenti della propria esistenza subacquea.

Affondate quasi completamente nella sabbia, entro la quale disegnano – vicine l’una all’altra – geometrie simili ad alcune conformazioni di dune del deserto, sono in realtà configurazioni vive e dinamiche, aggressive persino; quando le vedi filtrare con devozione il fondale o compiere rapidissimi gesti per catturare la microflora e la microfauna da cui traggono nutrimento. In questi casi l’abbraccio coriaceo e pesante, come scolpito nella dura inamovibile pietra, sa farsi elastico e vibrante come si trattasse dell’emanazione di un’onda sonora generata da un elastico od una corda musicale.

Quel guscio, rigidamente delimitato, ma in grado di assecondare – conformando e conformandosi – il ritmo vitale e le aspirazioni del mollusco che lo abita, rappresenta per me un’ottima metafora visiva del futuro del Web.

Oltrepassata la luminosa frontiera cristallina dei nostri display si apre un mondo fatto di onde e vibrazioni, ma talmente opalescente e concreto da farsi “luogo” per eccellenza di relazioni, informazioni, percorsi condivisi, scambio dati, cooperazione ecc…

É una forma d’onda omnipervasiva e – direi – metastatica, che reclama la nostra attenzione in ogni frazione libera della nostra esistenza. Si accompagna con l’evoluzione delle tecnologie ed avvolge a piovra quasi ogni nostra forma relazionale ed informativa.

Solo per fare un esempio concreto, di recente mi hanno regalato un iPhone 3G, ed immediatamente la mia vita “oltre la soglia” si è impossessata anche di questo device; di più… il telefonino mi ha aperto nuove frontiere sul versante dell’abitabilità del Web: scaricato un semplice programmino gratuito, mi consente oggi di agire come tracker virtuale di me stesso; posso cioè scaricare entro un apposito sito Internet le foto di ogni mio percorso o viaggio mappate su Google Maps o su Google Earth e commentate per l’occasione. Da qui ricevo un codice HTML, che mi consente di inserire la finestra di visualizzazione entro ogni mia applicazione, sito, blog…

My Space, si chiama significativamente, uno dei prodotti per il social network più gettonati della Rete. E proprio di “spazi” si tratta; luoghi governati da leggi diverse da quelle fisiche, ma altrettanto se non più efficaci quanto a produzione di “occasioni”.

Si tratta di “spazi aperti” che ospitano ed assecondano il passaggio e la permanenza di “web-pellegrini” che li abitano per le mille lusinghe che vi possono trovare: vi è chi passeggia occasionalmente, chi vi riversa la propria voglia di scrivere e dialogare, chi li recepisce come mercati ed occasioni economiche, chi li legge come possibilità di incontro e di svago, ecc…

La loro fortuna non è completamente legata al caso o alle “blasonate origini”, il loro successo è essenzialmente decretato dalla intrinseca flessibilità d’uso. É proprio ciò che le conchiglie ondulate del Madagascar dovrebbero suggerire agli sviluppatori.

La parola chiave del Web 3.0 dovrebbe essere flessibilità!

Progetto di indicizzazione e digitalizzazione dei Plutei laurenziani

novembre 12, 2009 By: admin Category: Comunicazioni

Lunedì 16 novembre 2009 alle ore 11,00

Tribuna d’Elci della Biblioteca Medicea Laurenziana (Piazza S. Lorenzo, 9 – Firenze)

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Progetto di indicizzazione e digitalizzazione dei Plutei laurenziani

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La banca dati sarà liberamente accessibile on-line contenente la riproduzione integrale e a colori dei manoscritti della più antica collezione della Biblioteca Medicea Laurenziana: ad oggi tale archivio contiene la digitalizzazione di ben 1.655 manoscritti. La banca dati sarà pubblicata on-line ufficialmente il 19 novembre 2009 alle ore 11,00 alla presenza delle massime autorità del Ministero per i beni e le attività culturali e del Comune di Firenze.

Alla conferenza stampa saranno presenti:

  • Maria Prunai Falciani, Direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana
  • Agostino Paravicini Bagliani, Presidente della Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino
  • Sabina Magrini, Responsabile del progetto per la Biblioteca Medicea Laurenziana
  • Emiliano degl’Innocenti, Responsabile del progetto per la Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino

Back to the Present

ottobre 09, 2009 By: admin Category: Senza categoria

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Francesca Catastini, IFSR (Mirko Smerdel e Danilo Correale), Jacopo Miliani

Andrea Montagnani, Maria Pecchioli

con

Stefanos Tsivopoulos

SABATO 10 OTTOBRE ore 18.30

Ex sede del Centro di Sperimentazione Teatrale, Via Manzoni 22, Pontedera

1° tappa di Back to the Present – a cura di Elisa Del Prete – Networking V edizione

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Sabato 10 ottobre a partire dalle ore 18.30, presso l’ex Centro di Sperimentazione Teatrale di Pontedera, gli artisti Francesca Catastini, IFSR (Mirko Smerdel e Danilo Correale), Jacopo Miliani, Andrea Montagnani, Maria Pecchioli, primo dei cinque gruppi di artisti toscani selezionati per la V edizione di Networking, a cura di Elisa Del Prete, incontrano il pubblico a conclusione dei lavori del workshop con Stefanos Tsivopolous.

Il workshop, concepito dall’artista come “lettura” della città di Pontedera, dal suo passato al suo presente, si è sviluppato come indagine di un territorio totalmente sconosciuto a tutti i partecipanti per esplorare le possibilità di relazione ad esso, alla sua storia, ai suoi cittadini, alla sua cultura.

A partire da una disposizione alla scoperta tramite dialoghi, ricerche d’archivio, letture, immagini, visite guidate, discussioni, Stefanos Tsivopoulos ha guidato il gruppo di artisti verso una possibile lettura incondizionata di una città che ha presentato molte contraddizioni, dal suo fiore all’occhiello, il Teatro Era, all’azienda che ne ha diretto non solo l’andamento economico, la Piaggio, passando per la Filarmonica, il ponte che dà il nome alla città, e l’antico castello su cui è stato edificato l’attuale piano urbanistico. Fil rouge dell’intero percorso è stato la proposta di un approccio ai documenti storici come ricerca prima di tutto personale e di un’indagine quotidianamente aperta all’incontro.

Sabato 10 ottobre verrà presentato al pubblico, attraverso immagini e azioni, l’esito di questo percorso, 1° capitolo dell’intero progetto Back to the Present, ideato dalla curatrice Elisa Del Prete, per la V edizione di Networking, nato con l’intento di suscitare interrogativi rispetto ad un passato così pericolosamente vivo come quello toscano attraverso il lavoro di artisti della giovane generazione e il loro attuale immaginario.

“Che ruolo ha oggi l’immagine nella trasmissione del tempo e della storia?

Che ruolo ha l’artista, in quanto creatore di immaginari, nell’attuale sistema di rappresentazione in cui l’immagine è usata e abusata?”

Networking 2009 è promosso dai cinque comuni toscani di Firenze, Prato, Pontedera, Monsummano Terme, Livorno, dalla Provincia di Arezzo, col sostegno anche della Regione Toscana. Quest’anno si rivolge a 32 giovani artisti toscani, selezionati tramite bando, che parteciperanno all’intero progetto che prevede un periodo di ricerca in archivi, 5 workshop e una rassegna, a conclusione lavori, articolata in una serie di incontri, una mostra, e una video proiezione plurima.

Stefanos Tsivopoulos (Praga 1973. Vive e lavora fra Amsterdam e Atene)

L’artista greco ha recentemente completato due anni di residenza alla Rijksakademie di Amsterdam e sei mesi di residenza al Platform Garanti di Istanbul. Ha esposto al Museo di arte contemporanea di Belgrado, alla Biennale di Atene, al Kassel Kunstverein Friedericianum, alla Biennale di Tessalonico, al Museo di Arte Contemporanea di Atene, al Montevideo Arts Institute di Amsterdam, al Center Photographique del’ile-de-France a Parigi e al Sammlung Essl di Vienna. Ha vinto il Golden Cube Award 2008 al 25° Kassel film festival.

“La Camera è l’occhio della storia”: questa frase del fotografo Mathew Brady sintetizza con efficacia la ricerca di Stefanos Tsivopoulos. L’interesse dell’artista è infatti rivolto a come la memoria collettiva prende forma attraverso le immagini prodotte, a chi ne è il produttore, e a come l’immaginario contemporaneo sta codificando la storia attuale. Autore di video, per la maggior parte, Tsivopoulos indaga la doppia valenza dell’immagine, di documentazione e di opera d’arte. A partire dall’esplorazione di archivi storici e servendosi del linguaggio cinematografico per scoprire quali sono le immagini che si sono depositate nella memoria collettiva, estrapolandole dal loro contesto, ed indagando il valore assiomatico del documento per la società,  l’artista racconta  storie nuove mettendo in qualche modo in discussione la validità dei documenti stessi e mostrandoci in chiave spesso enigmatica come essi non siano altro che il racconto del “narratore” che ce li tramanda.

Elisa Del Prete nasce nel 1978 a Bologna, dove attualmente vive. Ha studiato Storia dell’Arte all’Università di Bologna specializzandosi in Storia dell’Arte Medievale e discutendo una tesi in Iconologia sulla Biblioteca di Aby Warburg e la sua storia postbellica, con particolare attenzione all’influenza che ha prodotto in Italia rispetto ad una cerchia specifica di studiosi.  Da questa ricerca, che ha portato avanti successivamente durante un ulteriore periodo di indagine all’Istituto Warburg di Londra per l’Accademia Nazionale dei Lincei di Roma investigando la scena intellettuale degli anni Cinquanta-Settanta in Italia, ha approfondito la conoscenza e l’analisi della cultura visiva contemporanea con particolare attenzione alle arti visive nello specifico. Dal 2005 lavora come curatrice indipendente e dal 2007 è direttrice artistica di Nosadella.due, un programma di residenza per artisti e critici internazionali con sede a Bologna, per cui ha lavorato con artisti internazionali tra cui André Guedes, Martine Pisani, Mario Rizzi, Daniela Comani, Nico Dockx, Andreas Golinski, Markus Hofer, Jukka Korkeila, Soren Lose.

Parallelamente scrive per le riviste d’arte “Arte&critica” e “Combo”, oltre che per la redazione di Bologna del quotidiano “Corriere della Sera”.

Ultimamente ha approfondito la sua ricerca sullo sviluppo attuale del linguaggio delle immagini nell’arte come nella società, nella comunicazione e nella pubblicità con particolare attenzione al tema dell’immaginario erotico nelle arti visive e performative. Ha inoltre maturato un interesse particolare per gli sviluppi attuali dell’arte relazionale e partecipata, supportando l’idea di un’arte come esperienza e dedicando quindi un’attenzione speciale al momento dell’azione e agli aspetti performativi nel lavoro artistico.

Sul sito http://www.backtothepresent.it è possibile seguire tutte le tappe del progetto.

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I prossimi appuntamenti di Networking 2009:

2° workshop 13-17 ottobre a Monsummano Terme: tutor John Duncan e Melissa Pasut con Gaia Bartolini, Lek Gjeloshi, Andrea Lunardi, Manuela Mancioppi, Sabrina Mazzuoli, Saverio Tonoli, Daniela Frongia

presentazione sabato 17 ottobre ore 18.30

3° workshop 20-24 ottobre a Prato: tutor Pavel Braila con Francesco Ozzola, Leone Contini, Simoncini.Tangi, Valentina Lapolla, Vanni Bassetti, Enrique Moya Gonzalez

presentazione sabato 24 ottobre ore 18.30

4° workshop 26-30 ottobre a Livorno: tutor Marzia Migliora con Studio ++, Silvia Noferi, Giada Pucci, Filippo Berta, Le ossidoriduzioni, Francesco Migliorini

presentazione sabato venerdì 30 ottobre ore 18.30

5° workshop 2-7 novembre ad Arezzo: tutor Luchezar Boyadjiev con Helena Hladilova, Viola Pinzi, Francesco Di Tillo, Marta Primavera, Liquid Cat, Margherita Moscardini, Caterina Pecchioli, Martina Della Valle

presentazione sabato 7 novembre ore 18.30

Mostra conclusiva coi 32 partecipanti a EX3 di Firenzeinaugurazione sabato 12 dicembre

La mostra sarà anche accompagnata da una proiezione di video storici, riprodotti in vari luoghi della città e da un catalogo che offrirà un immaginario alternativo del territorio proponendosi come mappa visiva della Toscana.

Informazioni e materiale stampa

Carlo Simula

+39 347 7973217

carlo.simula@loom.it