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Osservatorio di Cultura Digitale
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Archive for the ‘Senza categoria’

Relazione Finale sul corso gratuito Operatore del benessere – Acconciatura – Riccio

dicembre 18, 2013 By: admin Category: Articoli, Comunicazioni, Senza categoria


Relazione Finale sul corso Operatore del benessere
Acconciatura – Riccio

Terminato il Corso gratuito per Operatore del benessere – Acconciatura a Grosseto

E’ terminato con il previsto esame di qualifica il corso per “Operatore del benessere – Acconciatura” finanziato dalla Provincia di Grosseto ed organizzato da Euro Group S.r.l. (codice di accreditamento FI0498) in collaborazione con i partners Istituto Formazione Franchi (codice di accreditamento FI0100) e l’Agenzia Formativa Polo Bianciardi (codice di accreditamento GR0603).

Il progetto ha formato 17 Operatori del benessere con indirizzo acconciatura, capaci di svolgere attività di trattamento e servizio, relative al benessere psicofisico che favoriscono il mantenimento, il miglioramento e la protezione dell’aspetto della persona, con competenze negli ambiti dell’accoglienza, dell’analisi dei bisogni e dell’acconciatura.

Il corso, che ha avuto inizio il 27 Ottobre 2011, è terminato il 29 Ottobre 2013; sui 20 allievi che hanno iniziato il percorso, 18 discenti sono arrivati a completarlo ed in 17 hanno, superato l’esame di qualifica in “Addetto Parrucchiere Unisex” che prevedeva, oltre ad un colloquio ed una prova scritta, una serie di prove pratiche relative alla professionalità in uscita.

Significative anche le valutazioni di gradimento degli allievi, che hanno apprezzato i contenuti formativi del corso e l’innovatività delle metodologie didattiche oltre ad esprimere positivo riscontro per l’innovatività degli argomenti trattati.

Sono disponibili presso Euro Group i nominativi degli allievi formati e la relativa documentazione.

Clicca qui per Scaricare la “Relazione Di Verifica Finale” completa!

 

Arrivederci Fabrizio Pecori

novembre 21, 2011 By: admin Category: Senza categoria


Fabrizio è partito per un lungo estremo viaggio,
fortunato il viaggiatore che lo incontrò…
tristi gli amici che si sentono molto più soli
cerchino una stella e ricordino il suo sorriso.

Arrivederci Fabrizio

THE ENCOUNTER

luglio 25, 2011 By: admin Category: Comunicazioni, Senza categoria

Laveronica arte contemporanea è lieta di presentare The Encounter Il 21 agosto 2011, a partire dalle ore 17.00, sul sagrato della chiesa barocca di San Bartolomeo a Scicli, l’artista albanese incontrerà
alcune centinaia di persone per condividere con loro il gesto della stretta di mano. Un gesto semplice ma estremamente metaforico,
ripetuto in maniera ossessiva fino a diventare rituale. Un rituale dove non si celebra nient’altro che il gesto stesso. Durante la performance
gli spettatori-attori aspetteranno ai margini della piazza vuota al centro della quale sarà posta una sedia.
L’artista, lasciato l’ingresso di un’abitazione, percorrerà la piazza e si siederà aspettando finché ad una ad una le persone non cominceranno
a raggiungerlo per stringergli la mano e proseguire lasciandoselo alle spalle. Come in una processione laica, una lunga fila lascerà il
gruppo per comporre una barriera fitta e sottile di individui in movimento.

LAVERONICA Arte Contemporanea
via grimaldi 93
97015 modica (rg)
t. +39 0932948803
info@gallerialaveronica.it
www.gallerialaveronica.it

MERCANTIA Festival internazionale degli artisti di Strada

luglio 08, 2011 By: admin Category: Comunicazioni, Senza categoria

 

Si svolgerà da mercoledì 13 a domenica 17 luglio a Certaldo – Firenze – la XXIV edizione di Mercantia – Festival internazionale del teatro di strada

 Negli ultimi anni, la novità di Mercantia, Festival dominato da circa 100 spettacoli per sera che si svolgono in strada, con performance all’improvviso, grandi parate teatrali, street band e altro ancora….

Un appuntamento da non perdere

aprile 13, 2011 By: admin Category: Senza categoria

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FUTURE FILM FESTIVAL – BOLOGNA

Mercoledì 20 Aprile h. 16.00 McLuhan 100
Salon McLuhan
Integral Awareness: Arts and New Media
Dialogo tra Renato Barilli e Derrick de Kerckhove
Coordina: Paolo Granata
Oggi citiamo spesso McLuhan, ne conosciamo gli ‘slogans’ (‘il mezzo è il messaggo’; ‘il villaggio globale’) e lo riconosciamo quale ‘sarcerdote della cultura pop e metafisico dei media’. McLuhan e i suoi slogan sono diventati componenti ambientali delle nostre realtà digitali.
Più in particolare, il pensiero mcluhaniano è denso di riflessioni sul ruolo che l’arte e l’artista hanno avuto nella definizione di nuovi paradigmi conoscitivi tanto nel passato quanto nel presente altamente tecnologizzato.

Informazioni e programma

TOSCANALAB

marzo 23, 2011 By: admin Category: Senza categoria

toscanalab2011

web 2.0: sviluppo solidale, etico e sostenibile

Il prossimo 28 marzo torna in scena ToscanaLab, con una edizione speciale interamente dedicata ai temi della sostenibilità e che vedrà relatori di fama internazionale confrontarsi su un nuovo paradigma: Internet migliora la qualità della vita e non può farlo che facilitando e rendendo diffusi e praticabili percorsi di sostenibilità sociale ed ambientale.

Pochi anni fa, la Regione Toscana ha scelto di inserire nel proprio logo, a fianco delle parole chiave Diritti, Valori, Innovazione, la parola Sostenibilità. Non un gesto simbolico, ma una chiara scelta di impegno nella promozione attiva di questo valore, declinandolo in politiche, comunicazione, sostegno concreto a iniziative responsabili sotto il profilo sociale e ambientale.

Oggi il territorio toscano torna a offrire nuovi interessanti punti di vista per declinare il termine “sostenibilità” cogliendo una nuova sfida, quella di internet. Un connubio nuovo ma ormai radicato ed effettivo, che trova riscontro in molteplici percorsi attivati da quella che Paul Hawken ha definito come “moltitudine inarrestabile”: è l’insieme di soggettività individuali e collettive che compongono un tessuto globale e flessibile fatto di persone, imprese, enti locali, organizzazioni di base che si incontrano, interagiscono, cooperano per fare in modo che le attività umane ed economiche si esprimano secondo principi di responsabilità sociale ed ambientale.

ToscanaLab nella sua edizione territoriale promossa da Fondazione Sistema Toscana, Provincia di Grosseto con la partecipazione di Zoes.it è l’opportunità per offrire alla Maremma, che ha fatto della tutela ambientale uno dei valori chiave della propria offerta come territorio, un’occasione di concreto confronto e proposta per comprendere come il mondo sta cambiando e come sia possibile tradurre la sostenibilità in un effettivo vantaggio competitivo per il sistema territorio.


IL PROGRAMMA

Ore 10,00 Accoglienza e registrazione partecipanti

Ore 10,30 Internet per il cambiamento sostenibile

Apertura lavori: Luca Conti

Donald Norman
introdotto da: Maria Grazia Mattei direttrice Meet the Media Guru

Diego D’Angelo -”Green Drops: un app per uno stile di vita Green”
Marco Baravalle (Fondazione Culturale Responsabilità Etica) – “Derive e approdi sostenibili: reti e interazioni attraverso Zoes.it”
Simone Ramella(Responsabile Comunicazione 2.0 Amref) – “La comunicazione online a sostegno della salute delle popolazioni africane”
Stefano Matini (associazione ToscanaIn) “Responsabilità sociale per lo sviluppo sostenibile della Toscana”

Ore 13,00 Intoscana Live: viaggio nella Maremma che punta su web e sostenibilità (a cura di intoscana.it)

Ore 13,30 Pranzo a Km zero (a cura di APT Maremma)

Andrea Giacomelli “Buiometria partecipativa”

Ore 15,30 Internet Better (Sustainable) Tourism

Francesco Tapinassi (Direttore APT Maremma) “Dove eravamo rimasti? Ad un anno esatto dagli Stati Generali del Turismo della Maremma, il punto”
Roberta Milano (Università di Genova, co-founder BTO Edu) ”Per me, Eco Friendly Hotel vuol dire…” In assoluta anteprima per ToscanaLab, l’analisi delle risposte al survey proposto a Gennaio alla comunità di Trivago per indagare sul valore che le persone danno all’offerta eco friendly quando costruiscono il proprio viaggio.
Luca Agresti (Presidente Consorzio del Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere) ”Lo strano paradosso di un viaggio lungo 300 milioni di anni, ai tempi della modernità”
Alberto Conte (Ideatore di itinerAria) La tecnologia al servizio della lentezza”

Ore 17,30 circa Fine Lavori

Digiarte supera i suoi “confini” e pensa al 2013

dicembre 06, 2010 By: admin Category: Articoli, Senza categoria

 

di Costanza Baldini

Dopo una settima edizione alla riscoperta dei confini mentali e fisici, la manifestazione con sede a Sesto Fiorentino fa progetti per il futuro

Successo mediatico e di pubblico per la settima edizione di Digiarte appena conclusa a Sesto Fiorentino.

Digiarte è una manifestazione internazionale di arte contemporanea nata nel 2004 per volere di Lorenzo Guasti che ha come focus la ricerca artistica tramite la fotografia digitale, la computer graphic, la musica digitale, la video-art ed ogni altra espressione artistica che utilizzi le nuove tecnologie. Negli ultimi anni sono state esposte opere di artisti di fama mondiale come il collettivo Reactable, Daniel Lee, Margot Quan Knight, David J. Nightingale, Ryan Gallagher, Sébastien Pérez-Duarte, Merkley, Eliot Shepard, Cyntia Karalla, e artisti italiani giovani e di talento come Caterina Pecchioli, MaggieKS, Paolo Carta, Francesco D’Isa, Daniele Cascone, Ciboideale che hanno così avuto, tramite Digiarte, la possibilità di stampare ed esporre le proprie opere. Ogni anno sono stati organizzati convegni a tema con ospiti internazionali come il fotografo Massimo Vitali o Marcel-li Antunez Roca fondatore della Fura dels Baus che hanno raccontato la loro esperienza e condiviso la loro visione dell’arte.

Digiarte ha anche ospitato alcuni progetti di ricerca e sperimentazione tra cui il Reactable nel 2007 e il concerto per iPhone e violino nel 2009.

Digiarte è stata inoltre inserita nel Digi-Arts Unesco Knowledge Portal, portale che raccoglie per conto dell’UNESCO documentazione dei progetti di maggior interesse a livello mondiale nell’ambito delle arti digitali ed è sostenuto dalla Regione Toscana attraverso il Piano Integrato della Cultura, all’interno di “Una rete regionale delle culture per la contemporaneità”

L’idea di partenza della settima edizione di Digiarte è stata la riflessione di quindici fotografi sul tema dei “confini” mentali o fisici. Logu ha presentato una serie di fotografie dal titolo Ritorno alle radici, ispirate al confronto tra l’uomo e la natura e al discusso film di Lars Von Trier Antichrist. La fotografa turca Melisa King ha ritratto in scorci nascosti di Firenze alcune “casalinghe disperate” scappate dalle loro case nel progetto Che cosa accadrebbe se vivessimo fuori? (What would happen, if we would live in outside?). Mirko Turatti ha presentato a Digiarte 2010 Eden, scatti realizzati nel remoto paesaggio irlandese in cui vengono esplorati i confini di una natura esplosiva. Tematiche scottanti invece per le opere di Leonardo Perugini che si è interrogato sul confine tra giudice e imputato in casi di aborto, eutanasia e pedofilia. Protagonisti degli scatti dell’esordiente Valentina Massimino, alcuni “personaggi al confine”, inaspettati outsider che vivono sulla loro pelle un confine sociale, mentale ed esistenziale. Infine, i fotografi dello Staff Deaphoto hanno presentato una fase del progetto Notturni Urbani, cominciato nel 2004. Fotografie realizzate di notte in alcune aree periferiche residenziali e commerciali, di comunicazione e di transito del comune di Sesto Fiorentino. Nodi nevralgici abbandonati dal traffico e dagli uomini, e che mostrano gli aspetti più malinconici e desolanti della città diffusa.

Ospite speciale di Digiarte 2010 Benoit Paillé che ha esposto la serie Rainbow Gathering, con cui il fotografo canadese ha descritto la vita quotidiana di una delle più note comunità alternative americane, che vive ancora oggi in totale armonia con la natura.

«Questa settima edizione dedicata ai confini – ha spiegato il consigliere delegato alla cultura di SestoIdee, Massimo Rollinoè la conferma di come questa manifestazione stia dando un importante contributo culturale alla realtà del nostro territorio. Si tratta di una forma d’arte non ordinaria che spazia in mondi innovativi, riuscendo a riservare emozioni e contributi di arricchimento culturale per chi andrà a vedere la mostra. In un momento di difficoltà economica di tagli alla cultura – ha proseguito – consideriamo importante il coraggio di investire risorse, idee e tempo in progetti come questo, siamo quindi orgogliosi di aver dato il nostro patrocinio all’evento». 

Per il futuro Digiarte sta già lavorando all’edizione 2011 che avrà come tema  Under 15, over 60: nati digitali o divenuti tali. Per il 2013 Digiarte realizzerà oltre alla mostra annuale una grande retrospettiva sui primi dieci anni della manifestazione. La sede di questa retrospettiva è ancora in via di definizione ma sono state aperte trattative con il Lucca Digital Photo Festival e il Centro di Cultura Contemporanea La Strozzina di Firenze.

 

Per informazioni: tel. 3392820892 www.digiarte.info digiartepress@gmail.com

 

digiarte

 

Una mappa per nuove frontiere

gennaio 15, 2010 By: admin Category: Senza categoria

Della email e di altri demoni

dicembre 14, 2009 By: admin Category: Senza categoria

emailfumelli

Di Francesco Fumelli

La posta elettronica (come del resto la totalità di Internet) è la più grande invenzione lasciateci dalla guerra fredda L’email in particolare – tra tutti i servizi resi possibili da Internet – ha rappresentato sin dall’inizio una vera rivoluzione nell’uso del computer ed ha costituito un reale amplificatore della produttività e della capacità personale di comunicare in maniera globale.

Usata impropriamente (specie se in volumi eccessivi) tuttavia la posta elettronica può diventare una sorta di schiavitù e un problema. Da utente “evoluto” della posta elettronica (che da ora in avanti definiremo semplicemente email) provo a sintetizzare alcuni suggerimenti utili per un suo utilizzo efficace.

Ho spedito (e letto) i primi messaggi via computer attraverso la rete ITAPAC nei primi anni 90, quando Internet era ancora un privilegio raro (e costoso) per pochi. Erano i tempi dei newsgroup USENET e delle prime chat, prima dell’avvento del Web su larga scala. Da allora molti, moltissimi messaggi email sono transitati sui miei computer. Per lavoro, per svago e per ogni altro motivo ne sono quindi un tipico utilizzatore massivo. Nessuno penso possa sostenere che l’email non sia comoda e rapida e soprattutto poco costosa. Il più utile ed immediato dei moderni mezzi di comunicazione. Proprio per questo non perderò tempo a scrivere perché l’email sia una grande invenzione e tutti gli aspetti per i quali è decisamente utile. Esistono – ma ovviamente non condivido – le tesi che la vedono come una attività capace di minare la produttività aziendale o personale.

Tuttavia non si può non riconoscere che quando ci si trova immersi in un flusso continuo di messaggi tra PC, Blackberry e altri device “always online” la gestione della propria email diventa un fattore molto importante della propria vita privata e professionale.

Chi – rientrando dalle ferie – si è trovato a smaltire centinaia di email arretrate “libere” nella propria inbox, può docilmente capire di cosa parlo.

Tra beep, avvisi popup e notifiche di messaggi, il rischio è che il proprio tempo diventi qualcosa di simile all’intervallo sospeso tra una email e l’altra. Se non si adottano poche semplici regole l’email irrompe nel proprio tempo e disturba la concentrazione.

Questo breve testo propone alcune tecniche utili per far fronte all’impatto del crescente (e talvolta abnorme) volume di email da gestire.

La finestra di attenzione

Primo fattore a rischio è l’impatto sulla propria attenzione. Per lavorare, progettare e pianificare – insomma quando si eseguono lavori cerebrali – occorre trovarsi in uno stato di concentrazione attiva, profondo e prolungato. La finestra della concentrazione attiva o creativa, (quando la parte destra del cervello assume il controllo dei processi) richiede secondo alcuni studi un tempo medio di almeno 3-4 ore per andare a regime. Questo tempo comprende l’ingresso nello stato di concentrazione ed il suo mantenimento. Sulla misura effettiva di 3 ore, 2 o 4 si può discutere e non esiste un parere univoco, anche se su web si trovano molti di studi a riguardo. Tuttavia è evidente come un certo tempo per questa attività debba essere messo in conto. Questo tra l’altro spiega perché solitamente (nei lavori cerebrali) si produca meglio di notte, un periodo di tempo dove usualmente non si viene interrotti di frequente. Non è interessante per questo testo approfondire la misura di questa finestra temporale, (che può variare anche da soggetto a soggetto o da lavoro a lavoro), ci basti accordarsi sul fatto che un tempo che chiameremo “finestra di concentrazione” è un dato di fatto.

Un flusso asincrono

L’email è una forma di comunicazione asincrona che – a differenza della comunicazione faccia a faccia o telefonica – è sempre “differita” e non richiede la presenza dei due soggetti all’interno dell’information loop nel medesimo momento.

Questo è senza dubbio un aspetto positivo, perché ognuno può scegliere quando leggere e rispondere ai propri messaggi, in accordo con il proprio tempo e la propria vita.

Il primo dei problemi nella gestione dell’email, trova origine nella abitudine di molti utenti (sempre di più) di lasciare il proprio client (il programma per leggere e rispondere alla posta elettronica) sempre attivo ed in lettura automatica. Questo è il primo comportamento da evitare se non si vuole interrompere la propria finestra di attenzione.

Ogni messaggio in arrivo infatti ha il potere di distrarre, anche se messaggio ininfluente o addirittura spam.

Questo effetto sarà tanto peggiore quanto più invasive saranno le notifiche attivate, beep, finestre e popup. Inoltre chi lascia il proprio client email sempre aperto, tende a pretendere risposte immediate alle email che invia. Chi di noi non ha mai pensato: – Cavolo, Luca non mi ha ancora risposto! E pensare che gli ho scritto da quasi 1/4 d’ora…

Il client di posta

Il pessimo uso del client di posta si declina in specifico in 2 comunissimi errori:

1- Lasciare aperto il programma continuamente. Con la lettura della posta automatica a intervalli regolari.

2 – Configurare il programma per presentare avvisi visivi o sonori (notifica) per ogni mail ricevuta.

Allo stesso modo chi possiede un Blackberry dovrebbe spegnere le notifiche delle email in arrivo. Lasciate attive quelle per le chiamate e gli SMS ma ammutolite senza pietà la notifica delle email. E’ per la vostra sanità mentale…

Gestire la posta elettronica richiede del tempo e buone tecniche di filtraggio. Lo spam è – paradossalmente -  la tipologia di email più facile da gestire, è immediatamente riconosciuto come tale e cestinato. Le email personali sono anch’esse facilmente gestibili, solitamente si risponde velocemente e senza perdere molto tempo: – Ciao Marco, ok ci vediamo stasera a casa di Elisa - chiama tu Martina.

Le email di lavoro – specie quella che si possono definire “task oriented” – sono invece le più impegnative. Necessitano di risposte celeri e al tempo spesso ponderate e per questo causano una evidente caduta di attenzione rispetto alle attività in corso.

Per gestire, capire e rispondere a questo tipo di email occorre soffermarsi, valutare e pensare.

Sono queste generalmente le email che ci vedono maggiormente combattuti tra la necessità di rispondere celermente (ci si aspetta da noi una risposta rapida) e l’esigenza di non perdere la concentrazione sul lavoro in atto. Anche la messaggistica istantanea (Messenger, iChat, Gtalk, Skype e altri) è una enorme fonte di distrazione. Personalmente non ne faccio largo uso, tuttavia la trovo anche peggiore della posta elettronica – quanto a capacità di distrazione – per le continue notifiche che intervengono (anche solo per segnalarci che uno dei propri contatti è passato online o offline).

Strategie 

Ovviamente la soluzione a questo scenario non può essere il semplice “non leggere la posta”. Anzi, il mio consiglio è di approfittare di ogni interruzione che si presenti per farlo. Una telefonata, la visita di un collega, la pausa caffè. Ogni momento di interruzione e distrazione (comunque provocato) è il candidato ideale per la lettura della posta elettronica.

Personalmente ho l’abitudine di leggere la posta ad ogni telefonata. In ogni caso il ragionamento da fare è ormai interrotto, posso leggere la mail.

Ecco un dialogo divertente e probabilmente non così paradossale (la scena si svolge in ufficio davanti alla macchinetta del caffè):

Luca: Ciao, come stai?

Lucia: Benissimo…tu?

Luca: Bene, senti hai visto la mia email sul problema di Clippex?

Lucia: No, scusami, oggi non ho ancora guardato la mia posta…

Luca: COSA???!! Ma sono le 9.30! si batte la fiacca eh!? 

Devo ammettere di essermi trovato a volte nei panni di Luca e a volte in quelli di Lucia. Spesso si pretende che una email inviata alle 9 sia già stata evasa dal destinatario alle 10. Occorre invece prendersi il tempo per rispondere. Si può discutere a lungo circa il tempo medio di risposta atteso. Ovviamente la prima variabile è il tipo di lavoro. Se ci si occupa di assistenza clienti ad esempio 2 o 3 ore possono anche essere molte.

Se tuttavia il vostro lavoro non vi espone direttamente alle problematiche di help-desk o customer-care, non avere letto una mail in due o anche tre ore non significa affatto essere improduttivi e non è comunque cosa di cui vergognarsi.

Loop infinito

Una delle trappole in cui l’email ci porta a cadere spesso è quella del problem solving infinito.

La posta elettronica è un mezzo di comunicazione, si mandano e si ricevono messaggi a e da altri soggetti. Alcuni di questi sono trasmissione di dati semplici, altri sono “rumore” e alcuni (molti di quelli di lavoro) sono richieste di analisi e problem solving. Si parla di un problema, si formulano scenari, domande, si ipotizzano risposte, possibili soluzioni e modalità di approccio. Nulla di sbagliato. Anzi la posta elettronica è un buon mezzo per capire e gestire problemi. Permette di storicizzare le discussioni, cercare, confrontarsi ed approfondire.

Sfortunatamente esistono alcune tipologie di problemi che non si risolvono mai solo con lo scambio di mail. Quando incontrate uno di questi problemi (che riconoscete perché vi portano in un vortice infinito) è il momento di fermare la catena delle email e agire diversamente.

Mail lunghissime “task oriented” con liste di cose da fare che si aggiungono via via a 2, 4, 8 o 16 mani prima o poi fanno perdere il senso stesso della discussione. L’analisi delle funzionalità di un software o le discussioni sulle misure tecniche da adottare per una procedura, sono esempi di una discussione via email che può crescere a dismisura avvitandosi sempre su se stessa.

In questo caso può servire spezzare la singole email in varie più piccole – tematiche – (usare bene il campo “subject“) o spostare il mezzo di discussione verso riunioni o colloqui a voce. La lunga mail di dibattito tecnico “task oriented” (specie se tra più di due soggetti) tra l’altro tende a portare i partecipanti ad ignorare le posizioni altrui per ribadire ad oltranza le proprie tesi. Raramente via email si riesce a dibattere a lungo attorno a questioni tecniche senza che si stabiliscano posizioni preconcette. Qualche esempio di scambi di email improduttive? Ecco alcuni temi (testati personalmente) su cui potete cimentarvi:

Mac vs. Windows o iPhone vs, Blackberry. Ancora: meglio MS Office o OpenOffice? oppure: Windows è un sistema sicuro?

Queste stesse tematiche – se gestite ad esempio in una conference call via Skype – portano i partecipanti verso posizioni più pragmatiche e meno radicali.

Questo non significa che la posta elettronica non sia un grande strumento per il problem solving in genere, semplicemente quando la discussione arriva al punto da generare più rumore che chiarimenti, è necessario cambiare media.

Infiammarsi (flaming)

Per motivi a me ignoti ogni emozione personale (specie se negativa) viene amplificata profondamente dalla comunicazione tramite email. Se ci si sente di essere (anche moderatamente) critici verso una persona, conviene desistere da una risposta via email.

Capita spesso poi che una email venga percepita come critica dal soggetto ricevente, anche se il mittente non desiderava lo fosse. In questi casi, se ci si accorge dell’equivoco è utile cambiare media. Una comunicazione diretta verbale o una telefonata sono consigliabili per superare l’impasse.

La tendenza altrimenti porta ad esacerbare le posizioni, guidando i soggetti coinvolti verso un irrazionale irrigidimento sulle proprie tesi.

Se si intende essere critici e si vuole far capire al soggetto che ha (ad esempio) scritto una inesattezza, aiutarsi con le emoticons mettendo una faccina sorridente per smorzare i toni della comunicazione. In ogni caso non usare punti esclamativi e forme rafforzative per concetti negativi espressi come giudizio personale. Ad esempio:

Da: Luca

A: Marco

Marco, scusami ma la cosa che hai scritto è sbagliata, dovresti studiare meglio il manuale prima di scrivere simili inesattezze!

E’ diverso da leggere:

Da: Luca

A: Marco

Marco, scusami ma la cosa che hai scritto è sbagliata, dovresti studiare meglio il manuale prima di scrivere simili inesattezze :-) )))

La seconda appare più ironica e molto meno offensiva. Potenza della faccina sorridente. Sia le problematiche da “loop infinito” che le “critiche personali via email” sono rese ancora più gravi dalla pratica del “copying“. Per copying si intende il mettere altri soggetti in cc o bcc (in copia visibile o nascosta) ad una o più email.

Si tratta di una pratica che spaventa coloro che sono nuovi all’uso della mail e che in generale deve essere gestita con attenzione. Posso dire che esistono pochi motivi per usare il CC. Il BCC poi è spia di un problema di rapporti e di evidenti incomprensioni (nella maggior parte dei casi) e non esiste un motivo valido di usarlo se non per fare lo “sgambetto” a qualcuno.

In generale una regola d’oro è che maggiore è l’audience (i destinatari inclusi nella email), peggiori e più grandi le incomprensioni che ne possono scaturire.

Abbiamo detto che è da evitare ogni critica personale via email, ed è evidente che essa è ancora più grave se vengono indicati anche altri destinatari.

Se un problema è dibattuto solo tra le persone effettivamente coinvolte, sarà più semplice trovare accordi e compromessi. Se altri soggetti verranno coinvolti – anche solo per conoscenza – i soggetti operativi si irrigidiranno sulle loro posizioni.

Forma e contenuto

Occorre essere giudiziosi nell’uso della mail. Questo significa seguire poche semplici regole formali su come quotare correttamente e scrivere sempre in modo corretto ed educato. La posta elettronica è un media piuttosto “rilassato” è vero, ma questo non vuol dire che sia appagante ricevere email mal quotate o piene di errori di ortografia. Non scrivere mai in MAIUSCOLO se non quando serve (scrivere maiuscolo equivale a gridare), evitare le email con sfondi, suoni, o icone animate, la foto del gatto o dei figli perennemente allegata e altri orpelli barocchi.

Anche i logotipi in formato grafico sono da evitare, come la piaga dei messaggi in HTML. Impostate il vostro client di posta per non accettare la posta in HTML e fate sapere in giro che non la accetterete mai.

Ogni persona a cui si invia una mail perderà del tempo per gestirla e leggerla. Per questo ogni messaggio deve essere mandato con una ragione. Una semplice mail di ringraziamento o di saluto non è di per sé un male, basta non esagerare.

Mai inoltrare le catene di S. Antonio: cestinate senza pietà la bambina leucemica, la raccolta fondi per i vecchi del sanatorio, la lotteria fortunata e il vecchio zio delle Antille che vi chiede aiuto per incassare una enorme eredità. Sono tutte bufale che non devono essere fatte girare, specie se con allegati.

Non inoltrate neppure le email che richiedano la firme per petizioni, sottoscrizioni e lotterie. Se volete indirizzare amici e conoscenti verso questo tipo di cose usate i social network, luoghi adatti anche alla discussione e alla promozione e pubblicazione di link. Non spedite ad altri quello che voi stessi non vorreste ricevere.

Veniamo alla gestione degli indirizzi dei destinatari. Ci sono persone che per abitudine mettono un intero gruppo di soggetti in copia per ogni singola email che spediscono. Che sia per farsi vedere bravi e attivi agli occhi dei superiori o semplicemente per dimostrare che “stanno lavorando” o sono “più bravi degli altri” poco importa, ritengo questo comportamento deprecabile e mi trattengo spesso dal rispondere al mittente: “perché sono stato messo in copia?

La regola è: se un dato soggetto non ha un motivo diretto e operativo per essere aggiunto alla lista dei destinatari, non deve essere incluso. Mai.

Anche qui, vediamo la cosa con un esempio: Spedisco una email a Marta. Marta mi risponde mettendo in copia altre 8 persone. Io rispondo nuovamente solo a Marta (come è giusto non utilizzo “rispondi a tutti“), Marta mi risponde nuovamente mettendo in cc i soliti 8 indirizzi.

Questa cosa accade spesso, ed è profondamente scorretta. Ricordare sempre che per l’ email vige la regola d’oro del “tanti meno tanto meglio”: meno soggetti sono coinvolti nella comunicazione, più la soluzione sarà semplice e rapida e si riusciranno a risolvere i problemi.

Ogni cosa a suo tempo

La posta elettronica incoraggia la comunicazione immediata, ma questo non significa che non ci si possa (e si debba) prendere il tempo necessario per gestirla! Anche riguardo la stesura delle email è buona cosa non farsi prendere dalla fretta, specie se si tratta di documenti importanti, personali o professionali.

Rileggere sempre i messaggi prima di inviarli, se occorre farlo in un secondo tempo salvarli con la funzione bozza del programma di posta o scriverli fuori da questo come semplici file di testo. In ogni caso non privilegiare i tempi di stesura a scapito della qualità. Una email ben scritta a volte vale molto più di una email immediata. Se usate un Blackberry o comunque vi trovate in situazione di mobilità, resistete (almeno per le email importanti) all’impulso della risposta immediata. Non sempre in queste condizioni si riescono a comporre testi impeccabili. Infine ricordate che una email è a tutti gli effetti un documento permanente.

La posta elettronica è un normale testo che viaggia in rete, transita su vari server e può essere salvato anche per lunghi periodi. Se dovete scrivere qualcosa che oggi (o un domani) non vorreste mai vedere pubblico, non scrivetelo per email. Se volete spedire informazioni riservate e sensibili utilizzate sistemi di crittazione adeguati.

Le emoticons più importanti

Le emoticons – come abbiamo visto – possono aiutare ad arricchire di emozioni i messaggi testuali, smorzandone i toni troppo accesi o polemici.

Le “faccine” sono veramente tante e ce ne sono anche di difficile utilizzo. Le più utili non sono comunque più di una decina, vediamo le principali:

:)                      faccina sorridente

:(                      faccina triste

:-(                     faccina triste (con naso)

:-)                     faccina sorridente (con naso)

;-)                     faccina furbescamente ammiccante

:-x                    bacio sulla bocca

:-b                   faccina con lingua di fuori

:-D                   faccina stupita

:-o                    faccina sorpresa

Pillole di netiquette

Riassunto delle minime regole di “netiquette” per l’uso della email (alcune sono da applicare anche per gli SMS). Si tratta di poche semplici regole per il buon comportamento dei cittadini digitali che conviene ricordare sempre nello cambio di informazioni testuali.

- Usare le “faccine” per ammorbidire la comunicazione

- Non inoltrare mai catene di S. Antonio o affini

- Se occorre inoltrare un messaggio, girarlo integralmente con il comando inoltra. Non a pezzi con il copia e incolla o omettendone parti. Inoltrare il messaggio comprese le intestazioni e gli indirizzi. Verificare prima che il contenuto del messaggio non possa essere in alcun modo offensivo per il destinatario cui verrà inoltrato.

- Alcune cose devono essere dette faccia a faccia. Se vi trovate in uno di questi casi, non pensate neppure all’uso di SMS o email. Avete mai pensato di sbarazzarvi del vostro fidanzato/a al telefono? Via SMS (o email) è ancora peggio.

- Usare il tono più neutrale e costruttivo possibile, non essere mai radicali nelle posizioni.

- Non scrivere usando solo lettere MAIUSCOLE, è considerato come gridare.

- Tenete conto del livello di “cultura digitale” del vostro destinatario. Se si tratta di un utente “niubbo” potrebbe non conoscere le “faccine” o le abbreviazioni (come LOL o IMHO) Essere sempre chiari ed esplicativi con chi ha meno familiarità nell’uso della rete

- Non replicare ad un messaggio offensivo quando si è alterati. Attendere di far sbollire la rabbia prima di scrivere la risposta.

- Non abusare dei messaggi di testo o delle email.

- Non usare mai il BCC (copia carbone nascosta). Se pensate di farlo probabilmente siete di fronte ad un problema di rapporti che esula dalla posta elettronica.

- Non mettere in CC (copia carbone) nessun soggetto che non sia attivamente coinvolto. Mettere in CC tutti, capi, colleghi e portinaia è una brutta abitudine. La regola è che meno soggetti sono coinvolti, meno rumore si scatena e più le cose sono gestite senza problemi.

Quale casella di posta?

Importante è anche una buona piattaforma di gestione della posta. Personalmente sono un fan di Gmail, la mail di Google. Gmail permette di accorpare in un unico sistema tutti i propri account di posta (anche attivati presso altri provider). E’ compatibile IMAP e si interfaccia perfettamente con iPhone e Blackberry.

Gmail ha inoltre una interfaccia web molto comoda e rapida con potenti filtri e tag e mette a disposizione dell’utente la potenza degli strumenti di ricerca di Google dentro la posta elettronica.

 


http://it.wikipedia.org/wiki/Posta_elettronica

 http://it.wikipedia.org/wiki/Emoticons

 http://it.wikipedia.org/wiki/Quotare

 http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette

http://it.wikipedia.org/wiki/LOL

 http://it.wikipedia.org/wiki/IMHO

Inganni ad arte. Meraviglie del trompe l’œil dall’antichità al contemporaneo.

dicembre 10, 2009 By: admin Category: Senza categoria

Pere_Borrell_del_Caso

Di Antonio Viscido

Fino al 24 gennaio del 2010 sarà possibile visitare nelle bellisime sale di Palazzo Strozzi a Firenze, la mostra dedicata all’arte di ingannare l’occhio, non solo come elemento di divertimento ma come vera e propria forma d’arte. La Mostra, ideata da Cristina Acidini, Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze, e curata da Annamaria Giusti, Direttrice della Galleria d’arte Moderna di Palazzo Pitti, copre con 150 opere, un vastissimo periodo di tempo, durante il quale molti artisti si sono cimentati nella realizzazione di opere aventi come scopo principale, quello di ingannare la vista dell’osservatore, facendogli credere di essere davanti a ciò che in realtà non esiste. Se per meravigliarlo, per stupirlo o per ingannarlo, dipende dall’opera e dall’artista, ed è questa una delle la chiavi di lettura per capire se siamo veramente davanti ad uno “scherzo”, ad un trompe l’œil, o ad un virtuosistico esercizio di iper-realismo. Quale sia la vera differenza tra le due “definizioni”, non è semplice dirlo, perché spesso le due cose si sovrappongono: se voglio “ingannare l’occhio” devo certamente creare qualcosa di iper-realistico. La mia modesta opinione è che nel trompe l’œil, ci debba essere da parte di chi lo realizza, il desiderio di creare confusione nell’occhio e nel cervello di chi guarda, creando spazi e realtà inesistenti, prima che lo stupore della perfezione della tecnica di realizzazione dell’opera.

La mostra raccoglie opere di Tiziano, Velàzquez, Mantegna, Tiepolo, Tintoretto, Turrell, Pistoletto, la cui opera, una serigrafia su una superficie perfettamente riflettente, mi ha ingannato, facendomi credere che esistesse veramente uno spazio oltre il cavalletto; un effetto che gli specchi fanno per definizione, ma che nel caso dell’opera di Pistoletto, è rafforzata dall’ombra proiettata sul pavimento dal cavalletto che in realtà non c’è. Semplice, forse anche banale, ma estremamente efficace.

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Il percorso è arricchito da altre “stimolazioni ingannevoli”, non solo visive, ma anche olfattive, uditive e tattili ed è anche possibile sperimentare in diretta, in una sala dedicata, i meccanismi scientifici attraverso i quali i nostri sensi possono essere ingannati da semplici trucchi prospettici o di illuminazione. Suggerisco anche la visita di Realtà Manipolate, nei vicini locali della Strozzina, mostra della quale abbiamo parlato nell’ultimo numero (MY MEDIA 23) del magazine.

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La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00 ed il giovedì fino alle 23.00 (tranne i giovedì 24 e 31 dicembre, con orario 9.00 – 20.00).