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 CULTURA DIGITALE

 

Performing Media per l’innovazione territoriale
Di Carlo Infante
Fare Società dell’Informazione: senza società niente mercato
Nel concetto di Performing Media risiede una tensione creativa che non riguarda più solo la sperimentazione dei nuovi linguaggi ma la capacità di inventare Società dell’Informazione.
Trovare cioè i modi per fare società interpretando le condizioni delle trasformazioni in atto, per rivolgersi non solo al sistema dei media ma alle peculiarità dei nostri territori, con tutte le loro valenze tradizionali, culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche. Fare Società dell’Informazione cercando di coniugare l’economia immateriale dell’informazione valorizzando quella delle culture materiali, una delle monete più sonanti del nostro Paese.
Qui si tratta d’esprimere il “sentiment” contemporaneo, per rilanciare, in un piano di comunicazione ispirato socialmente, la cosiddetta Innovazione Territoriale, per misurarci con un futuro che è già qui, solo che è mal distribuito.
Va infatti giocata quell’opportunità strategica che riguarda l’interazione tra i sistemi della cultura e quelli dell’impresa rivolti entrambi verso l’innovazione tecnologica, cogliendo la questione alla radice: la creatività, intesa non più solo come espressioni estetiche ma come pratiche e comportamenti tesi ad interpretare l’evoluzione culturale in relazione al mondo che cambia. A partire da un’attenzione costante e dinamica rivolta alle nuove generazioni che, per la prima volta nella storia dell’umanità, si misurano con una società in trasformazione nei confronti della quale le generazioni precedenti richiamo d’essere inadeguate ad interpretare.
Le potenzialità della creatività connettiva
La creatività che c’interessa rilevare, sulla base di queste considerazioni, riguarda fondamentalmente la capacità umana di ambientarsi in nuovi contesti, trovare risposte a domande mai poste, inventare nuove forme per rappresentare il mondo esterno ed esprimere la propria soggettività.
Ambientarsi nel mondo digitale della molteplicità delle fonti informative significa, tra le tante cose, reinventare il nostro rapporto con il linguaggio alfabetico, una delle più antiche tecnologie capaci di comunicare nel mondo, tra noi.
Il fatto che attraverso le reti, in particolari ambienti come i blog si possa sviluppare una scrittura immediata (meno mediata da sovrastrutture formali) e tesa a sollecitare partecipazione attiva e, ancor di più, scambio interumano ed empatia, proprio come in una conversazione, è da considerare come un fatto che rende reale la potenzialità connettiva. Talmente reale da poterla far diventare anche un’economia. Un’altra economia possibile, basata sull’ottimizzazione delle risorse, a partire da quelle umane. Iniziando a capire che qualsiasi mercato (e tanto meno uno che ancora non esiste, come quello “immateriale” dell’informazione) non si fa se non si compie la società che possa sostenerlo ed esprimerlo. Ecco perché la connettività interumana espressa dalle reti può creare il nesso ancora vago tra società e mercato, iniziando a riconoscere il valore intrinseco del “prosumer”: il consumatore produttore d’informazione. Ma già consumatore è un termine che non convince più, esaurita com’è la società dei consumi di massa e con essa anche il sistema dei mass-media con annesso marketing e pubblicità pervasivi.
Si stanno insomma delineando fattori che caratterizzano una nuova espressione culturale diffusa negli ambiti sociali che sta dando forma e sostanza ai modi della comunicazione, in un sistema degradato dalla bulimia delle immagini televisive autoreferenziali, rilanciando il valore del “comunicare con” rispetto a quel “comunicare a”, cui ci ha viziati il sistema dei mass-media.
Si può così iniziare a parlare di creatività connettiva: un’evoluzione psicologica e cognitiva che attraverso la rete crea condizioni inedite di scambio sociale che vanno anche oltre lo stesso principio “collettivo” sul quale anni fa si erano fondate molte buone utopie di nuova socialità creativa.
E’ in questo senso che la potenzialità interattiva di Internet mette in campo una dimensione orizzontale e partecipativa che ora sta delineando un ulteriore salto di qualità, grazie a ciò che è definito social networking.
Uno dei modi migliori per misurarci con questa problematicità è quello di raccogliere e interpretare gli impulsi e le competenze della società civile (“la società dei saperi e dei pareri”), per sviluppare piattaforme collaborative che mettano in rete le potenzialità partecipative dei cittadini.
In questo quadro è pienamente inscritta tutta la necessità d’inventare nuovi ambiti per la produzione di socialità, attivando opportunità in cui, accanto ai servizi ad alto valore aggiunto tecnologico, servirà una creatività capace di interpretarli, nel creare nuovi modi, nuovi linguaggi, nuovi format come quelli del Performing Media.
Glocal: comunità locali nell’era del globale
Emerge la necessità di creare momenti di riflessione ed azione sul rapporto tra territorio e reti, tra culture materiali e immateriali, tra locale e globale, per una ridefinizione e un rilancio ideale dei termini del grande gioco della comunicazione perché sia conforme al senso delle comunità.
Una delle sfide maggiori che investe il campo della comunicazione, infatti, è quella di riuscire a trasmettere alle nuove generazioni una coscienza sulle potenzialità culturali del territorio che vivono, guardando allo stesso tempo agli scenari globali.


La Koine illustra le Cartiere Papali

 

Fondamentale in tal senso è utilizzare i nuovi media dimostrando quanto possano essere anche opportunità per creare socialità e cultura, impedendo che le tecnologie della comunicazione possano divenire forma di alienazione e banalizzazione dei contenuti spalmati nel web.
Nell’ambito di ciò che amiamo definire Innovazione Territoriale possiamo focalizzare alcune esperienze emblematiche, individuando contesti particolari, lontano dagli aggregati metropolitani pervasi dal rumore di fondo.
Sulla base di queste considerazioni sono almeno due le occasioni che si sono create per entrare nel merito, non solo teoricamente ma con azioni pubbliche che rilanciano in termini creativi l’uso dei nuovi media interattivi e delle reti in particolare.
Ambedue gli appuntamenti si sono svolti, non a caso, in contesti extra-metropolitani, uno a Frascati e l’altro ad Ascoli Piceno.
Nella cittadina dei Castelli Romani, le Scuderie Aldobrandini hanno accolto il 25 Maggio una giornata di brainstorming intorno al tema “Performing Media. Azione Culturale, Comunicazione Multimediale e Innovazione Territoriale” www.performingmedia.org, con la partecipazione attiva dei “discussant” attraverso l’instant blog di www.7thfloor.it e la piattaforma di social tagging ipertinente www.thinktag.org, utilizzate in uno spazio “illuminato” dal Wi Fi, la connessione wireless che rende più dinamico e partecipativo l’approccio alle reti.
Sulla stessa lunghezza d’onda è stato “Glocal: dalle comunanze picene al social networkingwww.comunanze.net, che dal 26 al 28 Maggio alla Cartiera Papale di Ascoli Piceno ha proposto un convegno-evento (caratterizzato da sessioni di studio, workshop su Open Source e Radio di Comunità, installazioni-vjing set e performance) che si è rivelato come una straordinaria occasione di formazione rivolta ai vari protagonisti della vita cultura picena ma anche a quegli operatori (sia del mondo istituzionale sia di quello delle imprese etiche) che s’interrogano su quali possano essere gli “altri modi” per giocare la partita tra società e mercato. In questo senso è stato strategico andare oltre le specificità delle politiche culturali per coinvolgere anche tutti quegli ambiti che riguardano l’insieme della vita sociale che s’interroga sulle vie dello sviluppo sostenibile. Come quelle della “filiera corta”, delle culture biologiche, delle energie rinnovabili, dell’auto-costruzione o del co-housing.
Un’occasione succosa, non solo per affrontare temi caldi, ponendo delle domande, magari inedite, non previste, ma per iniziare a porre in essere delle risposte operative: delle azioni pubbliche. Azioni nella rete, il nuovo spazio pubblico. L’obiettivo è quello di promuovere (nell’arco di qualche mese) una piattaforma di social networking che agisca sia da incubatore d’impresa etica sia da opportunità di auto-organizzazione per un territorio che sappia comunicare le proprie peculiarità ed allo stesso tempo si proietti nella rete globale. Un percorso poetico e politico che a partire dalle comunanze realizzate presso i Monti Sibillini tra il XVII e il XIX secolo arriva fino alle community che antropizzano il web, creando quei circoli d’empatia che sono (o possono essere) i blog.
La rete viene in questo modo usata come piattaforma di brainstorming, per poi tradurre il pensiero in azione, sul territorio, agendo i media in prima persona, rilanciandoli nella loro potenzialità connettiva, d’interscambio con gli altri, con altri gruppi d’interesse e le comunità impegnate in attività come quelle di cittadinanza attiva. Il mondo dei blog lo ha dimostrato: si possono giocare i media per non essere più giocati dalla pervasività televisiva. E’ da qui che si sviluppa l’idea di performing media.
In questo concetto risiede una tensione creativa che non riguarda più solo la sperimentazione dei nuovi linguaggi ma la capacità di fare società, secondo i principi ludico-partecipativi che i Performing Media Lab, in Salento con il TarantaVideoBlog
http://www.performingmedia.org/lab/salento/ e in Piemonte con la Mappa Emozionale dei Luoghi della Memoria Antifascista http://memoria.acmos.net stanno attuando da tempo.

 


 

 

 

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